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23 giugno 2018

L’atteggiamento di Putin trasforma i suoi vicini | Ucraina


Le politiche del Cremlino stanno plasmando in Ucraina una generazione che detesta la Russia.

La politica russa contro l’Ucraina è spesso sconcertante. Durante una visita a Mosca di 8 anni anni fa, ho chiesto ad un diplomatico pensionato russo se qualcuno effettivamente nel Cremlino conoscesse l’Ucraina. “Che io ricorda c’è solo una persona che ha visto i nostri vicini come fratelli e che li ha valorizzati – ma nessuno gli ha prestato attenzione”.
Ciò potrebbe spiegarci perché la politica di Vladimir Putin è così retrograda.

Il maldestro approccio di Putin all’Ucraina è da anni che è evidente. A margine del vertice NATO di Bucarest nell’aprile 2008, ha riferito ai leader dell’Alleanza che l’Ucraina non era “un paese reale”. Gli ucraini come possono aver interpretato questa osservazione quando è stata resa pubblica? Putin non se lo è chiesto?

Il presidente russo è stato l’ultima volta Kyiv nel luglio del 2013, nell’occasione della commemorazione del 1025° anniversario della conversione di Kyivan Rus al cristianesimo. Durante la visita, ha pronunciato un discorso in cui ha calorosamente sostenuto che gli ucraini e i russi sono un unico ed indivisibile popolo. Alla sua considerazione non molti hanno prestato attenzione, ma un gran numero di ucraini ha percepito il riscontro come una negazione della loro cultura, storia, lingua e identità.

Quando sono arrivato a Kyiv nei primi mesi del ’90,  il numero degli ucraini che nutrivano un sentimento anti-russo non veniva nemmeno valutato o contemplato, era semplicemente un pensiero che non sfiorava nessuno. La maggior parte aveva opinioni positive verso la Russia o semplicemente la vedeva come un vicino amico.

Oggi, però non è più così. Putin è riuscito dove il nazionalismo ucraino per molti secoli aveva fallito: ha creato un forte senso d’identità nazionale – e lo ha imbevuto con un profondo sentimento antisemitico. Dopo il furto della Crimea da parte della Russia e oltre 10.000 morti nel Donbass, il cambiamento si può facilmente capire.

Anche i sondaggi di opinione ci possono fornire importanti ragguagli. Una ricerca di mercato di aprile 2017, condotta da Rating Group Ukraine, ha segnalato che il 57 per cento degli intervistati “hanno un atteggiamento freddo o molto freddo verso la Russia”, a differenza del 17 per cento che hanno espresso un “atteggiamento caldo o molto caldo”.

L’ostilità ucraina verso Mosca si manifesta in svariati modi. Ora, molti ucraini puntualizzano l’uso della lingua ucraina piuttosto che la lingua russa. Ripensando alla rivendicazione di Mosca che ha “un diritto speciale per proteggere i russi e coloro che parlano la lingua russa”, ovunque essi siano e indipendentemente dalla loro cittadinanza, un attuale scherzo che è in voga per le strade di Kyiv ci fa presente: “Ho il terrore d’usare la lingua russa, perché Putin potrebbe voler proteggermi”.

Mentre l’atteggiamento verso la Russia si indurisce, la leadership a Kyiv si è trovata con meno spazio di manovra. Nell’estate 2014, il presidente ucraino Poroshenko, come parte di uno sforzo per risolvere le differenze con Mosca, aveva anche accennato ad una sua disponibilità a “mettere da parte ogni spinta per avvicinarsi alla NATO”. Ora, pur capendo la reale impossibilità che possa succedere nel breve termine, egli abbraccia fermamente l’obiettivo dell’adesione alla NATO.

Il conflitto del signor Putin con l’Ucraina rafforza anche la polarizzazione anti-russa nel Parlamento ucraino. Oggi, 423 dei 450 posti della camera sono occupati. Gli altri 27 sono in attesa delle nomine dei rappresentanti che usciranno dalle elezioni in Crimea e nel Donbas orientale, quelle parti dell’Ucraina illegalmente allegate da Mosca e/o occupate dalle forze proxy russe e militari russi.

Quelle sono anche aree in cui tradizionalmente i partiti politici più simpatici a Mosca ricevevano il maggior numero di voti. Il Blocco di Opposizione, il partito che è succeduto al “Partito delle Regioni di Victor Yanukovych”, se i deputati delle regioni occupate avessero il loro posto nella Rada (27 posti vuoti), potrebbe godere di una maggiore presenza e quindi più influenza parlamentare.

Presumibilmente, la maggior parte dei paesi desidera avere rapporti stabili, amichevoli e positivi con i loro vicini; ma per la Russia non sembra che sia così. Ora, ci vorranno anni, se non decenni, perché gli ucraini possano ripristinare dei sentimenti positivi verso la Russia, ma l’eventuale processo di riconciliazione non potrà iniziare fino a quando Mosca non avrà cambiato il suo approccio.

I tre anni passati hanno rafforzato la determinazione degli ucraini a consolidare i legami con l’Occidente e con le istituzioni europee, come l’Unione europea e la NATO. Non vogliono più avere a che fare con la Russia, anche se rimane un fatto geografico che non possono evitare.
È difficile capire come tutto questo possa far avanzare gli interessi russi. È ora che il signor Putin e il Cremlino cerchino migliori consigli per come affrontare il loro prossimo a sud-est.

Alcuni suggeriscono che la proposta del presidente russo di un’operazione di mantenimento della pace sia l’inizio di un’apertura del Cremlino per trovare una via d’uscita dal Donbas. Certo, che se è così, è meglio che Putin si muova più rapidamente. Il suo approccio attuale sta solo facendo aumentare il numero di ucraini che detestano la Russia.

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