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18 settembre 2018

Una sbirciata alla guerra ucraina | Ucraina


Il revanscismo russo, che si estende oltre i campi di battaglia della regione ucraina del Donbas, sta ridisegnando un conflitto globale e ibrido degli equilibri di potere nell’Europa orientale ed ha messo le due maggiori potenze nucleari del mondo una contro l’altra.

“Quando un paese può interferire nelle elezioni di un altro paese, è un atto di guerra”, ha sostenuto il 19 ottobre Nikki Haley, l’ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, riferendosi alle notizie dell’ingerenza russa nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti del 2016.


La Russia in ben oltre quattro anni di guerra, ha affinato in Ucraina il suo libro di guerra ibrida, come tale oggi, quando si parla di guerra ibrida russa contro l’Occidente, si cade sempre a Kyiv.
“Dobbiamo finalmente svegliarci e unirci contro questa minaccia neo imperialista posta al mondo libero dall’attuale amministrazione del Cremlino – ha sostenuto mercoledì il ministro degli esteri ucraino, Pavlo Klimkin a MailOnline, un sito di notizie britannico – Noi siamo disposti a soffrire duramente fino alla fine della guerra che la Russia ha scatenato nel mondo nel 2014 con l’invasione della Crimea e del Donbas nel mio paese”.

Nulla è più come in precedenza tra la Russia e l’Occidente da quando i soldati russi senza insegne – i “piccoli omini verdi” – sono entrati in Crimea nel marzo 2014.
Un mese dopo, la Russia ha lanciato una guerra per procura nella regione orientale del Donbas. L’inizio della guerra, tuttora in corso, che è avvenuto con la presa della Crimea, ha segnato il primo atto del conflitto ibrido russo contro le democrazie occidentali. Una scommessa secondo alcuni, che sta servendo al Cremlino per rimodellare radicalmente l’ordine globale stabilito alla fine della seconda guerra mondiale.

Le azioni russe “minacciano l’ordine internazionale da cui noi tutti dipendiamo”, ha espresso lunedì, il primo ministro britannico Theresa May.
“La Russia ha fomentato il conflitto nel Donbas, ha ripetutamente violato lo spazio aereo nazionale di diversi paesi europei ed ha organizzato una campagna sostenuta di spionaggio informatico e di disfacimento – ha affermato May – Questo ha incluso l’intromissione nelle elezioni e l’hacking nel ministero della difesa danese e del Bundestag, tra molti altri”.

La guerra in Ucraina non è una guerra civile. È sempre stata un’invasione russa.
“Non è un conflitto interno. Non è un conflitto etnico. Non è un conflitto indigeno. Si tratta di una guerra nella parte orientale di un paese dove, su tutto ciò che accade, c’è il 100% di comando e controllo russo”, ha riferito l’inviato speciale del presidente Donald Trump per l’Ucraina, Kurt Volker, a Washington il 3 novembre, come appare nella pubblicazione del sito web del Dipartimento di Stato.

Inoltre, la guerra non è più semplicemente un conflitto regionale. Oltre all’aggressione ibrida russa contro l’Occidente, la guerra in Ucraina è ora al centro di una rete sempre più intrecciata di interessi geopolitici, che hanno coinvolto anche la Cina.
L’Ucraina sarà un nodo chiave nella tratta commerciale cinese e, One Belt, One Road (la “Nuova Via della Seta”) che dall’Asia arriva fino in Europa, ne sarà il limpido esempio. Secondo l’iniziativa cinese, la città portuale ucraina di Odessa rappresenterà un punto chiave per il commercio cinese in Europa.

Gli investimenti cinesi in Ucraina stanno già aumentando. I funzionari hanno recentemente aggiudicato a due società cinesi la costruzione di una nuova linea metropolitana a Kyiv. Una compagnia cinese ha dragato il porto ucraino di Yuzhny, un’altra sta riparando le strade ucraine, tanto necessarie per trasportare le merci nell’Unione europea.
In un recente forum a Kyiv, l’ambasciatore cinese in Ucraina, Du Wei, ha sostenuto che il progetto One Belt, One Road “è impensabile” senza il coinvolgimento dell’Ucraina.
E, siccome gli interessi economici di Pechino si approfondiscono in Ucraina, non è chiaro quanta tolleranza potrà avere la Cina per l’aggressione russa all’Ucraina.

Mentre la guerra per procura russa nell’Ucraina orientale si avvicina al suo quinto anno solare, i soldati e i civili stanno ancora morendo su entrambi i lati della linea del fronte nella regione sud-orientale del Donbas.
È una guerra quasi-congelata, che finora ha ucciso più di 10.100 ucraini e ha creato una catastrofe umanitaria a lungo termine che ha colpito milioni di persone.
Nonostante l’armistizio del febbraio 2015, noto come Minsk II, la guerra non è mai finita. È un conflitto a bassa intensità, principalmente combattuto da trincee e fortezze create ad hoc lungo una linea frontale di 400 chilometri nella regione del Donbas. I combattimenti si svolgono per lo più a distanza, usando armi a fuoco indiretto, come artiglieria, mortai e razzi; ma ci sono punti in cui i contendenti sono a 50 metri uno dall’altro, dove si usano le pistole e altre tecniche di corpo a corpo.
L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, o OSCE, è l’organismo multinazionale incaricato del monitoraggio del cessate il fuoco in Ucraina. Quest’anno, gli osservatori dell’OSCE hanno registrato oltre 325.000 violazioni del cessate il fuoco, tra cui 27.000 violazioni che hanno comportato l’uso di armi pesanti vietate dall’armistizio di Minsk II.

Per essere chiari, ogni “violazione del cessate il fuoco” non è un singolo colpo sparato: può comprendere dozzine di colpi separati di artiglieria, mortaio, razzi o armi leggere.
Oltre i confini dell’Ucraina, il conflitto di 44 mesi si dirama come una spada di Damocle sull’Europa orientale, dove stimola una corsa regionale alla militarizzazione per proteggersi dal revanscismo russo; ma nel frattempo ha alterato tutti gli equilibri di potere regionali.
Per rassicurare i suoi membri orientali, la NATO sta dislocando a rotazione le sue forze militari nell’Europa orientale. L’Alleanza ha anche aumentato il numero e la frequenza dei suoi esercizi nella regione.

Tuttavia, molti paesi dell’Europa orientale vedono l’aggressione militare russa in Ucraina come una minaccia esistenziale alla loro sicurezza nazionale. Di conseguenza, i paesi baltici – Estonia, Lettonia e Lituania – sono ora tra le nazioni più rapidamente militarizzate dell’Europa.
In Ucraina orientale la guerra è diventata uno stile di vita.
La Polonia, che condivide un confine con l’Ucraina, sta rinforzando le sue forze armate. La Polonia nel 2015, ha lanciato un ambizioso progetto di difesa della durata di 10 anni, volto a migliorare le sue forze militari e che prevede il raddoppio delle sue truppe, portandole a 150.000 soldati. La Polonia tra il 2013 e 2014 ha aumentato le sue spese militari del 13%.
Durante un’intervista nel 2016 con Radio Polonia, il ministro della difesa polacco, Antoni Macierewicz ha spiegato che la guerra della Russia in Ucraina ha stimolato l’accumulo militare della Polonia.

“La Russia è un aggressore – ha sottolineato Macierewicz – Mai, dopo la seconda guerra mondiale ci siamo trovati di fronte ad una situazione del genere”.
“Inoltre – ha aggiunto il ministro – la Russia non nasconde le sue intenzioni aggressive, né nei confronti dell’Ucraina – di cui ha occupato dei territori – né verso altri paesi della regione, compresa la Polonia … Questa situazione non ha precedenti e fino a quando le autorità del Cremlino non cambieranno politica dobbiamo considerare la Russia come la più grande minaccia alla pace in Europa e nel mondo”.
Gli Stati Uniti e i loro alleati della NATO collettivamente superano la Russia in termini di hard e soft power.

“Il Cremlino non ha intenzione d’impegnarsi in un conflitto su vasta scala con l’Alleanza del Nord Atlantico”, secondo un rapporto del 2017 sulla guerra ibrida russa, rilasciato dall’Istituto nazionale per gli studi strategici dell’Ucraina con base a Kyiv.
“[La Russia] comprende che la sua arretratezza tecnologica ed economica si potrebbe tradurre in una sconfitta definitiva e rapida”, scrive il rapporto.
Gli arsenali militari della NATO sminuiscono la Russia. Il prodotto interno lordo della Russia del 2016, è pari a 1,283 miliardi di dollari, circa la metà di quello della California, e grosso modo come quello della Spagna (la Russia ha circa tre volte la popolazione della Spagna).
Inoltre, dopo anni di assurde smentite di fatti incontrovertibili sulla guerra in Ucraina, come la negazione dell’identità del gruppo di soldati russi senza insegne che hanno invaso la Crimea nel marzo 2014, o quando Mosca sostiene che i soldati russi catturati mentre combattono nel Donbas sono lì in vacanza, ha bruciato quasi completamente l’affidabilità diplomatica russa.

Eppure, nonostante le sue debolezze, la Russia è una superpotenza ibrida con un’incomparabile capacità di controllare l’attenzione del mondo.
Oltre che appoggiarsi sulla forza militare, al peso economico – che non ha, ma lo sbandiera ai quattro venti come se fosse la prima nazione al mondo – o sulla persuasione diplomatica per dare forma ai suoi interessi negli affari mondiali, Mosca cerca di abbassare un sudario di realtà alternative sulle popolazioni civili e le istituzioni politiche dei suoi avversari.
Media di propaganda russi, come RT e Sputnik, mascherati da fonti di notizie alternative che pretendono di fornire un’imparziale valutazione, assoldano le “notizie”, ponendo in una sorta di dipendenza tanti cittadini occidentali.

Theresa May, il primo ministro britannico, ha affermato che la Russia sta cercando di “armare le informazioni” “dispiegando le sue organizzazioni media statali per piantare storie false e immagini photoshopping nel tentativo di seminare discordia in Occidente e minare le nostre istituzioni”.
La Russia ha costruito un impero mondiale di propaganda, che, grazie all’avvento di internet e dei social media, è in grado di colpire direttamente le popolazioni dei suoi avversari in modi che le operazioni di influenza dell’Unione Sovietica non sono mai state in grado di fare durante la Guerra Fredda.

Inoltre, gli storicamente bassi livelli di fiducia nelle istituzioni dei media tra le popolazioni di molte democrazie occidentali, hanno reso i cittadini avversari della Russia particolarmente vulnerabili alla manipolazione della propaganda.
L’Istituto nazionale per gli studi strategici dell’Ucraina, spiega in un suo rapporto: “La Russia manca di sufficienti capacità per stabilire un dominio regionale, ma avendo ambiziosi piani revisionisti sull’influenza mondiale, ha compiuto grandi sforzi per distruggere le fondamenta del potere della civiltà occidentale”.
Le relazioni tra Russia e Ucraina rimangono bloccate in uno “scenario di Franz Ferdinand”, ma lontane da una guerra più ampia che potrebbe avere conseguenze globali.

I due territori separatisti sostenuti dalla Russia in Ucraina orientale sono tra i pezzi di terra più militarizzati del globo. Secondo i funzionari dell’intelligence ucraina, le forze combinate russo-separatiste in Ucraina orientale dispongono attualmente di 675 carri armati, di cui circa 500 sono operativi.
“La Russia dice che non è vero, nonostante ci siano 500 suoi carri armati – quattro volte di più di quelli operativi nell’esercito britannico – oltre a centinaia di altre armi pesanti e migliaia di truppe e mercenari regolari russi”, ha affermato Klimkin, il ministro degli esteri ucraino, riferendosi alla presenza militare della Russia nel Donbas.
Secondo il Cremlino, i separatisti per costruire il loro arsenale hanno rubato i mezzi militari nelle basi ucraine del Donbas. Nonostante le dichiarazioni del Cremlino del contrario, Mosca sta fornendo alle due repubbliche separatiste nell’est dell’Ucraina armi, aiuti finanziari, hardware militare e proprie truppe, principalmente per scopi di comando e controllo. Ci sono anche mercenari stranieri che combattono tra le forze combinate russo-separatiste.

La guerra per procura della Russia ha galvanizzato l’opinione pubblica ucraina contro la Russia. Kyiv ha definito la Russia la “nazione aggressore” ed ha specificamente ricostruito il suo esercito per difendersi dall’invasione russa da est. Kyiv ha anche rinnovato il suo complesso industriale militare, arrivando anche ad essere uno dei maggiori esportatori di armi del mondo.

Quattro anni fa, l’Ucraina aveva un esercito defunto, paralizzato dopo decenni di corruzione sotto i precedenti governi pro-russi. Oggi, il paese occupa una forza militare di circa 250.000 soldati in servizio attivo e un corpo di riserva di 80.000 persone. In termini di personale, tra i paesi europei, solo la Russia ha più soldati dell’Ucraina.
Dopo quasi quattro anni, la guerra russo-ucraina si è semi-congelata in una galleria di tiro statica, una guerra di trincea.
Nessuna delle due parti sta combattendo per prendere nuove strade, o per sopraffare il nemico con una forza superiore. Il conflitto non è in una crisi acuta, ma è in uno stridente stato di guerra e de facto tra Ucraina e Russia. Per l’obiettivo, a questo punto del conflitto, dobbiamo riferirci a Balboa: “tenere la distanza”, fino a quando non verrà messa a posto una soluzione politica.

Tuttavia, il conflitto rimane una polveriera pronta a innescarsi, e potenzialmente potrebbe inghiottire in una più ampia conflagrazione una regione già ombrosa.
Circa 60.000 soldati ucraini sono schierati nella zona di guerra orientale, nota tra i funzionari ucraini come zona di operazione antiterroristica, o ATO. Dall’altro lato di terra di nessuno nel Donbas, secondo i rapporti dell’intelligence ucraina, le forze miste separatiste della Russia comprendono circa 34.000 separatisti e mercenari stranieri, nonché circa 6.000 soldati russi che servono, per la maggior parte, a comando e controllo posizioni.

Complessivamente, la Russia ha circa 60.000 soldati schierati sul suolo ucraino, se consideriamo la Crimea e il Donbas, secondo i funzionari militari ucraini.
“L’Ucraina è cruciale per l’eredità del presidente russo Vladimir Putin”, ha dichiarato Slawomir Debski, direttore dell’Istituto polacco per gli affari internazionali.
Debski ha aggiunto: “Il presidente della Russia è mortale e sa perfettamente che sarà ricordato come il leader russo che ha perso l’Ucraina o colui che ne ha causato il fallimento. Quindi userà tutti gli strumenti a sua disposizione per plasmare le menti dei russi affinché non ci siano dubbi su chi è il vincitore in Ucraina. E da questo punto di vista deve essere solo lui”.

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