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12 dicembre 2017

Divagazioni e notizie alterate russe | Russia



Questa settimana – 14 novembre – il ministero della difesa russo ha pubblicato sui suoi ufficiali media account un rapporto sulla coalizione guidata da Washington e l’esercito degli Stati Uniti nella Siria nord-orientale, nel quale ipotizza che le forze alleate stiano cospirando con i combattenti dello Stato Islamico (ISIS).

Più specificatamente, le forze armate russe hanno accusato le truppe statunitensi d’essersi rifiutate il 9 novembre d’attaccare le colonne di hardware bellico ISIS, presumibilmente in fuga dalla fortezza dei militanti a Bukamal, sul fiume Eufrate. Bukamal era stata aggredita dall’esercito del presidente siriano Bashar al-Assad, sostenuto dall’aeronautica russa (VKS).

Il ministero della difesa russo ha violentemente incolpato gli Stati Uniti perché, non solo si sono rifiutati di bersagliare i combattenti ISIS su un terreno aperto – “mentre erano più vulnerabili” – ma ha asserito con fermezza che i jet statunitensi avessero impedito con stratagemmi di attaccare le colonne ISIS ai bombardieri VKS. I rapporti online alla fine concludevano che il comando USA in Siria stava mantenendo intatti gli elementi militari della macchina da guerra ISIS per utilizzarli in futuro per “promuovere gli interessi degli Stati Uniti nella regione”.

Come “prova inconfutabile” della collusione degli Stati Uniti con lo Stato islamico, il ministero della difesa russo ha fornito immagini che, secondo quanto esso ha riferito, erano state acquisite dai droni russi che sorvolavano le colonne ISIS in ritirata nel deserto siriano. La storia del presunto tradimento degli Stati Uniti è stata immediatamente trasmessa con grande risalto in prima serata – con un forum ad hoc – e in tutte le trasmissioni di notizie della televisione di stato russa. Poche ore dopo però, è diventato lampante che la “prova inconfutabile” era stata simulata, con un video di “colonne ISIS”, che in realtà sono un frame di un video promozionale “AC-130 Gunship Simulator: Special Ops Squadron”, un gioco per computer pubblicato online a marzo 2015. Alcune foto e un altro spezzone di video invece, sono stati apparentemente ricavati da un filmato di giugno di raid aerei iracheni contro veicoli ISIS vicino a Falluja.

Nell’immaginabile confusione che ne è seguita, il ministero sentitosi scoperto ha letteralmente sradicato i video “compromessi” ed ha aggressivamente accusato un anonimo “appaltatore civile” di averli erroneamente assemblati con i filmati dei droni. La storia però, non è stata accantonata e nemmeno ritirata, anzi, il ministero ha rincarato la dose insistendo che c’erano prove schiaccianti [mai fornita una], che gli americani aiutavano e favorivano i terroristi ISIS.

A Mosca, i dinieghi degli Stati Uniti in materia di illeciti vengono di solito ignorati d’emblée. A dar man forte al ministro della difesa è intervenuto il portavoce ufficiale del Cremlino, Dmitrij Peskov, “Gli errori capitano, ma non c’è nulla di drammatico se, come ha fatto il ministero della difesa, vengono rapidamente corretti. Non è un problema. Il ministero ha riferito che il redattore che ha commesso l’errore è stato punito in modo appropriato”.

A Mosca, gli atteggiamenti sfacciati sono diventati ovvi. I servizi segreti russi e le forze armate usano regolarmente la cosiddetta “intelligence open source” – o semplicemente materiali falsi o fuorvianti raccolti su Internet – per integrare o sostituire dati veri per promuovere i loro specifici programmi. Durante la Guerra Fredda, quando non esisteva Internet o l’opzione di copia e incolla digitale, colla e forbici erano le armi usate per mettere insieme l’intellighentsia falsa che esaltava il Cremlino, creava finte minacce occidentali o esagerava le varietà esistenti. Il vero errore del ministero della Difesa è stato d’aver pubblicato su Internet l’infedele “inconfutabile prova” del male commesso dagli Stati Uniti in Siria, senza essere passato direttamente dal Cremlino.

Il presidente Vladimir Putin ha 65 anni, e, a quanto pare, non usa i videogiochi, per cui da solo probabilmente non avrebbe mai capito che l’informazione era simulata. E, se la “veridicità” del tradimento degli Stati Uniti avesse accuratamente riflesso la visione che già lui detiene, non si sarebbe nemmeno preoccupato di scoprire se fosse stata fasulla.
La settimana scorsa, Putin ha partecipato al summit della Cooperazione economica Asia-Pacifico (APEC) a Đà Nẵng, in Vietnam dove ha avuto un breve incontro con il suo omologo americano, Donald Trump.

Dopo l’evento, entrambi i presidenti hanno trovato parole lusinghiere l’uno per l’altro ed hanno espresso la speranza di un possibile miglioramento delle relazioni. A Đà Nẵng Putin, mentre si intratteneva con i giornalisti russi ha respinto la presunta intromissione nelle elezioni americane del 2016; ha anche confutato le affermazioni degli Stati Uniti secondo cui la Russia sta violando il trattato delle Forze nucleari a medio raggio del 1987 (IM), e che al suo posto Mosca sta schierando missili da crociera terrestri a lungo raggio. Il presidente russo inoltre, si è ferocemente scagliato contro gli Stati Uniti biasimandoli d’aver violato il trattato INF quando hanno dispiegato gli intercettori SM-3 di difesa missilistica (MD) del sistema Aegis a Deveselu, una base rumena a ovest di Bucarest.

Tempo fa i funzionari russi avevano ventilato l’idea che gli intercettori MD nei silos di Deveselu avrebbero potuto essere facilmente e segretamente sostituiti dai missili statunitensi da crociera a lungo raggio Tomahawk, i quali, potevano attaccare la Russia e uccidere selettivamente i suoi leader militari e politici. Ma a Đà Nẵng, Putin ha ulteriormente ampliato la valutazione della minaccia della base di Deveselu, annunciando che i suoi silos terrestri potevano essere utilizzati per dispiegare il missile Trident – che si basa sul mare – al posto degli intercettori SM-3, e ciò violerebbe i trattati esistenti.
È possibile che Putin abbia confuso: il Trident e il Tomahawk, che sono sistemi totalmente diversi – il primo è un missile balistico e l’altro è da crociera – ma entrambi sono armi i cui nomi iniziano con la “T” maiuscola e Putin potrebbe aver erroneamente confuso i due missili.

Però, considerate le false informazioni della sua intellighentsia militare sugli “infidi” USA che schierano “segretamente i missili balistici a testata nucleare alle porte della Russia”, non si può escludere che lui effettivamente intedesse il missile Trident. Putin può credere e temere che un improvviso attacco americano abbia lo scopo di ucciderlo in una delle sue residenze; e un missile Trident modificato potrebbe colpire un bersaglio più velocemente di un Tomahawk da crociera aerea.

In realtà, tuttavia, l’idea che i silos di sistema Aegis terrestri a Deveselu possano in qualche modo essere dotati di Trident modificati è tecnicamente, strategicamente e politicamente ridicolo, come lo è la presentazione delle “inconfutabili prove” della collusione militare USA con lo Stato islamico sul campo di battaglia in Siria.

L’intellighentsia intenzionalmente falsa a Mosca viene trattata come un errore insignificante che non può avere nessun impatto sul quadro complessivo della valutazione: tanto! Ma fino ad oggi, i commenti di Putin su Trident, rilasciati in Vietnam, non sono stati ufficialmente confutati o cancellati dal sito del Cremlino. Sono stabilmente lì.

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