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14 dicembre 2018

Russia: Putin accusa gli Stati Uniti di bioterrorismo | Russia


Il partito di governo russo, Russia Unita, in patria non ha nessuna significativa opposizione politica, mentre la Duma (la camera più bassa del parlamento) si può facilmente confondere con una rotativa tipografica: ora, le ufficiali diverse piccole fazioni d’opposizione della Duma non fanno più nemmeno finta d’opporsi alle decisioni prese dal Cremlino.

Il sistema giudiziario, da dopo il crollo del regime comunista nel 1991, non è mai riuscito a svilupparsi come un ramo indipendente separato dal governo, ed è pienamente sotto il pollice del cosiddetto “potere verticale” – il potente sistema esecutivo centralizzato controllato dal presidente Vladimir Putin e dall’amministrazione del Cremlino. I media russi sono quasi totalmente controllati dal Cremlino o da oligarchi collegati a Putin, mentre i pochi punti rimasti indipendenti sono costantemente sotto pressione o attacco diretto. A metà ottobre, la TV di stato, Rossya-24, ha trasmesso un programma che attaccava la radio indipendente, Ekho Moskvy. La stazione è stata dipinta come un agente degli Stati Uniti che promuove l’instabilità politica e le insurrezioni in Russia su ordini di Washington – “l’eco del Dipartimento di Stato”.

Putin, lunedì 30 ottobre, ha incontrato i membri del Consiglio presidenziale per lo sviluppo della società civile e dei diritti umani, conosciuti in Russia come “Soviet Po Pravam Cheloveka” (SPCh). Alcuni membri di SPCh sono veri e propri attivisti per i diritti umani, altri sono falsi e sono stati inseriti nella struttura per pressioni del Cremlino. SPCh rilascia continui rapporti sugli abusi dei diritti umani in Russia, ma questi tendono a scomparire da qualche parte all’interno della burocrazia del Cremlino. Putin, generalmente si incontra con SPCh una volta all’anno per parecchie ore, apparentemente per sottolineare le sue credenziali democratiche progressiste.

Questa settimana Putin ha affermato che SPCh è “un barometro dell’opinione pubblica” – un’istituzione che focalizza “l’attenzione sui problemi che preoccupano le masse”. Per Putin, se in Russia tutte le linee di informazione e i canali di comunicazione sono sostanzialmente intasati e tutto è controllato dall’alto verso il basso, avere un canale aggiuntivo, che lo collega e lo pone in contatto con la popolazione, ha molto senso.

Eppure, la sessione di SPCh del 30 ottobre è stata breve e non particolarmente piacevole. Un paio di attivisti per i diritti umani “esperti” e nominati dal Cremlino, hanno asserito “dei malfattori occidentali che stanno complottando contro la Russia” e della necessità di difendere i diritti dei diplomatici russi e dei giornalisti statali che, secondo quanto riferito, sono continuamente molestati dagli Stati Uniti.

Subito dopo però, Putin si è alterato quando un certo numero di veri e propri attivisti hanno sottolineato le violazioni di massa dei diritti umani e la “crescente atmosfera di odio” che viene istigata dalla propaganda statale. SPCh ha presentato una relazione che descrive in dettaglio la soppressione del diritto di manifestazione pubblica pacifica da parte degli attivisti dell’opposizione, in particolare la soppressione dei sostenitori del leader dell’opposizione, Alexei Navalny.

Arbitrariamente, le autorità locali a Mosca, San Pietroburgo e nelle province e si rifiutano di concedere il consenso alle manifestazioni d’opposizione pubblica o alle proteste. Gli attivisti che partecipano alle riunioni non autorizzate, e talvolta quelli che frequentano quelle con tanto di autorizzazione, sono molestati dalla polizia che, dopo averli picchiati, trattati come violenti criminali e condannati nei “tribunali” creati ad hoc a pagare multe o condanne detentive, vengono segnalati e sistematicamente controllati a vista. Le autorità sfidano apertamente la costituzione e il fondamentale diritto umano di esprimere opinioni contrastanti, e hanno trasformato la Russia in uno stato di polizia.

Putin, per un attimo rabbonito, ha promesso di esaminare la questione, ma ha insistito: “La strada di chiudere i centri cittadini [per le manifestazioni dell’opposizione] non è sbagliata”, quando gli attivisti “promuovono deliberatamente la violenza e così via …”.

Il vice direttore capo di Ekho Moskvy, Tatyana Felgenhauer, in seguito alla relazione di Rossya-24, è stata catalogata come uno degli agenti statunitensi, e il 23 ottobre, nella hall della stazione radio, è stata aggredita e pugnalata più volte al collo. Felgenhauer è sopravvissuta all’attacco, l’aggressore è stato arrestato, e il caso è stato presentato a Putin durante la riunione PSCh come un esempio di urgente necessità di ridurre la propaganda di odio statale e la “odierna isteria” che in Russia è dominante. Putin ha respinto le accuse, sostenendo che “l’isteria” sta imperversando negli Stati Uniti, non in Russia e che l’assalitore è “una persona malata” che è arrivata da Israele (possiede il passaporto russo e israeliano). Putin ha insistito, che i modi di opposizione che usa Ekho Moskvy, non sono tollerati “né in Europa e nemmeno negli Stati Uniti”.

La partecipazione russa alle elezioni è in calo – in alcuni punti le statistiche la segnalano al 10 per cento – principalmente perché le elezioni si sono essenzialmente trasformate in un trucco. Putin ha confutato questa osservazione: “una scarsa partecipazione è un fenomeno normale”, ed ha anche decisamente rifiutato di ammettere a sovrintendere alle elezioni in Russia qualsiasi organizzazione non governativa (ONG) che riceve soldi dall’estero, “perché stanno sostenendo gli interessi dei governi stranieri”. Dopo questo scambio, Putin si è improvvisamente e nuovamente scagliato con rabbia contro gli Stati Uniti che presumibilmente raccolgono “campioni di materiale biologico” dei russi “in tutto il paese”.

Alla fine, questa sconsiderata reazione è praticamente diventata l’unica notizia importante che i media russi hanno segnalato dopo la riunione di PSCh.
Nei due giorni successivi altri funzionari russi e deputati della Duma hanno accusato il Pentagono di raccogliere campioni biologici russi “per sviluppare germi geneticamente modificati per attaccare solo i russi”. Inoltre, i media nazionali hanno anche riferito di un innocente progetto di ricerca finanziato dal Pentagono che, in effetti, richiedeva bio-materiali dalla Russia come gruppo di controllo genetico, ma hanno suggerito che ciò probabilmente fosse solo una copertura per sviluppi più sinistri. Il governo di Mosca ha immediatamente introdotto una legge sulla bio-sicurezza, proibendo l’esportazione di qualsiasi bio-materiale dalla Russia. Il vice ministro degli esteri, Sergei Ryabkov ha annunciato: “Non possiamo escludere l’uso di armi biologiche di attori statali o non statali mascherate come epidemie naturali”.

È essenzialmente impossibile creare un germe o un virus che distingue e attacca specificamente i russi etnici, pur risparmiando, per esempio, gli anglosassoni. Ma il Cremlino ha confermato: “La notizia di intelligentsia menzionata da Putin durante la riunione di SPCh sulla raccolta dei bio-materiali in Russia da parte di emissari stranieri è stata segnalata dai nostri servizi speciali”. Putin potrebbe davvero credere a queste relazioni, e questo potrebbe essere un buon esempio di come i servizi speciali russi e i militari stanno promuovendo la paura e la paranoia nel Cremlino per aumentare la loro influenza, mantenere tensioni alte con l’Occidente e aumentare la spesa legata alla difesa.

Una mentalità di assedio e una paranoia nazionale potrebbero anche essere il passo elettorale più importante che il Cremlino potrebbe utilizzare per galvanizzare la popolazione per il 18 marzo 2018, la data delle elezioni presidenziali, e ricondurre Putin ad ottenere un quinto termine, de facto il leader supremo della Russia.

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