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19 ottobre 2017

Istruzione in Ucraina: la Romania non ci sta | Ucraina


Il 5 settembre la Verkhovna Rada ha approvato il progetto di legge sulla riforma educativa. Tra le novità, quella che più fa discutere, è la scelta della lingua ucraina come unica lingua d’insegnamento. La diatriba ha elevato una questione solitamente di interesse interno a “problema” internazionale.

Specificatamente, l’articolo 7 ha ridotto al ciclo primario, quindi scuole materne e scuole elementari, vale a dire i gradi I-IV, e non del tutto eliminato, la possibilità per le minoranze linguistiche di usufruire dell’insegnamento in lingua madre, mentre rende obbligatorio, a partire dal periodo secondario, l’insegnamento in lingua ucraina. Tale cambiamento è atto ad affrontare il problema delle minoranze etniche che attualmente non imparano la lingua ufficiale nella misura necessaria per accedere all’università.

Contro il Parlamento ucraino, che dichiara la legge essere pienamente conforme alla Carta Costituzionale, alla Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali e alla Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, Bulgaria, Grecia, Romania e Ungheria hanno invitato l’Ucraina ad astenersi dall’introduzione di tali restrizioni per le minoranze etniche inviando una lettera contemporaneamente al Ministro degli Esteri dell’Ucraina, al Segretario Generale del Consiglio d’Europa e al Segretario Generale dell’OSCE.

Il Primo Ministro dell’Ucraina Volodymyr Groysman però ha comunque deciso di fare un passo verso i Paesi contrari al decreto, demandando la competenza del Consiglio d’Europa.
Nel frattempo però, i politici populisti nazionali ed alcuni internazionali, per riuscire ad incamerare qualche punto a loro favore, hanno deciso di cavalcare l’onda ed hanno iniziato a prendere posizioni drastiche, pur consapevoli che la normativa verrà adeguata alle eventuali correzioni del Consiglio d’Europa. Tra questi c’è il ministro delle risorse umane ungheresi, Zoltan Balogh, che ha chiesto un incontro privato con il ministro delle scienze e dell’educazione ucraina, Lilia Grinevich; ma il più vocale e che ha fatto scalpore è il presidente della Romania, Klaus Iohannis, che ha cancellato una sua visita prevista a ottobre a Kyiv, ed ha anche annullato la visita a Bucarest del presidente del parlamento ucraino.

“È solo un’opinione … ma l’annullamento della visita del presidente Iohannis in Ucraina e il rifiutare di ricevere a Bucarest la visita del relatore del parlamento ucraino è un grande errore politico, dato che la nuova legge sull’istruzione non è ancora stata promulgata. Al limite, le discussioni e i negoziati avrebbero potuto essere ancora detenuti a livello dei due capi di stato e di colloqui bilaterali. E, dopo, durante la dichiarazione congiunta prima della stampa, il presidente rumeno avrebbe potuto esprimere a Kyiv il suo punto di vista, che aveva anche già sostenuto nelle discussioni, e spiegare le conclusioni raggiunte – ha scritto l’ex presidente rumeno, Traian Basescu, sulla sua pagina Facebook – un comportamento come da me suggerito, avrebbe potuto essere un’azione di grande successo o di grande fallimento, ma i rumeni che vivono in Ucraina avrebbero saputo che il loro presidente li ha difesi fino alla fine”.

“Purtroppo, cancellando la visita, abbiamo lasciato il campo di battaglia prima di sparare l’ultimo proiettile. Dal mio punto di vista, io avrei sparato, anche se le probabilità di successo fossero state ridotte al lumicino: nulla è umiliante quando si difendono gli interessi del proprio popolo all’estero. La cancellazione della visita poteva essere giustificata se il presidente ucraino avesse promulgato immediatamente la nuova legge sull’educazione” continua la nota di Basescu.

L’ufficio stampa del presidente Iohannis, giovedì ha comunicato che il capo dello stato aveva rinunciato alla visita che doveva intraprendere a ottobre in Ucraina, perché è stata approvata nel parlamento ucraino una legge sull’educazione, il cui testo contrasta con le buone intenzioni reciproche e limita drasticamente l’accesso delle minoranze all’istruzione nella loro lingua madre.

“Di conseguenza, dopo aver letto questa legge, ho annullato la mia visita in Ucraina e ho anche revocato l’invito al Presidente del Parlamento ucraino, che aveva preso un appuntamento con me per la fine di settembre, trasmettendo così segnali diplomatici estremamente potenti. Eliminare una visita presidenziale è un segnale molto forte”, ha espresso Iohannis.
“Infatti la legge sull’istruzione ha avuto una spiacevole evoluzione in Ucraina. Avevo previsto una visita per ottobre di quest’anno a Kyiv, un incontro che ho preparato in diverse fasi con il presidente Poroshenko. L’ultimo round dei colloqui è avvenuto alla riunione della NATO a Bruxelles. Sono rimasto veramente molto sorpreso dagli eventi del Parlamento ucraino che, senza comunicare ai suoi partner, e noi siamo partner dell’Ucraina, ha approvato una legge che a nostro avviso è in contrasto con le nostre buone intenzioni reciproche. Infatti, questa legge, se approvata, limiterà drasticamente l’accesso delle minoranze all’istruzione nella loro lingua madre. Siamo profondamente feriti da questo. Abbiamo molti romeni in Ucraina “ha affermato il capo dello stato rumeno.

Iohannis ha specificato che lui e il presidente ucraino avrebbero dovuto visitare l’area di Bucovina, dove vivono molti rumeni ucraini.
“Questa legge arriva in un momento sbagliato e l’intero approccio, per quanto mi riguarda, deve essere messo in discussione”, ha aggiunto Iohannis.
Il presidente rumeno ha anche spiegato d’aver incontrato il presidente Poroshenko nei corridoi della NATO e di avergli riferito della cancellazione della visita e della sua presa di posizione.
“Ovviamente ci siamo salutati e lo ho informato di questi temi. Gli ho espresso chiaramente che non avrei effettuato il meeting finché non ci fossero stati reali progressi riguardo alla legge sull’educazione. Ho anche comunicato il mio approccio attraverso i canali diplomatici e qui, direttamente al presidente Poroshenko. Sono piuttosto preoccupato e spero che si arrivi ad avere un approccio che consenta ai romeni in Ucraina di continuare la loro istruzione nella lingua rumena” ha concluso Iohannis.

Da parte sua, venerdì l’Ucraina si è dichiarata “delusa” della cancellazione della visita del presidente rumeno Klaus Iohannis, una cancellazione che è stata decisa come protesta contro una riforma che limita i corsi delle lingue nazionali delle minoranze a favore della lingua ucraina.
“Siamo delusi per l’atteggiamento del presidente della Romania che al dialogo tra leader preferisce dichiarazioni a fini politici interni” ha affermato il portavoce del ministero degli esteri ucraino.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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