Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

14 dicembre 2018

L’Ucraina fa sentire la sua partecipazione al processo di pace | Ucraina


L’errabondo comportamento di Kyiv è la prova che i negoziati stanno progredendo.

Il recente simil-incontro del presidente Donald Trump con il presidente Vladimir Putin in Vietnam, ha ombreggiato gli sviluppi di una settimana in Ucraina, un paese che, ironicamente, ha la Russia e gli Stati Uniti che hanno un comune interesse per pacificarla.

L’8 novembre, il vice ministro degli esteri russo ha incontrato l’ambasciatore statunitense in Russia per discutere d’Ucraina orientale, Siria e della penisola coreana. Molto spesso le riunioni diplomatiche sono noiose; ma questa è stata interessante. È stimolante che Mosca e Washington vogliano far sapere al mondo che continuano a parlarsi; è gradevole notare che hanno specificato un ordine del giorno con argomenti specifici, in contrasto con la solita vaga marginalità intersecata da “temi di reciproco interesse”. (Gli argomenti sono anche correlati l’uno all’altro. La Russia tende ad essere coinvolta nelle situazioni: guardiamo il Medio Oriente, lei lo utilizza come una leva per altre questioni, come l’Ucraina ad esempio). È curioso che la riunione sia avvenuta proprio mentre lo speaker statunitense ha presentato un progetto di bilancio per la difesa per il 2018.

Poco più di una settimana fa, il Segretario di Stato americano Rex Tillerson ha parlato con il presidente dell’Ucraina per quanto riguarda la distribuzione di una missione di peacekeeping dell’ONU nel Donbass, incluso il tratto incontrollato del confine Ucraina-Russia. Il piano prevede un tentativo di mantenere la pace nel Donbas con l’invio di circa 20.000 soldati. Pochi giorni dopo, il Congresso degli Stati Uniti nel suo bilancio di difesa ha previsto d’inviare 350 milioni di dollari all’Ucraina. I soldi verrebbero estrapolati dai 4,6 miliardi stanziati per l’Iniziativa europea di difesa. In cambio, l’Ucraina darà una maggiore partecipazione alla missione NATO in Afghanistan.

Tutto questo sembra favorire la risoluzione del conflitto ucraino; eppure, il governo di Kyiv sembra che stia cercando modi per incrementare le tensioni con la Russia. Ci sono rapporti delle due autoproclamate “Repubbliche” che l’Ucraina sta sempre più violando il cessate il fuoco. Una società di servizi controllata dal governo ha nel frattempo spento l’energia elettrica ad una stazione di pompaggio a Lugansk, sezionando essenzialmente la regione dalle sue reti idriche. Con la dicitura “gli occupanti non pagano i servizi”, l’amministrazione di Poroshenko ha in programma di attuare altri tagli. A Kyiv si sta discutendo per interrompere i rapporti diplomatici con Mosca, mentre il Gabinetto ucraino ha chiuso unilateralmente un accordo con la Russia che prevedeva forniture di armi e attrezzature militari. Su richiesta del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina – l’agenzia principale per la sicurezza e l’applicazione della legge – il Ministero dello Sviluppo Economico ha anche sanzionato 18 società russe. Il Consiglio di sicurezza nazionale e di difesa ha poi avvertito che la Russia aveva dispiegato attrezzature militari mascherate uguali a quelle usate dai peacekeepers dell’ONU.

Al contrario però, lo scoordinato comportamento di Kyiv dimostra che i negoziati di pace stanno procedendo. Detto semplicemente, gli Stati Uniti e la Russia, e non Kyiv, sono gli artefici del destino dell’Ucraina. Infatti, Kyiv è solo un giocatore minore al tavolo negoziale, e, se lei avesse potuto porre fine al conflitto da sola, lo avrebbe già fatto. Kyiv non riesce a tracciare il corso dei negoziati e non può disporre di nulla di più di quanto le impongono i dictat decisi da Washington e Mosca. La sua unica opzione è quella creare attriti all’interno del processo di negoziazione e così deragliarlo o rallentarlo. Anche la sola minaccia di sviare i colloqui potrebbe aiutare Kyiv a raggiungere il suo scopo.
L’esito ideale dell’Ucraina, naturalmente, è quello di riavere il territorio che le hanno rubato; ma il governo di Kyiv ha capito quanto è improbabile questo risultato.

In un mondo unidirezionale, Kyiv avrebbe potuto accettare che la comunità internazionale formalizzasse il conflitto come un conflitto congelato – un termine che significa la fine delle ostilità ma non è stata raggiunta alcuna risoluzione reale. La neutralità e uno status quo riconosciuto portano un livello di stabilità che rende più facile ad un governo fare affari di stato – come il commercio e lo sviluppo economico.

Kyiv cercherà ancora di fare tutto il possibile per influenzare l’esito dei negoziati, ma in assenza di un potere reale, continuerà a fare quello che sta facendo: ricordando alla Russia e agli Stati Uniti che anche un piccolo sgabello, ma vorrebbe essere inclusa quando si discute del suo futuro. Probabilmente è l’unico modo per l’Ucraina per farsi sentire.

Tags: , , , , , , ,

Rispondi

Altre storie da- News

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.