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18 settembre 2018

Il conflitto interno nella “Repubblica Popolare di Lugansk” | Ucraina-Lugansk


Il capo della sedicente “Repubblica Popolare di Lugansk” Plotnitsky si è opposto al “ministro degli Interni” Kornet; uomini armati mascherati contro la polizia armata.

Una serie di eventi drammatici hanno avuto luogo a Lugansk martedì. Come riportato da 112 International, il ministero dell’Interno dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk ha rivendicato la detenzione di sabotatori ucraini; presumibilmente “si sono infiltrati nel territorio di LNR ed hanno pianificato atti terroristici”.

Tuttavia, agli occhi degli esperti locali è apparso da subito come un confronto interno: gli utenti locali dei social network hanno segnalato la presenza di uomini ben armati senza insegne nel centro di Luhansk. Li hanno subito battezzati: “I piccoli omini verdi” – nome affibbiato alle truppe russe che hanno annesso la Crimea ucraina nel 2014. Gli “ospiti” sono arrivati ed hanno occupato velocemente il centro della città, così come molti altri edifici che molti locali non hanno nemmeno capito cosa stesse succedendo. Alcuni hanno persino presunto che si trattasse di “truppe ucraine” mascherate.

Ma in realtà cos’è successo?
Da tempo alcuni media locali hanno segnalato che l’attuale “ministro dell’interno” di LNR, Igor Kornet, nel 2014 aveva illegalmente occupato la casa di un residente. Nina Kvirtsova, il proprietario della casa, era fuggita a causa della guerra, ma recentemente è tornata ed ha chiesto che Kornet lasciasse libera la casa. Il “funzionario”, chiaramente, non ha voluto abbandonare l’abitazione: le sue guardie non hanno permesso alla donna di entrare nella casa. Kvirtsova si è rivolta in procura dove ha depositato una denuncia; ma non ne è sortito nulla.

Alla fine, Igor Plotnitsky, il “leader” della Repubblica non riconosciuta è arrivato a Lugansk, ed ha sfrattato il “ministro” sostenendo inoltre che era “stato sospeso dalle sue funzioni per comportamento illecito”. Kornet si è opposto ed è fuggito dalla “sua residenza”. Più tardi, nello stesso giorno, si è asserragliato nel suo ufficio. I suoi soci del ministero hanno suggerito a Plotnitsky di smettere di fare pressioni, sostenendo che fosse un errore destabilizzare la situazione della “Repubblica”.
Così, quando martedì mattina le autorità hanno annunciato “una serie di esercitazioni militari”, sono apparsi i piccoli omini verdi.

Sempre martedì, Kornet si è rivolto al popolo, sostenendo che un gruppo di “sabotatori ucraini hanno pianificato atti terroristici, ma che la maggior parte di loro era detenuta”. Plotnitsky ha risposto, insistendo sul fatto che tutto il tumulto non aveva nulla a che fare con l’attività dei servizi speciali ucraini; ma che secondo lui, l’uso della forza di Kornet è illegittima e gli uomini armati mascherati sono presenti in risposta alla sua sospensione dal ministero. Più tardi, l’agenzia di stampa 112.ua ha appreso che Plotnitsky è scomparso, mentre le persone fedeli a Kornet hanno occupato la sua residenza. In città, radio e TV non funzionano, mentre gli uomini armati mascherati hanno sequestrato la TV e la stazione radio locale. Ai medici è stata vietata l’uscita dalla città, le macchine si contano sulle dita di una mano, negli edifici si notano gli spostamenti furtivi delle tende delle finestre e le strade sono infestate di soldati con bracciali bianchi e distintivi del Berkut.

“Per occupare Lugansk, al fine di contenere il confronto tra il leader della Repubblica terrorista “LNR” Plotnisky e “il capo del Ministero degli Affari Interni” Igor Kornet, sono stati usati dei soldati di una compagnia militare privata – ha scritto su Facebook il parlamentare del “Fronte Popolare”, e coordinatore del gruppo “Informazione e Resistenza”, Dmitry Tymchuk – Sempre ieri, attraverso il valico di frontiera “Dolzhansky” è arrivato dal territorio della Federazione Russa un convoglio di diverse decine di “Ural” con personale delle Forze Armate russe, 20 mezzi blindati (carichi di cannoni, mitra e altre piccole attrezzature militari) e, alcuni mezzi si sono stabiliti alla prima periferia di Lugansk, altri sono entrati nella città”.

Considerazioni
Ciò che vediamo a Lugansk non sono fatti limitati alle due “Repubbliche Popolari”, bensì rispecchiano la situazione esistente nel Cremlino. Si tratta di una ridistribuzione di forze di influenza. Cioè, i servizi speciali russi, che sovrintendono il regime criminale militare di Plotnisky, vogliono chiarire il loro rapporto con i servizi segreti, che appoggiano Kornet (il cosiddetto capo di MVD LNR, precedentemente estromesso dal ministero).
In parole povere, ci sono almeno tre opzioni per la ridistribuzione del potere.

La prima. Stiamo parlando di una lotta per il controllo del contrabbando finanziario e altri saccheggi che possono essere commessi nella parte della regione di Lugansk occupata dai russi, in parole povere una guerra tra banditi locali.

La seconda, i due antagonisti stanno cercando di avere tutto il potere del territorio occupato. E qui si deciderà quale dei servizi speciali russi vincerà: il GRU o FSB. Cioè, sotto il controllo di GRU nella regione di Donetsk c’e Surkov (aiutante presidenziale e il curatore delle cosiddette “repubbliche” nel Donbass – NdA) – che richiama come padrino Zakharchenko.
Nella regione di Lugansk, al contrario, la lotta va avanti da diversi anni: ci sono le due reti di intelligence che stanno lottando l’una contro l’altra. In parole povere, il signor Plotnisky nella lotta intraspecifica ha distrutto ogni suo “concorrente”, Dremova, Batman, Brain, in generale tutti i personaggi che hanno cercato di porsi contro coloro che lo “sostengono”. Ora Kornet presumibilmente si è unito ai comandanti di campo, cioè “dipendenti diretti” o reclutati da una qualche creatura di FSB.

Opzione Tre – rimozione di Plotnitsky dal potere per riunire sotto la capitale Donetsk i due territori occupati delle regioni di Lugansk e Donetsk, con la scusa di un altro malinteso. Questa opzione semplifica e costa meno alla Federazione Russa. Inoltre, il controllo di tutti i flussi rimane nelle mani di una persona: l’assistente del presidente della Federazione russa, Vladislav Surkov, che riceve un bonus sotto forma di un flusso finanziario combinato.

Questo è quello che sta succedendo. Cioè, non ci sono movimenti indipendenti da parte dei pupazzi del Cremlino. Dimentichiamoci di loro. Il movimento parte esclusivamente dal paese occupante, dai curatori e dai rappresentanti di coloro che normalmente siedono sulla riva sinistra del fiume Moscova.

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