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18 settembre 2018

Riunione di Volker e Surkov: risultati | Ucraina


Kurt Volker non smette di stupire per la sua professionalità. L’Ucraina è fortunata.

A Belgrado si è tenuto l’incontro tra il rappresentante del presidente della Federazione russa Surkov, e il rappresentante speciale del Dipartimento di Stato americano per l’Ucraina, Kurt Volker.

Dopo la riunione, Volker non ha rilasciato nessuna dichiarazione e nemmeno commenti. Ciò indica che dopo la discussione, il rappresentante speciale degli Stati Uniti si è soffermato a riflettere su tutto ciò che è stato discusso e inizierà a preparare un rapporto per Rex Tillerson, fornirà informazioni a Washington e solo dopo rilascerà una dichiarazione dettagliata, come ha sempre fatto. Nessuna emozione, sarà solo una valutazione equilibrata, realistica ed un approccio a sangue freddo.

Durante l’incontro nella capitale serba, Surkov e Volker hanno discusso il possibile dispiegamento delle missioni di pace nei territori temporaneamente occupati nell’Est dell’Ucraina, e, secondo le informazioni pubblicate dalla stampa, sono riusciti a stabilire un dialogo raggiungendo almeno alcuni punti di accordo.

Sembra che i due, per la missione delle forze di pace nella parte orientale dell’Ucraina, abbiano trovato un consenso tenendo conto della maggior parte delle proposte fatte dalla parte russa.
Kurt Volker, a nome della parte ucraina e americana, per adeguarsi al progetto di risoluzione russa, ha proposto 29 punti, sui quali Surkov, a suo dire, si è armonizzato per almeno su tre. Beh! Meglio di niente!
“Ci saranno ulteriori consultazioni per i termini dell’introduzione della missione di pace, in ogni caso la Russia potrebbe essere d’accordo con 2, o 3 elementi posti da Volker, ma non di più”. Ha fatto sapere con i giornalisti Surkov, subito dopo il meeting con il diplomatico americano. In una tale situazione, senza compromettersi in alcun modo, la Russia potrebbe tergiversare e vedere nel tempo come imbastire una soluzione al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dove ha già presentato una sua risoluzione alla quale deve dare seguito. Nel frattempo, l’ambasciata statunitense a Mosca ha riferito che Washington e Mosca “hanno concetti diversi sui modi per raggiungere la pace nell’Est dell’Ucraina”, ma continueremo il lavoro “comune nella direzione intrappresa”.

Al momento attuale, con il “formato Normandia” che in realtà non funziona, e con Macron e Merkel che stanno gradualmente prendendo le distanze dal processo negoziale, perché sempre più immersi negli affari interni dei loro paesi e l’UE, gli Stati Uniti rimangono per l’Ucraina l’unico alleato e mediatore efficace nei colloqui con la Russia.

Kurt Volker fin dall’inizio del suo insediamento ha chiaramente delineato la posizione dalla quale si sarebbe avvicinato ai negoziati, vale a dire la Crimea è stata annessa e fa parte dell’Ucraina, la Federazione Russa è un aggressore ed ha scatenato una guerra d’invasione nel Donbas. Questo dimostra la consistenza e la durezza dei suoi interventi, in particolare, ad esempio, il fatto che la questione Crimea non possa essere oggetto di nessun compromesso, che non verrà riconosciuta come territorio russo e che l’assalto russo all’Ucraina deve finire. Allo stesso tempo, Volker ha definito Surkov un negoziatore interessante e capace, il che dimostra che l’americano non sottovaluta l’avversario.


Durezza, coerenza, analiticità, serietà, professionalità, preparazione, comunicazione, rapidità, interdisciplinarità: queste sono le qualità che caratterizzano Kurt Volker. E oggi, possiamo affermare che l’Ucraina è stata fortunata ad avere Volker come suo rapppresentante con la Russia. Molti diplomatici che scalpitano in tanti parlamenti hanno molto da imparare. E, anche se l’Ucraina preferirebbe essere il primo attore nelle decisioni che la riguardano, deve tener ben presente che, per non trovarsi sola davanti all’aggressore, è necessario che si tenga ben stretta la parte americana e che sobriamente accetti i compromessi che le proporrà per arrivare ad una definzione con la parte russa, senza però farsi catalogare come una nazione che accetta passivamente tutto ciò che le viene proposto.

Da Mosca intanto, come forma di pressione su Kyiv, è arrivata notizia che il Cremlino ha proposto “come forze di pace per il Donbas” un contingente di soldati bielorussi, a cui a fatto subito eco la conferma di accettazione da parte del ministro degli esteri bielorusso, Vladimir Makei. L’Ucraina da parte sua ha risposto violentemente, con Mustafa Nayem, che ha sostenuto che a Kyiv non hanno ancora “le fette di prosciutto sugli occhi”, e che l’Ucraina accetterà solamente la presenza di peacekeepers indipendenti e sotto l’egida dell’ONU.

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