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12 dicembre 2017

Digressioni russe | Ucraina


Il suggerimento a sorpresa del presidente russo Vladimir Putin, del 5 settembre, secondo cui potevano essere schierate nel Donbas le forze di pace dell’ONU, è stato giustamente accolto con scetticismo per le motivazioni addotte dal Cremlino.

La proposta originale di Putin – che i peacekeeper venissero schierati solo nella prima linea tra le forze ucraine e quelle a direzione russa – è sembrata studiata per congelare il conflitto in atto alle condizioni del Cremlino, piuttosto che risolverlo. La valutazione è stata inoltre rafforzata dal fatto che la Russia precedentemente aveva sempre sabotato tutti gli sforzi compiuti dall’Ucraina per portare una missione di mantenimento della pace nel paese.

Ma l’inviato speciale degli Stati Uniti per l’Ucraina, Kurt Volker, durante un’intervista a Politico Magazine, pubblicata il 27 novembre, crede che i russi stiano davvero cercando una via d’uscita dal pantano del Donbas che loro stessi hanno creato. I russi, ha sostenuto, non hanno ottenuto ciò che volevano dal loro intervento militare in Ucraina, che era un paese filo-russo e amico della Russia, con un governo con cui avrebbero potuto lavorare; in realtà, hanno ottenuto il contrario: un’Ucraina più nazionalista, orientata all’Occidente e più unificata che mai.

Inoltre, questo errore, ha continuato Volker, gli è venuto a caro prezzo – e non solo in termini di soldi e vite di soldati russi; ma principalmente perché la reputazione della Russia in Occidente è rovinata, i suoi rapporti con gli Stati Uniti e l’Unione europea a brandelli e ha la sua economia che soffre sotto il peso delle sanzioni.
Tuttavia, se Volker dovesse aver ragione, ci sono voluti tre anni perché il Cremlino arrivasse al punto di rendersi conto che in Ucraina ha creato pessime cose e ha bisogno di trovare una via d’uscita? E ancora, il Cremlino non sta ammettendo che ha forze militari in Ucraina, quindi come può pensare di ritirarle?

Mosca non ha mai concesso nulla all’Ucraina: il cessate il fuoco di Minsk non si è mai verificato – in prima linea si combatte ogni giorno e un soldato ucraino viene ucciso in media ogni tre giorni. Gli accordi di Minsk del 2014 e 2015 sono fasulli – costretti contro l’Ucraina quando la Russia era in una posizione di forza, e pensati per indebolire ulteriormente l’Ucraina costringendola a ingoiare le false “Repubbliche” di Mosca, perché agissero come veleno sulla politica del paese e sulla sovranità.

Se la Russia sta davvero cercando la fine della sua guerra nel Donbas, è il momento d’abbandonare il terreno, non solo letteralmente, ma anche in senso figurato – deve ammettere che è un partecipante attivo alla guerra, così che i futuri negoziati tra Volker e Vladislav Surkov, l’uomo di punta del Cremlino in Ucraina, possano almeno procedere su una base di realtà.
Nel frattempo, le sanzioni contro la Russia devono essere mantenute, e deve essere reso chiaro al Cremlino che se continua a sfidare la comunità internazionale e occupare parti dell’Ucraina, inclusa la Crimea, saranno solo rinforzate.

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