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18 novembre 2017

“Europa Bianca”: 60.000 nazionalisti marciano a Varsavia | Polonia


I dimostranti, durante la marcia annuale per commemorare il giorno Nazionale dell’Indipendenza della Polonia, tenutasi a Varsavia l’11 novembre 2017, hanno usato bombe fumogene e bruciato bandiere polacche. I nazionalisti hanno chiesto la purezza etnica.

Circa 60.000 persone hanno marciato a Varsavia nel Giorno dell’Indipendenza, alcuni hanno osannato slogan anti-semitici, anti-musulmani e anti-gay.
Le decine di migliaia di persone che sabato hanno marciato per la celebrazione polacca dell’indipendenza, erano guidati da tre gruppi radical-nazionalisti, con bandiere che inneggiavano alla “Europa Bianca” e “Sangue Puro”.

La polizia ha stimato la folla in 60.000 persone, mentre le foto provenienti dalla capitale polacca mostrano gruppi neofascisti che marciano nella foschia del fumo rosso dei petardi. Immagini drammatiche se si pensa che arrivano da un paese in cui milioni di persone sono morte nei campi di concentramento della seconda guerra mondiale.

Molte persone della folla hanno sostenuto con i media locali e internazionali di non essere aderenti ai gruppi radical-nazionalisti, ma che semplicemente partecipavano alla celebrazione del Giorno dell’Indipendenza.
I tre principali sponsor della marcia sono stati “Tutta la Gioventù della Polonia”, il Movimento Nazionale e il Campo Nazionale Radicale, noto con il suo acronimo, ONR.

I giovani polacchi è dal 2010 che organizzano dimostrazioni in occasione della Giornata dell’Indipendenza, ma nei primi anni partecipavano solo poche centinaia di persone. L’evento è cresciuto grazie al coinvolgimento dei nazionalisti di destra di tutta Europa, e sabato hanno oscurato tutte le altre feste.

La manifestazione sembra aver ottenuto la tacita approvazione del partito di maggioranza del paese, Legge e Giustizia, tanto che i funzionari hanno riferito ai media locali e internazionali che l’evento “ha soddisfatto tutti i requisiti legali”. Le autorità hanno concesso alla marcia lo status di “evento regolare”, il che significa che in futuro nessuno potrà più marciare solo per la “Marcia dell’Indipendenza”.

Nello scorso anno si erano verificati scontri violenti tra coloro che marciavano e i manifestanti antifascisti, ma quest’anno le migliaia di poliziotti hanno sigillato le strade, nonché il ponte centrale di Varsavia, Poniatowski, e non c’è stato nessun contatto dei manifestanti con la marcia.
Alla conclusione della marcia, il ministro dell’interno Mariusz Błaszczak, ha dichiarato: “Non ci sono stati incidenti”. Ma si è rifiutato di riconoscere che alla marcia c’erano stati gli slogan razzisti, “È solo il tuo parere, perché ti comporti come un attivista politico” ha ribattuto ad un giornalista che ha chiesto come mai non fossero stati banditi i molto documentati cori razzisti.

Tra i molti slogan i più usati sono stati: “L’Europa bianca alle nazioni sorelle”, “l’Europa sarà bianca o disabitata”, “il sangue libero, la mente sobria” e “No all’Islam”.
I funzionari di alto livello non hanno condannato la massa di espressioni xenofobe, inclusi gli slogan anti-semiti, anti-musulmani e anti-gay, e l’azione è stata intesa dagli analisti come un modo per far aumentare le preoccupazioni a Bruxelles per il continuo spostamento verso destra della politica polacca. È da mesi, che Varsavia e l’Unione europea sono testa a testa per i cambiamenti nel sistema giudiziario polacco, che per la Commissione europea minano lo stato di diritto.

In occasione di un evento separato a Cracovia, il leader di Legge e Giustizia, Jarosław Kaczyński, ha anche lasciato capire l’esistenza di un accordo nazionalista. “Le richieste saranno soddisfatte solo se c’è dietro un gruppo di potere – ha spiegato Kaczyński – Dobbiamo mirare al consolidamento nazionale e cercare di convincere coloro che non ci accettano e forse persino ci odiano”.
Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, che è un ex primo ministro polacco e un avversario politico dell’attuale governo di Varsavia, si è recato in Polonia per i festeggiamenti dell’Indipendenza.

“Sono convinto che il Giorno dell’Indipendenza verrà celebrato con un sorriso sui nostri volti e con gioia nei nostri cuori, perché c’è davvero molto da festeggiare e ne siamo molto orgogliosi – senza canti ostili e senza pugni stretti – ha sostenuto con i giornalisti sabato mattina – Sono qui per raccontare a tutti i miei compatrioti che pensano positivamente: non sei solo, siamo in tantissimi e l’indipendenza personale di ciascuno di noi è la migliore garanzia dell’Indipendenza della Polonia”.

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