Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

14 dicembre 2018

L’Ucraina vuol frenare l’inflazione | Ucraina


La posizione della Banca Centrale Ucraina ha influenzato la decisione di rinviare al prossimo anno la prossima tranche del Fondo monetario internazionale.

La Banca Nazionale Ucraina (NBU), dopo essere riuscita a resistere a svariate bufere, è stata costretta a stringere la politica monetaria portando i tassi di interesse al 13,5%. Nel mese di maggio di quest’anno, il tasso era al 12,5%. Per il mercato è stata una sorpresa. 

La NBU ha ammesso che quest’anno non sarà in grado di soddisfare l’inflazione prevista (8 ± 2%), e dal mese di luglio alla fine dell’anno ha declassato la sua previsione di crescita; ora, l’indice dei prezzi al consumo passerà al 12,2%, invece del precedente 9,1%.

Lo sforzo della Banca nazionale per il 2018 rimarrà la stesso: raggiungere il livello di inflazione al consumo nella gamma del 6 ± 2% con la previsione di base per la fine del prossimo anno del 7,3%. Per la NBU l’aumento dei tassi è legato a ragioni di rallentamento del mercato dei prezzi al target di riferimento NBU, ha spiegato il capo del settore, Yakov Smoly. “La situazione economica non ci permette di pensare di ridurre i tassi prima del terzo trimestre del 2018”, ha osservato.

Ai rischi s’aggiunge “la questione FMI”. Nonostante il fatto che la missione del Fondo arriverà in Ucraina nel mese di novembre, la nuova tanto attesa e sperata tranche di 2 miliardi verrà ritardata almeno fino al primo trimestre del prossimo anno. 
La NBU per l’anno 2019 ha mantenuto lo stesso livello di previsioni di inflazione, – 5%: “dobbiamo abbassare l’inflazione dall’attuale 16,4% per aiutare il controllo della restrittiva politica monetaria – il tasso, se necessario, potrà ancora aumentare”, ha affermato Smoly. 

”Vediamo i rischi, potrà ancora aumentare la pressione sull’inflazione – ha sostenuto il funzionario – il mercato principale è preoccupato: abbiamo una crescita dei consumi sullo sfondo di crescenti standard sociali”.

La decisione del governo di aumentare le spese sociali sono andate direttamente a fare pressione sull’inflazione. La crescita dei prezzi nelle previsioni di inizio 2017 era del 9,1%, poco dopo la stima è stata modificata, dovuto anche all’aumento del salario minimo, portato a 3200 UAH. 

Un altro punto chiave che dipende dalle decisioni del governo è l’aumento delle tariffe dei servizi. Questo è direttamente collegato alle prospettive di ricevere la tranche di finanziamento del FMI, che quest’anno è stata ritardata perché non si è verificato l’aumento dei prezzi del gas al consumo, per il quale c’è una ferrea opposizione del Gabinetto.

Il programma di cooperazione con il FMI – EFF – prevede l’assegnazione di 17 miliardi di dollari per l’Ucraina. Esso contemplava una revisione trimestrale del programma e l’assegnazione a Kyiv di quattro tranche nel 2015, così come altre quattro nel 2016.
Per ottenere la nuova tranche, l’Ucraina deve adottare una legge sulla semplificazione della privatizzazione, istituire una corte anticorruzione e la spinosa richiesta del FMI dell’aumento delle tariffe energetiche.
Allo stesso tempo, le previsioni per le riserve a fine 2017 sono diminuite da 20 miliardi a 18,6 miliardi di dollari.

Una fonte alternativa di reddito potrebbe essere una nuova emissione di Eurobond, che la NBU s’aspetta di emettere nel 2018/2019, obbligazioni per l’importo di ulteriori 2 miliardi di dollari. 
La variazione del tasso di crescita da parte della Banca Nazionale è stata davvero una sorpresa per il mercato. “Forse solo così il regolatore del Gabinetto si ricorderà che l’economia ucraina non è ancora stabile ed è inutile schiacciare sull’accelleratore – ha insistito Smoly – Il governo sembra attuare a parole tutto ciò che chiedono il populismo e il Fondo monetario internazionale, ma il nostro problema principale è vedere come ora riusciremo a conviverci”.

Tags: , , , , , ,

Rispondi

Altre storie da- News

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.