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18 novembre 2017

La satira di Deutsche Welle contesta l’aggressione militare russa contro l’Ucraina | Ucraina


Sono uomo di mondo e di vecchiaia, ne ho viste tante, in politica, nei tribunali e in giornalismo. È difficile che qualcuno e qualcosa, nel tourbillon delle polemiche, riesca ancora a ispirarmi disgusto. Ma, il primo clip satirico di una nuova serie della televisione pubblica tedesca
Deutsche Welle, c’è riuscito, e oltre a me ha suscitato tanta rabbia tra molti ucraini.

L’umorismo – anche se in questo caso può essere visto come vilipendio – contro un paese che sta vivendo un’enorme perdita di vite umane fin dall’inizio del 2014, sembra molto discutibile, ben sapendo inoltre, che un altro filmato su Zapovednik ha messo perfino in discussione l’intervento militare russo sia in Crimea, che in Ucraina orientale. Non è la prima volta che la copertura di Deutsche Welle su recenti eventi, in particolare l’invasione e l’annessione russa di parte di territori dell’Ucraina, oltre altre azioni contro il diritto internazionale, ha causato sgomento.

Il nuovo programma satirico settimanale ha una somiglianza con la satira russa Kukly, oltre che usare anche personaggi di cartoni sovietici. È prodotto per la pagina DW russa, con un’immagine molto negativa del presidente ucraino che in due cortometraggi lo definiscono “Surzhik” (termine ucraino mescolato con la lingua russa) per stimolare ulteriori risate nel pubblico di destinazione.

La scena di Poroshenko, ambientata in un negozio di rivendita di armi mentre richiede armi letali a Donald Trump, è stata usata come trama di collegamento al primo episodio. Si nota Poroshenko che implora armi letali a Trump [in realtà, la scena vuole sottintendere una forma di bugia] perché il suo paese è stato invaso dai marziani. Al che Trump ribatte:“che tipo di marziani? Da dove sono venuti?”. “Dalla Russia! Da dove altrimenti? Sono piccoli omini verdi, molto verdi, maledetti ed educati”, insiste Poroshenko. Il resto del videoclip è di dubbio, ma prevedibile umorismo, con Poroshenko che perde la guerra usando le armi che ha ricevuto.

Per i russi che osservano il programma, sia “Poroshenko che i suoi depravati” e l’invasione dei marziani, sembrano una comicità. Il fatto che questi “marziani” siano poi “naturalmente provenienti dalla Russia, perché sono verdi”, è senza dubbio musica per molte orecchie russe. È difficile prendere seriamente Poroshenko o le sue lamentele. Per evitare la scomoda verità, cosa ci potrebbe essere di meglio per gli spettatori russi se non un spezzone video di DW che la riempie di umorismo e ironia?

Credo d’aver dato ai lettori un’idea sufficientemente chiara dei contenuti d’umorismo che DW ha osato proporre. Lo sberleffo per il lutto, l’irrisione al dolore di chi è stato colpito nel più grande dei suoi affetti, la straniazione dell’avversario politico che non è più un essere umano per i cui sentimenti si debba avere rispetto, ma un alieno malvagio.
L’Ucraina non è stata invasa nel 2014 dai marziani, ma dai soldati russi senza insegne che si sono presi il controllo della Crimea. L’invasione dell’Ucraina orientale è stata ancor più camuffata, e fino ad oggi la Russia ne nega il suo impegno militare.

Le smentite russe vengono regolarmente rimosse dagli analisti militari, dalla NATO, dall’OSCE e dai governi occidentali. Il dottor Igor Sutyagin, in un documento informativo per il Royal United Services Institute [RUSI] sulle forze russe in Ucraina, ha concluso che la “prima fase delle incursioni su larga scala delle truppe russe regolari ha avuto inizio l’11 agosto 2014 ed ha coinvolto una vasta gamma di forze”, ed ha quantificato il numero del personale militare russo diretto fino a “10 mila a metà dicembre 2014”.

Sutyagin ha descritto questa invasione russa come il secondo atto d’aggressione militare diretta da parte delle forze russe. La prima è stata fatta a metà luglio 2014, quando la Russia ha intuito che l’Ucraina stava per sconfiggere i militanti russi e i suoi militari.
È stato solo dopo l’abbattimento del volo malese MH17 con la perdita di 298 vite, che l’Occidente ha introdotto per la prima volta delle reali sanzioni contro la Russia. Vale la pena di ricordare i risultati ufficiali del team di investigazione comune, pubblicati il 28 settembre 2016 e liberamente disponibili sul sito del governo olandese.

Oltre 10mila ucraini sono stati uccisi nel conflitto e ci sono almeno 1.7 milioni di sfollati (a febbraio 2017). L’occupazione della Crimea da parte della Russia ha provocato un grave deterioramento dei diritti umani e in generale, l’aggressione contro l’Ucraina ha portato a oltre 60 ucraini, tra cui il famoso regista Oleg Sentsov, illegalmente imprigionati in Russia.
L’elenco delle ragioni per cui l’umorismo è rigorosamente limitato è molto lungo.

Come accennato, questa non è la prima volta che la copertura di Deutsche Welle ha suscitato preoccupazione. Nell’estate del 2016, Juri Rescheto, capo dell’ufficio di DW di Mosca, ha partecipato ad una visita propagandistica nella Crimea occupata, con la sua presenza e commenti, reali o presunti, ha consentito a RT, finanziata dal Cremlino [l’ex Russia Today], e ad altri media che si possono mettere nello stesso mazzo, a redigere pezzi e programmi televisivi dandoli come dati di fatto: “i giornalisti occidentali visitano la Crimea e affermano che ora è un “territorio russo”.

Il 19 agosto DW ha prodotto un’altra relazione, questa volta con una mappa dell’Ucraina e della Russia. Dove la Crimea veniva segnata in giallo a righe arancio, il cui il giallo era lo stesso colore che contraddiceva la Russia, e l’arancio l’Ucraina. Ad una veloce visione, sembrava tutto giallo. Infatti, anche se un funzionario di DW ci ha promesso che le mappe sarebbero state rese più chiare, in realtà non è successo nulla. Le bande sono appropriate? La Crimea non è territorio “conteso”: è un territorio ucraino illegalmente occupato dalla Russia, fatto inequivocabilmente precisato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e da tutti i paesi democratici.
Deutsche Welle ha reagito alla critica sottolineando che hanno preparato materiale sugli abusi dei diritti umani, ecc.


Questo è vero, almeno per il servizio ucraino e può essere accolto con favore. Il problema però, è che un determinato osservatore potrebbe vedere solo uno specifico programma. E, se non è al corrente della Crimea e dei fatti avvenuti nel 2014, può essere facilmente ingannato da quell’unico elemento o caratteristica. Ciò rende imperativo che ci sia più attenzione e che venga mostrata più sensibilità, in particolare dalle emittenti pubbliche finanziate dai contribuenti, come la Deutsche Welle.

Forse qualcuno, un capo di DW chiederà scusa a Poroshenko: sarebbe il minimo.
In tanti abbiamo voglia di chiederla a tutti coloro che hanno offerto la loro vita per opporsi all’aggressione russa, anche se di queste vergogne e di queste miserie non gliene sarebbe importato nulla quand’erano in vita, e nulla di nulla gliene importerà adesso.

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