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22 settembre 2018

Il Cremlino punta l’Ucraina via Ungheria | Ucraina


Analisi – La Russia sta probabilmente sfruttando le recenti tensioni tra l’Ungheria e l’Ucraina per sostenere la sua campagna e porre un cuneo tra Kyiv e i suoi vicini.
Il Cremlino inoltre, incentrandosi sulle questioni relative all’autonomia delle minoranze, ha ripreso la sua sovversione in Ucraina occidentale. È improbabile che il Cremlino nell’ovest dell’Ucraina intenda creare un’insurrezione come ha attuato nella parte orientale, ma in ogni caso potrebbe dare origine ad un’altra frattura capace di destabilizzare Kyiv.

Il Cremlino, usando le minoranze etniche presenti nella parte occidentale del paese, tenterà anche di alimentare le tensioni tra l’Ucraina e i suoi vicini, come la Polonia. Gli Stati Uniti e l’Occidente in generale, dovrebbero avere un occhio di riguardo verso queste tendenze, che probabilmente sono brucianti e sottili. Esse hanno implicazioni per la stabilità dell’Ucraina e forniscono informazioni sui metodi evolutivi della irregolare guerra russa.

Aspetti principali

– l’Ucraina il 25 settembre, ha approvato un disegno di legge educativo che prevede l’uso della lingua ucraina nelle scuole;
– i nazionalisti ungheresi che condividono il confine con l’Ucraina, hanno condannato il disegno di legge perché “viola i diritti dei 150.000 ungheresi che vivono nella regione Zacarpazia (Trans-Carpazia) dell’Ucraina occidentale. Il partito estremista nazionalista ungherese collegato alla Russia, Jobbik, il 13 ottobre a Budapest, ha partecipato e stimolato una manifestazione per l’autodeterminazione della Zacarpazia.
– Il governo ungherese ha minacciato di bloccare l’integrazione dell’Ucraina con l’UE, anche se non ha ricevuto il sostegno da parte dei principali Stati dell’UE. Inoltre, il 27 ottobre, il ministro degli esteri ungherese ha dichiarato di voler bloccare la prossima riunione della Commissione Ucraina-NATO.

– Il primo ministro ungherese Victor Orban ha un rapporto relativamente forte con la Russia ed è un amico personale di Putin.
– L’Ungheria è l’unico paese dell’Unione europea in cui il presidente russo Vladimir Putin ha effettuato due visite nel corso del 2017.
– Il Cremlino ha anche convenuto di finanziare un progetto di modernizzazione di una centrale nucleare ungherese, con un costo previsto di 12 miliardi di dollari, con inizio il primo gennaio 2018.
– Altri paesi dell’Europa dell’Est, con comunità etniche in Ucraina, hanno criticato il disegno di legge sull’educazione, ma non hanno assunto un confronto “rabbioso” come l’Ungheria.

– I media russi hanno approfittato dell’opportunità del disegno di legge ucraino sull’educazione per lanciare una campagna che amplia la narrazione all’autodeterminazione, strada già sperimentata in passato nel Donbas e in Crimea, oltre che aver criticato la legge come “antieuropea”.
– Anche se l’Ucraina e l’Ungheria avevano già trovato un compromesso, il Cremlino è intervenuto dichiarando che ci sono le “condizioni per sfruttare questa vulnerabilità in futuro”.

Il Cremlino è da anni che sta incoraggiando narrazioni separatiste nelle minoranze ungheresi dell’Ucraina occidentale.

– la Russia, per propagare l’idea dell’autonomia della Zacarpazia, ha probabilmente sviluppato e sfruttato i suoi legami con il partito ungherese di destra, Jobbik.
Si può facilmente notare che il Cremlino supporta Jobbik: gli Stati Uniti hanno riferito di aver investigato i finanziamenti russi dei partiti politici in Europa, nella lista Jobbik è indicato come uno dei primari obiettivi del Cremlino. Un membro di Jobbik nel Parlamento europeo, Bela Kovacs, è dal 2014 oggetto di indagini da parte delle autorità ungheresi perché sospettato di lavorare per l’intelligence russa. Kovacs è da dicembre 2010 che ha un ufficio a Berehove, una delle principali città ucraine con minoranze ungheresi. Kovacs nel 2013, ha sostenuto la creazione di un distretto amministrativo speciale per le città ungheresi della Zacarpazia, quale necessario presupposto per l’adesione dell’Ucraina all’Accordo di associazione UE. I membri di Jobbik sono stati tra gli osservatori del referendum illegittimo russo in Crimea nel marzo 2014 e nelle illegali elezioni tenute nel novembre 2014 nelle enclavi russe “Repubblica Popolare di Donetsk e Lugansk”. I membri di Jobbik hanno condotto e organizzato una manifestazione per l’autodeterminazione degli ungheresi di Zacarpazia a Budapest, subito dopo l’occupazione russa della Crimea, nel marzo 2014. Il leader di Jobbik, Gábor Vona, definisce la Russia “il potere eurasiatico che potrebbe … resistere al blocco euro-atlantico”.

– I media russi hanno creato falsi miti e narrative che esasperano drammaticamente le aspirazioni delle minoranze ungheresi per ottenere l’autonomia. Due importanti campagne di disinformazione hanno incluso relazioni con i Ruthenes, un altro gruppo etnico della Zacarpazia, che durante un loro congresso hanno chiesto la loro autonomia nel marzo 2015. Un’altra campagna mediatica russa ha affermato che le comunità russe e ungheresi della Zacarpazia nel mese di agosto 2015 hanno tenuto un congresso a Budapest, per trasformare la loro regione in uno stato federale. I leader delle rispettive comunità hanno entrambe negato le narrazioni russe.

– Il Cremlino ha probabilmente tentato di costruire organizzazioni locali da utilizzare come strumento di sovversione. Il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU) nel luglio 2015, ha emesso un avviso di responsabilità penale all’Organizzazione regionale della Zacarpazia riguardo la tutela dei diritti dei lavoratori, perché la sua attività è in contrasto con l’integrità territoriale dell’Ucraina. L’organizzazione, registrata solo un mese prima, come punto essenziale per garantire i diritti dei lavoratori, stava promuovendo l’idea di un territorio di autogoverno speciale per le minoranze ungheresi. I giornalisti investigativi locali hanno subito esposto le connessioni dell’organizzazione con la Russia e l’avvertimento di SBU è seguito poco dopo.

La Russia può aver sfruttato le recenti tensioni tra l’Ucraina e l’Ungheria per rilanciare i suoi sforzi di sovversione sul confine occidentale dell’Ucraina.

– Jobbik ha chiesto l’autonomia delle minoranze ungheresi nell’Ucraina occidentale. Jobbik ha riferito di aver organizzato un raduno “Zakharpatiya self-determination” a Budapest il 13 ottobre, chiedendo l’autonomia della regione. Le notizie hanno mostrato che alcuni dei partecipanti portavano cartelli con “L’Ungheria vuole la Transcarpazia!”. Jobbik il 29 settembre, ha rinnovato la sua spinta per una normale tavola rotonda tutta ungherese sulla questione Transcarpazia. Jobbik, “nel contesto della sua campagna elettorale”, ha promesso di lanciare una “lotta” per l’autonomia delle comunità ungheresi che vivono all’estero. Sia Jobbik, che il partito nazionalista ungherese, Fidescz, stanno probabilmente utilizzando le minoranze ungheresi all’estero per guadagnare capitale politico prima delle elezioni ungheresi del 2018.

– Il Cremlino sul disegno di legge dell’Ucraina, ha lanciato un’operazione di media per ampliare la critica nazionalista ungherese. Il governo ungherese ha minacciato di chiedere all’Unione europea di rivedere il suo accordo di associazione con l’Ucraina ed ha condannato fermamente il disegno di legge. Polonia, Romania e altri stati con comunità etniche in Ucraina hanno criticato il disegno di legge, ma non hanno ulteriormente pressato le loro preoccupazioni. I funzionari polacchi il 23 ottobre, hanno dichiarato di non considerare il disegno di legge come una minaccia e che i gruppi minoritari dovrebbero conoscere sia la lingua ucraina che quella polacca. Il 19 ottobre, il ministro degli esteri ucraino, Pavlo Klimkin ha dichiarato che l’Ucraina e l’Ungheria hanno trovato un compromesso e che avrebbero collaborato per l’esecuzione della legge. Tuttavia, il governo ungherese ha reagito bloccando il 27 ottobre la prossima riunione della commissione Ucraina-NATO. La propaganda russa ha rafforzato la narrazione nazionalista ungherese ed ha continuato ad inquadrare l’Ucraina come un oppressore delle minoranze, suggerendo che l’Ucraina sta per perdere un ulteriore territorio e sta cacciando i suoi partner europei e la NATO.

– La campagna mediatica russa alle minoranze ungheresi in Ucraina è anche destinata anche ad infiammare le tensioni etniche. I racconti medi russi avvertono di presunte repressioni ucraine contro gli ungheresi etnici nell’Ucraina occidentale, che assomiglia notevolmente alla propaganda della Russia nella regione del Donbas ucraino.

Il Cremlino sta probabilmente perseguendo una campagna più ampia per infilzare un cuneo tra l’Ucraina e i suoi vicini europei. Le autorità ucraine hanno arrestato il 2 ottobre un gruppo di sabotatori che tentavano di distruggere un monumento ungherese nella regione di Zacarpazia. Il ministro degli interni ucraino, Arsen Avakov ha dichiarato che gli individui detenuti sono collegati al partito delle Regioni dell’ex presidente Yanukovich. Avakov ha dichiarato inoltre, che la banda è responsabile di almeno altri otto incidenti che avevano l’obiettivo di infiammare le tensioni tra l’Ucraina e l’UE nel 2016-2017. All’inizio del 2017, ad esempio, i partecipanti ad una protesta hanno sostenuto che “elementi sostenuti dalla Russia” li hanno pagati per avviare proteste nazionaliste ucraine-polacche davanti all’ambasciata polacca di Kyiv il 7 luglio.

Implicazioni

È improbabile che la Russia intenda, o sia in grado di creare nella Zacarpazia un’insurrezione simile a quella del Donbas. Questa regione occidentale dell’Ucraina ha forti sentimenti pro-ucraini, piccole comunità minoritarie e altri fattori differenziali. Tuttavia, la sovversione sostenuta dalla Russia potrebbe creare un altro problema di destabilizzazione per la soluzione di Kyiv. La crescente preesistente retorica dei partiti nazionalisti ungheresi per la protezione dei loro concittadini all’estero sta facendo da amplificatore al costante aiuto del Cremlino in favore dei movimenti di autodeterminazione e di autonomia delle minoranze. Le operazioni di informazione del Cremlino a sua volta, ampliano la messaggistica ungherese. L’effetto cumulativo potrebbe portare ad ulteriori discussioni sullo status speciale della regione e, potenzialmente, ad un referendum a lungo termine.

L’accresciuto accento di Kyiv sulle proprie elezioni del 2019 e la continua guerra in Ucraina orientale potrebbero impedire al governo ucraino di assegnare le necessarie risorse per affrontare le preoccupazioni di base della regione e altrimenti resistere alla sovversione della Russia. La complessità della situazione può permettere a Mosca di nascondere efficacemente la sua mano e di descrivere qualsiasi escalation come un confronto indigeno tra gruppi etnici all’interno dell’Ucraina, o dell’Ucraina e del suo prossimo. Una destabilizzazione supplementare potrebbe allungare le già sottili risorse di Kyiv e danneggiare le relazioni dell’Ucraina con i suoi partner europei.

Infine, il rafforzamento delle narrative regionali del Cremlino per l’autodeterminazione e la retorica sulla protezione delle minoranze all’estero tra gli stati dell’Europa orientale, aiutano la Russia a legittimare le proprie azioni espansionistiche, che sostengono che sono motivate dal desiderio di “proteggere” le minoranze russe.

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