Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

23 giugno 2018

I funzionari dell’UE criticano l’Ucraina | Ucraina-Europa


A Bruxelles, i partecipanti al partenariato orientale hanno completato il quinto vertice dell’UE. Hanno anche adottato un dichiarazione congiunta, per la quale, dal momento che per la sua formulazione c’erano state accese dispute, si può intravvedere un risultato positivo.

Nella dichiarazione finale le parti hanno sottolineato la necessità di soddisfare i “20 compiti specifici per il periodo fino al 2020”. Impegni che sono suddivisi in quattro aree: sviluppo economico, rafforzamento delle istituzioni di potere e della società civile, maggiore accessibilità ai trasporti ed efficienza energetica. Inoltre le delegazioni hanno discusso dei progressi già realizzati.

Le più grandi speranze per l’evento di venerdì erano legate all’Ucraina. Petro Poroshenko durante il suo discorso al summit ha affermato che il suo paese sta facendo affidamento sulle quattro Unioni dell’UE: l’Unione dell’Energia, il mercato Unico Digitale, l’Unione Doganale e la zona Schengen.

Tuttavia, il fine vertice ha fatto sorgere una serie di discussioni relative alle prospettive ucraine di adesione all’UE, infatti i partecipanti al Summit “riconoscendo le aspirazioni europee”, hanno riportato pedissequamente quando già affermato negli accordi di associazione. Una frase banale. Mentre l’UE nella sua politica continuerà ad elargire “spiegazioni” per l’accordo di associazione con l’Ucraina, come ha stabilito il 15 dicembre 2016 su insistenza dei Paesi Bassi.

Il commissario europeo per la politica europea di vicinato e i negoziati sull’allargamento, Johannes Hahn, ha criticato l’Ucraina per non aver rispettato i requisiti che erano una fondamentale condizione per l’esenzione dal visto con l’Unione europea. Il commissario europeo è preoccupato soprattutto del fatto che Kyiv non abbia ancora istituito un meccanismo per la verifica e la valutazione delle dichiarazioni elettroniche dei beni dei funzionari ucraini. Johannes Hahn però, non ha rivelato nulla di nuovo che non fosse già stato discusso pubblicamente in Ucraina. A Kyiv d’altra parte, la popolazione è ben consapevole del fatto che le dichiarazioni elettroniche sono un vero passo avanti e che dopo la loro divulgazione, dovevano essere fatte delle modifiche e delle tarature ad hoc.

Gli ucraini sono anche insoddisfatti della scarsa performance dell’Agenzia nazionale per la prevenzione della corruzione (NAPC), che si è trascinata per i controlli delle dichiarazioni elettroniche. Le persone a Kyiv sono indignate perché non sono ancora state emesse delle conclusioni o delle vere misure legali; pertanto, non c’è nulla di sorprendente nella critica di Hahn.
Cosa faranno gli europei per l’Ucraina?

Penso che faranno pressione sull’Ucraina per obbligarla a proseguire nella strada intrapresa per uno stato di diritto e per una lotta più efficace contro la corruzione. Questo vale per tutte le sfere, non solo per le dichiarazioni elettroniche … Per costringere l’Ucraina a muoversi lungo questa strada, l’Europa utilizzerà una serie di strumenti, compresi alcuni obblighi finanziari. Ad esempio, il 23 novembre, durante la riunione dei paesi del partenariato orientale, il Partito Popolare Europeo ha affermato che l’assistenza finanziaria dell’Unione europea sarà collegata ai progressi che questi paesi avranno nel loro percorso di riforma.

Se le riforme si trascinano, sorge la questione della quantità d’assistenza finanziaria dell’UE. La posizione dell’Occidente è alquanto ambigua. Da un lato, il PPE ha affermato che è necessario considerare la Georgia, l’Ucraina e la Moldavia nel gruppo “Partenariato orientale +” e fornire ulteriori incentivi – e questo è un vero riconoscimento del fatto che le riforme stanno andando avanti – d’altra parte, è stato sottolineato che se le riforme si trascinano, si pone la questione della quantità di assistenza finanziaria dell’UE. Allo stesso tempo, non è prevista nessuna inversione di marcia per l’esenzione dal visto per gli ucraini in tutta l’UE. Tale critica è parte della strategia d’innalzamento dei livelli di ansia: l’Occidente non sta parlando di revocare l’esenzione dal visto.

Una tale mossa sarebbe assolutamente ingiustificata in quanto non ci sono motivi per farlo. In effetti, le riforme in Ucraina stanno andando avanti, seppur lentamente. In effetti, ci sono problemi nella lotta alla corruzione; ma allo stesso tempo, l’Ucraina non ha violato alcuna condizione di base. Se in Ucraina, non ci sono stati drammatici sviluppi negativi, non ci sono i motivi per liquidare il regime senza visti con l’UE. In generale, non è solo l’Unione europea, ma anche tutti gli ucraini che sono preoccupati delle questioni che sono state sollevate in Europa. Gli ucraini sono interessati che la questione della dichiarazione elettronica non rimanga “sospesa in aria”; vogliono vedere rapidi controlli di qualità; sono ansiosi di sentire che esistono le lotte intestine tra i cani da guardia anti-corruzione, che testimoniano un passo avanti contro la corruzione.

Questo è esattamente ciò che ora deve essere fatto in Ucraina. Inoltre, l’UE ha espresso insoddisfazione per l’adozione ucraina della legge sulla dichiarazione obbligatoria online dei beni da parte degli attivisti anti-corruzione. Sembra che la legislazione sia stata approvata come una sorta di vendetta contro gli attivisti. Apparentemente, non verrà modificata entro la fine dell’anno – il presidente ha dato inizio ai cambiamenti, ma è chiaro che il parlamento sta “incespicando” su ogni virgola. E questo, a sua volta, mette un cuneo tra le autorità e la società civile.

Dopo tutto, sembra che il governo ucraino consideri la società civile non come una sua alleata, un assistente che stimola a portare avanti le riforme, ma come un avversario. E sebbene sia l’Unione Europea che gli Stati Uniti avessero criticato la legge, essa è ancora in essere. Dati i disordini politici in corso, in particolare la lotta tra le diverse forze dell’ordine, potrebbe anche succedere che non sia consigliabile adottare saggi cambiamenti. Inoltre, i deputati non sembrano molto disposti a fare qualcosa a riguardo. Da molto tempo, sono le critiche l’incentivo per spingere le autorità a fare qualcosa, e di questa particolare legge se ne discute da un anno e mezzo. La posizione generale dell’Occidente è volta a spingere le autorità ucraine ad attuare le riforme e ad agire fianco a fianco con la società civile; ma si capisce che all’interno del governo ci sono alcune forze che si oppongono.

Tuttavia, le questioni principali non devono essere viste nella totalità del vertice, ma nella stessa modalità di politica estera ucraina. L’Ucraina si è trasformata in un firmatario che, con vari pretesti, sta cercando di ottenere un nuovo prestito dai partner, una tranche di aiuti, o almeno di ottenere almeno qualche formulazione politica positiva. Questo è visto ovunque. Nelle relazioni con l’UE, gli Stati Uniti, il Canada o i partner ucraini della regione Asia-Pacifico.

Alcuni anni fa, l’Ucraina era vista come uno dei leader politici della regione dell’Europa orientale e su questa posizione ha costruito una sua linea di politica estera. L’Ucraina è stato un paese che ha fondato BSEC – Black Sea Economic Cooperation – e GUAM – Georgia, Ukraine, Azerbaigian, Moldavia, che si prefigge di incrementare la regione in tutti i settori; è stata una delle nazioni iniziatrice di nuovi progetti geo-economici. Compreso il corridoio per il trasporto del petrolio euroasiatico. Ha offerto iniziative congiunte ai paesi di Visegrad 4; è stata in grado di proporre iniziative che erano promettenti e interessanti per tutti i partecipanti.

Oggi sembra che il paese si sia privato ​​di questa opportunità. Le relazioni con i paesi confinanti, Ungheria, Romania, Moldavia e persino con il partner strategico – la Polonia, sono molto tristi. L’Europa è irritata dalla corruzione e dall’incoerenza delle autorità ucraine. E, cosa più importante, c’è un’assoluta mancanza di volontà politica per una soluzione pacifica.
Di fatto, l’unica cosa che Kyiv oggi offre ai suoi partner in Europa è la partecipazione allo “scontro di civiltà”, la divisione geopolitica del continente in Occidente e in Oriente. E con questo pretesto sembra che si aspetti investimenti da parte occidentale per costruire in Ucraina un “avamposto militare”. E poi, Kyiv è molto sorpresa quando l’UE non ha fretta per investire in un progetto del genere.

L’Europa non è interessata ad impegnarsi nello scontro e trasformare l’Ucraina in un campo di lotta geopolitica senza fine. La politica europea vuole vedere l’Ucraina come un paese pacifico e uno stato responsabile, un partecipante al dialogo continentale e un partner che può garantire la sicurezza internazionale. In questa veste, l’Ucraina può ancora una volta rivendicare il ruolo di un partecipante attivo e rispettato nella politica europea. E tale Ucraina non avrà problemi a ricevere investimenti e non manifesterà problemi con la formulazione di dichiarazioni comuni.
Nel frattempo, al termine del vertice orientale il presidente Poroshenko ha concordato con la Commissione europea l’assegnazione di fondi di assistenza macrofinanziaria per il biennio 2018-1019.

“Abbiamo concordato che la prossima settimana la Commissione europea pubblicherà un comunicato per un progetto molto ambizioso, un’assistenza macrofinanziaria di tre tranche dello stesso importo, e sarà operativa fin da gennaio 2018″, ha sostenuto il capo dello Stato ucraino.
Come riportato dal Parlamento europeo, con riferimento ad una fonte a Bruxelles, l’importo di ciascuna delle tre tranche dell’assistenza macrofinanziaria sarà di 600 milioni di €, con la possibilità che l’importo possa aumentare, se verranno attuate le riforme previste.

Tags: , , , , , , , ,

Una Risposta “I funzionari dell’UE criticano l’Ucraina | Ucraina-Europa”

Rispondi

Altre storie da- News

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.