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18 novembre 2017

Đà Nẵng, Vietnam: Putin ha perso | Putin-Trump


Il 10 novembre, il presidente russo Vladimir Putin ha partecipato alla cerimonia di apertura del vertice APEC, a differenza del presidente Donald Trump, che ne ha ignorato l’esistenza.

La città vietnamita di Đà Nẵng è un resort sulla costa del Mar Cinese Meridionale. Di notte, sembra, a prima vista, che sia migliore che di giorno: perché non tutto è visibile. Ma di notte molto presto l’immagine si schiarisce. Con l’oscurità sul lungomare e nei numerosi caffè con tavoli e sedie di plastica c’è un’aria più o meno dimessa – non c’è un turista, ma solo qualche giornalista richiamato sul posto dall’evento.

E subito si capisce perché è così vuoto. Al momento regnano i ratti. Grandi, ingrassati, non hanno fretta di correre da nessuna parte. Sui terrapieni, sui marciapiedi e soprattutto vicino ai caffè e anche dentro. La notte è loro, hanno tutto a disposizione e si affrettano .. sopprimerli non è possibile, soprattutto quando si immagina quanti ce ne sono nelle cucine e quanta disponibilità hanno di brodo di pesce – pesce che possono direttamente trovare nei secchi posti all’ingresso dei caffè … e chi, impressionabile, può spingere in bocca un pezzo di carne in un innocuo ristorante del luogo …?

E cosa farci: questo sarà un ricordo della vietnamita Đà Nẵng, capitale di APEC-2017 …l’unico?
Il mattino presto del 10 novembre, è il momento della sfilata dei leader dei paesi APEC, e, naturalmente, del soprannaturale, che provoca un’eccitazione febbrile nel centro stampa, Donald Trump. Egli stranamente si sofferma per molto tempo con la mano sinistra sulla ringhiera della scala, e, inevitabilmente, molti cominciano a pensare che se va avanti, se la vita per lui è così difficile, gli sarà necessaria una scala, certo una scala mobile. Ma già in quel momento, le supposizioni sul fatto che i presidenti della Russia e degli Stati Uniti si potessero incontrare erano già andate nelle ceneri; infatti Trump ha fiutato che l’incontro con Putin era una delle solite trappole del Cremlino, che alla fine avrebbe indebolito la sua posizione.

La posizione ufficiale del presidente americano Donald Trump, per rifiutarsi ad incontrare ufficialmente il presidente russo Vladimir Putin al vertice APEC in Vietnam, è stata dettata da “considerazioni politiche interne”. Ma la strategia del leader americano ha sbattuto in faccia ad un rassegnato Putin un nuovo sberleffo: un’amara, seppur insignificante, sconfitta.

Da parte del Cremlino non ci sarà nessuna reazione. La riunione, apparentemente, avrà avuto luogo, ma nei giardini, molto ai margini. I due leader si sono stretti la mano come è successo con tutti gli altri; tuttavia, non si sono avvicinati l’un l’altro spostando le loro teste.
Non è stato un incontro completo. Ma c’era davvero bisogno di questo incontro? Se a Trump questa riunione fosse occorsa – lui c’era, ma se non è avvenuta, a lui non serviva. Dal punto di vista delle questioni internazionali, sia Trump che il Cremlino non avevano bisogno di questa riunione, perché le posizioni russe e americane su tutti i temi – Corea, Iran, Siria e Ucraina – sono pienamente definite. E una riunione in Vietnam non avrebbe cambiato nulla.


Ma il meeting sarebbe stato importante esclusivamente per il Cremlino, per il suo contesto politico e per le relazioni di PR. A Trump non rappresentava nulla di basilare, mentre per Putin era fondamentale, sia per le sue “considerazioni politiche interne” che di PR.
Per Trump, una riunione formale avrebbe significato un supplementare addebito che lui è un agente russo e, nel contesto odierno non ne ha assolutamente bisogno. Per Putin l’incontro avrebbe denotato un’ulteriore conferma che tutto il mondo, cioè l’America, lo riconosce e viene considerato. Pertanto, Putin aveva bisogno di questa riunione; ma senza una riunione ufficiale, Putin ha subito una sgradevole sconfitta.

Probabilmente avrà avuto luogo una riunione informale. Ma ripeto, non ha nessun valore pratico – almeno formalmente – perché non risolve alcun problema. Per Putin era importante confermare il proprio status, non quello di un emarginato, ma di un leader accettato. Questa conferma non c’è stata, perché è solo una formale riunione ufficiale che dà l’imprimatur. Il contrario invece, è la conferma che Putin è un leader tossico, intoccabile, che non deve essere incontrato ufficialmente. Per Putin queste, non sono pure formalità statali e simboliche, ma sono fattori molto importanti.

E, per quanto riguarda l’assegnazione di 4,6 miliardi di dollari per opporsi all’aggressione russa, penso che il Cremlino avrà come al solito molte parole, ma pochi fatti, perché in Russia non ci sono soldi e non possono essere “presi” da nessuna parte. L’onda di PR può essere facilmente sollevata ed è libera; ma assegnare miliardi extra all’esercito, la Russia, al momento, non può permettersi un tale lusso.

Però, Mosca non sta pensando di aggredire militarmente l’Europa, così all’apparenza gli americani sembra che stiano buttando i soldi. Tuttavia, in ogni caso, la Russia non ha i fondi per rispondere ad un aumento degli armamenti. E, per rafforzare la risposta della propaganda in TV – è facile, perché non serve nessun singolo centesimo. In televisione ci sono sempre le stesse persone che chiacchierano delle medesime cose, in questo caso urleranno più forte. Questo è quanto, e tutto si risolverà lì.

Nella foto finale di chiusura del vertice, Vladimir Putin e Donald Trump erano uno accanto all’altro. Vladimir Putin è arrivato prima e si è fermato un po’ di tempo tutto solo nella fila di destra. Ma poi, gli si è avvicinato il presidente americano, lo ha salutato e, stringendogli la mano gli ha sussurrato qualcosa, poi qualcos’altro … Cosa significavano questi segni d’attenzione improvvisi? Oh, niente. Il presidente americano era semplicemente gentile con il presidente russo.

Vladimir Putin, tuttavia, è sembrato un po’ distratto e non ha prestato molta attenzione. Ha sorriso di nuovo, subito dopo la foto, senza guardare in faccia nessuno, incluso Donald Trump, come un gatto bastonato ha imboccato la porta dell’altra stanza dove c’erano i tavoli imbanditi per la cena. Lì i due si sono seduti lontani uno dall’altro. Non hanno cominciato a mangiare subito: in un primo momento hanno ordinato, poi hanno ascoltato il discorso del presidente del Vietnam … e hanno rimirato le danze.

A un certo punto, Donald Trump ha preso con velocità il tovagliolo dalle ginocchia e si è strofinato con cura le labbra – come se avesse appena mangiato un grosso boccone. Ma non aveva mangiato nulla… si stava solo pulendo la bocca perché era riuscito a “digerire” uno dei leader più “rognosi” che esistono sulla faccia della terra. Ora poteva mangiare serenamente…

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