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14 dicembre 2018

Blocco del sito per incitamento all’odio | Russia


Un presagio di come potrebbe essere la Russia dopo la presidenza di Putin.

Il giornalista russo di VGTRK, Andrei Medveded ha scritto due appelli al parlamento tedesco come alternativa ad un discorso di uno scolaro di Novy Uregony, Nikolai Desyatnichenko, ma Facebook gli ha rimosso ambedue i post. Il primo con la dicitura di “diffusione della pornografia”, il secondo per “incitamento all’odio verso determinati gruppi”.

Uno studente di una scuola superiore russa ha espresso simpatia verso un soldato tedesco morto in un campo di prigionia sovietico dopo la seconda guerra mondiale. Un’ondata di condanne si sono diffuse sui social network russi, tanto da investire lo stesso parlamento. A prima vista, non c’è nulla di cui essere entusiasti: la Russia è la capitale mondiale dei troll; ma sembra anche un orribile precursore di quello che potrebbe essere la Russia dopo il presidente Vladimir Putin.

Domenica scorsa, lo studente delle scuole superiori, ha tenuto un conciliante discorso al parlamento tedesco. La sua attenzione? La tragica perdita della vita di un soldato tedesco durante l’invasione russa da parte di Hitler, argomento che lui ha approfondito come parte di un progetto sponsorizzato dalla Germania.
“Sono stato estremamente sconvolto – ha sostenuto Desyatnichenko – perché ho visto le tombe di persone che sono morte innocentemente, e molti di loro volevano vivere in pace e non volevano combattere”. Poi, ha concluso il suo breve discorso affermando che sperava che “dal mondo scomparissero le guerre”.

Non molto tempo dopo, un russo abitante in Baviera, ha pubblicato il discorso su Facebook aggiungendovi dei suoi oltraggiosi commenti, a cui hanno fatto seguito migliaia di post che hanno squarciato il ragazzo, la sua scuola e la sua famiglia. Migliaia di persone hanno ricordato le atrocità che i loro nonni avevano sofferto per mano degli invasori nazisti. E, poiché Desyatnichenko è un nome ucraino, la famiglia è stata discussa come una cellula traditrice. I blogger hanno presentato denunce all’ufficio del procuratore generale, accusando il ragazzo di “scagionare il nazismo”, un crimine in Russia. La storia è diventata abbastanza grande per Vladimir Jabarov, un deputato della camera alta del parlamento, per chiedere al governo locale di rivedere il curriculum scolastico di Desyatnichenko.

Il contraccolpo è stato feroce, ma anche non sorprendente. Il culto della vittoria russa nella seconda guerra mondiale è stato innalzato a toni isterici da Putin, soprattutto durante il suo attuale mandato presidenziale. Per Putin, utilizzare il ruolo della Russia nello sconfiggere il nazismo è stato molto facile: è sufficientemente recente e intrecciato con le storie familiari della maggior parte dei russi. È anche incontrovertibile a causa della natura del nemico. Suggerire che gli invasori tedeschi meritassero di meglio che morire per una dura privazione sembra assurdo per i russi che sanno che Josef Stalin sottoponeva molti sovietici allo stesso trattamento. Suggerire che i soldati tedeschi non volessero combattere è come bestemmiare. “Siamo spiacenti, Adolf”, è stata la reazione sarcastica dei social network russi al conciliante discorso di Desyatnichenko.

Ciò che rende la storia degna di nota è la conseguenza al contraccolpo – e come ha giocato con i critici del liceale.
Non sono stati solo gli sfortunati e ignorati liberali russi a difendere Desyatnichenko, ma anche il sindaco di Novy Urengoy, Nikolai Kostogriz. “L’interpretazione delle sincere parole del ragazzo da parte degli adulti – ha scritto – può essere considerata una provocazione non solo contro lo studente, ma anche contro tutti i russi”.

Ben presto, il Cremlino stesso si è espresso in difesa di Desyatnichenko. “È assolutamente incomprensibile questa emotiva persecuzione – ha riferito all’agenzia di stato TASS, Dmitri Peskov, il segretario stampa di Putin – Ritengo sbagliato accusarlo di qualsiasi intento malvagio, di propaganda nazista e di tutti i peccati capitali”.
Il sostegno del Cremlino non ha fatto nulla per arginare l’indignazione. Ora, molti post su blog e social media menzionano il ruolo di Gazprom – la compagnia russa di gas naturale controllata dallo stato che sponsorizza la scuola di Nikolai che, insieme al suo partner tedesco Wintershall, hanno organizzato il viaggio a Berlino – e Rosneft, il gigante petrolifero di proprietà dello stato, per il quale il padre del ragazzo lavora come dirigente della sicurezza.

Sono più che aziende: sono pilastri del regime di Putin, i principali strumenti della sua politica commerciale, i principali condotti dell’influenza economica della Russia su Europa e Cina. La ricchezza dei residenti di Novy Urengoy, molti dei quali lavorano per Gazprom e Rosneft, è l’invidia del resto della Russia. Alcuni russi hanno risposto con rabbia allo stesso Peskov. Un tipico tweet: “Da parte nostra, questa non è persecuzione ma l’opinione della gente, deve essere ascoltata in modo che [Nikolai] e altri come lui scoprano in che paese vivono”.

Nel suo terzo alternativo post al Bundestag il giornalista russo ha sostenuto che i tedeschi di oggi non devono chiedere perdono ai russi, perché personalmente non hanno nessuna colpa. “Non si può essere responsabile dei nonni e bisnonni e poi che perdona è solo Dio, ma sarò onesto -…. Per me i tedeschi saranno sempre uno straniero, un popolo alieno”. Questo non è perché loro sono personalmente cattivi, si tratta del dolore dei bambini bruciati dalla Wehrmacht. Bisogna accettare che almeno la mia generazione percepisca la memoria della guerra come un premio in onore del nonno, le sue cicatrici, i suoi amici di prima linea”, il giornalista ha scritto.

Secondo Medvedev, Facebook ha bloccato il suo sito, perché si tratta di una strategia d’informazione, “un tentativo di riscrivere la storia della seconda guerra mondiale” per riabilitare il nazismo.

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