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14 dicembre 2018

Il pragmatismo ucraino | Ucraina


Una politica di successo è quella di fare le cose ed attuare gli obiettivi. Se utilizziamo un tale metro, per l’Ucraina il mese di ottobre è stato un mese di successo. Non solo il governo ha avallato una vasta riforma sanitaria, la riforma delle pensioni e della giustizia, ma ha anche eliminato le proteste populiste. In poche parole, il pragmatismo ha prevalso sul populismo.

Ognuna delle riforme votata è stata significativa, ma la riforma sanitaria è quella più ampia. La nuova legislazione prevede di fornire assicurazioni statali a tutti i cittadini e una medicina gratuita a tutti coloro che hanno malattie croniche; promuove inoltre la prevenzione delle malattie attraverso uno stile di vita sano, concede sovvenzioni agli sfollati interni a causa della guerra nel Donbass e stabilisce contratti diretti medico-paziente.

L’effetto complessivo sarà sostanziale: i pazienti riceveranno una migliore assistenza sanitaria, lo Stato fornirà una rete di sicurezza e i professionisti medici potranno guadagnare uno stipendio normale in base al numero dei pazienti trattati, piuttosto che ricevere un misero stipendio fisso dallo Stato.

La riforma della pensione crea un sistema comprensibile e trasparente che consente ai lavoratori di “recuperare” gli anni nei quali non hanno versato i fondi nel sistema; più importante, aumenta le pensioni a breve termine. Criticamente, il passaggio della riforma delle pensioni era un requisito fondamentale per l’Ucraina per ricevere la prossima tranche del Fondo Monetario Internazionale.

La riforma giudiziaria è di natura più tecnica, ma in definitiva la legislazione rende la Corte Suprema la sede degli appelli, modernizza il sistema attraverso l’adozione della governance elettronica ed aumenta il ruolo delle commissioni ufficiali nel finanziamento del sistema.

Le riforme sono perfette? No, ma miglioreranno positivamente e concretamente la vita degli ucraini. Sono stati compiuti compromessi per raggiungere il passaggio delle riforme? Sì, ma i leader pragmatici sanno l’importanza di vincere oggi una battaglia parziale per ottenerne una completa domani.

Rincorrere il parlamento ucraino per far approvare ogni importante disegno di legge è un compito erculeo; tuttavia il governo è riuscito a riunire 288 voti per la riforma delle pensioni, 242 per la riforma sanitaria e 234 per la riforma giudiziaria – in ogni caso, un numero notevolmente superiore al minimo richiesto di 226 voti. La coalizione governativa composta dal Blocco Petro Poroshenko, Fronte Popolare e da alcuni deputati indipendenti, ha sempre votato a favore delle riforme, ma queste fazioni non dispongono dei 226 voti necessari per operare da soli. Ogni volta però, il governo è stato in grado di coinvolgere partner situazionali.

Sulla riforma della pensione e della sanità, Samopomich, Partito Radicale e le fazioni di Volontà Popolare hanno fornito voti importanti per arrivare ad una maggioranza. Sulla riforma giudiziaria, i voti necessari sono stati espressi dal partito Renaissance, da Volontà Popolare e, sorprendentemente, dal Blocco d’Opposizione. Venti dei quarantatré deputati della fazione del Blocco d’Opposizione hanno fornito il margine di vittoria per la riforma giudiziaria.

Al contrario, i populisti come Mikheil Saakashvili e Yulia Tymoshenko, durante l’adozione della riforma sanitaria, hanno protestato al di fuori del parlamento. Hanno richiesto l’istituzione di un tribunale anticorruzione, un nuovo codice elettorale e l’eliminazione dell’immunità parlamentare, ma soprattutto hanno cercato il potere per loro stessi. Così, si sono impadroniti della questione dell’eliminazione dell’immunità parlamentare, che da tempo è una traccia politica dei politici ucraini.

Il partito la Nostra Ucraina ha usato la questione della soppressione dell’ummunità parlamentare, per accaparrarsi i seggi in parlamento nelle elezioni parlamentari del 2007, ma non è stato poi in grado di mantenere la promessa di abolirla. Di conseguenza, il pubblico è ancora cinico sul fatto che l’immunità possa essere abolita. Alla fine, il parlamento ha votato per trasmettere il progetto di legge alla Corte costituzionale, la quale dovrà esprimere un parere, un modo tipico per rimandare il problema a tempo indeterminato.

I manifestanti guidati dai populisti hanno anche spinto per la riforma elettorale. Ma piuttosto che sostenere una vera e propria riforma, che renderebbe il sistema elettorale dell’Ucraina più democratico e trasparente, hanno tentato di far passare una legislazione che è nei loro interessi politici personali proponendo un sistema che favorisce il proprio partito politico. Ad esempio, Yulia Tymoshenko, la cui fazione ha votato contro la sanità, la pensione e la riforma giudiziaria, ha spinto un bastardo sistema elettorale “open list” che rafforza il potere dei capi dei partiti politici a scapito del popolo. Non sorprende che questi sforzi non siano riusciti a raccogliere il sostegno in parlamento – e non abbiano un riscontro pubblico.

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Ora il parlamento potrebbe avviare un dibattito per un coerente sistema elettorale che preveda di protegge i confini geografici, pur diluendo il potere ai capi dei partiti. Regolare l’attuale sistema di un cinquanta a cinquanta da un elenco di partiti chiusi a un sistema di liste di partiti aperti basato su modelli europei come la Lituania, mantenendo contemporaneamente la rappresentanza distrettuale, potrebbe essere una buona idea se il Parlamento decidesse di fare un cambiamento. La cosa più importante però, è che è iniziato il dibattito sulla riforma elettorale.

Novembre è un nuovo mese, e, anche questo si presenta con nuove sfide, ma il mese scorso i leader ucraini hanno dimostrato di essere in grado di fornire al popolo ucraino risultati concreti e importanti.

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