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12 dicembre 2017

Ucraina: i piani per il Donbas | Ucraina


Controversie, risse e un pacco fumogeno– così nel mese di ottobre, la Verkhovna Rada ha approvato in prima lettura la cosiddetta legge sulla reintegrazione del Donbass.

Ora, per revisionare il documento, sono state preparate 800 pagine e due mesi dopo il primo voto, i parlamentari si stanno preparando per considerarlo in seconda lettura. Quali saranno i cambiamenti chiave nel testo della “scandalosa” legge?

Il disegno di legge del Presidente “Sulla peculiarità della politica statale sulla sovranità dell’Ucraina sui territori temporaneamente occupati nelle regioni di Donetsk e Lugansk,” è stato adottato in prima lettura il 6 ottobre con i voti di 233 deputati.

Il documento è passato solo dopo che i parlamentari hanno escluso la menzione degli accordi di Minsk.
L’essenza principale del disegno di legge: 1) alcune aree del Donbass riconosciute come territori occupati; 2) la Russia ufficialmente definita come aggressore; 3) la creazione di operazioni congiunte dello Stato maggiore delle Forze armate dell’Ucraina che coordina le attività delle forze di sicurezza e le truppe nella parte orientale del paese; 4) e il presidente è autorizzato ad utilizzare l’esercito, anche in tempo di pace.
Il documento dopo essere stato votato in prima lettura, è stato inviato al riesame. Al disegno di legge, composto di 15 pagine, sono state aggiunte circa 800 pagine di revisioni. E, come ci ha riferito il segretario del Comitato della commissione Sicurezza Nazionale e Difesa della Verkhovna Rada, il responsabile del gruppo di lavoro del disegno di legge, Ivan Vinnik (del partito Bloc di Poroshenko), sono state finalmente approntate più di 250 modifiche.

Quindi le principali innovazioni sono:
1. L’inizio dell’occupazione russa
Secondo Vinnik, ora il documento indicherà la data dell’inizio dell’occupazione russa dei territori ucraini. Il conto alla rovescia partirà dal 20 febbraio 2014, data in cui “apparvero gli omini verdi” per la prima volta in Crimea.
“Abbiamo sottolineato che la Federazione russa è l’occupante e l’aggressore. Tali affermazioni obbligano il destinatario del termine al controllo dei territori occupati; cioè l’occupante russo ha la piena responsabilità per tutto ciò che avviene ed è accaduto nei territori Ordlo e Crimea, così come tutti gli obblighi legati ai cittadini, alle strutture e perdite dello Stato”, ha spiegato Vinnik.

2. Rinuncia alle espressioni LNR / DNR
Uno degli emendamenti implica il rifiuto di utilizzare i concetti di “Repubblica Popolare di Lugansk” e “Repubblica Popolare di Donetsk”. Nel caso di supporto alle opportune modifiche, a livello statale per indicare la illegittima dirigenza di ORDLO verrà utilizzato solo il termine “amministrazione e gestione d’occupazione della Federazione russa” (la definizione era già inclusa nel testo originale).
“L’amministrazione e gestione d’occupazione temporanea della Federazione Russa” al posto di LNR / DNR, si è resa necessaria perché questi nomi sono stati coniati dalla propaganda russa per far apparire una guerra civile in Ucraina”, ha spiegato il vicepresidente.
Tuttavia, l’analista politico Jaroslaw Makitra osserva che tali cambiamenti potrebbero portare a confusione. “In nessuna parte della legislazione ucraina appaiono i termini LNR/DNR. Allora perché introducendo un’altra denominazione dovrebbe automaticamente cambiare l’atteggiamento?”, si è chiesto l’esperto.

3. L’inevitabilità della punizione per militanti e collaboratori
Un altro emendamento al disegno di legge stabilisce che le persone che hanno effettuato o compiono atti di aggressione armata, o che hanno lavorato o che agiscono nell’amministrazione di occupazione saranno ritenute responsabili, in conformità con la legislazione ucraina, dei crimini e delle violazioni dei principi del diritto internazionale umanitario. Questo vale anche per coloro che prendono parte alle ostilità e commettono reati.
“Ma questa disposizione non si applica a chi lavora come insegnante, autista, ecc… e non viola i principi del diritto umanitario”, ha osservato Vinnik.

4. La Crimea dovrebbe essere inserita
La questione dell’inclusione o non inclusione dei temi della Crimea nel documento è diventata uno degli emendamenti più controversi. Durante la votazione del disegno di legge in prima lettura gli autori hanno promesso di fare delle aggiunte al testo e di avere un occhio di riguardo al problema della penisola occupata. Ma, la retorica delle autorità è cambiata. I deputati della fazione presidenziale dopo l’arrivo dell’inviato speciale degli Stati Uniti per l’Ucraina, Kurt Volker, hanno cominciato a discutere affermando che la Crimea e il Donbass devono essere “liberati in modo diverso”. Mentre i capi del popolo tartaro di Crimea hanno continuato a insistere sul fatto che le regioni occupate del Donbass e la Crimea non sono fatti separati gli uni dagli altri; come d’altra parte aveva anche sostenuto Volker nel mese di agosto in una delle sue prime apparizioni in Ucraina.

Di conseguenza, dopo lunghe discussioni si è finalmente deciso che la Crimea debba essere inserita nel progetto di legge. Vinnik ha spiegato che la penisola sarà oggetto di preambolo (come era stato proposto) e nelle clausole finali (come nel testo originale), ma anche nel testo principale.
“La cosa più importante è che ci proponiamo di abolire la legge che prevede la Crimea come zona economica libera”, ha affermato il deputato.
Lo scienziato politico Yaroslav Makitra, crede che l’inclusione della Crimea nel testo stesso possa distruggere la logica del disegno di legge.
“Se questo documento mira a disciplinare solo le relazioni nel Donbas, è necessario creare parallelamente un simile disegno di legge unificato che affronti il tema Crimea. Anche se, d’altra parte, l’Ucraina dovrebbe essere interessata ad affrontare questi problemi, piuttosto che dividerli. Ma il nostro governo ha garantito ai partner internazionali che in primo luogo verrà considerata la questione del Donbass, per cui ora diventerà necessario spiegare chiaramente al pubblico e ai partner che non separeremo queste due questioni”, ha sostenuto l’analista.

Il responsabile del gruppo di lavoro per la preparazione del disegno di legge, Ivan Vinnik ha sottolineato che attualmente la tabella comparativa con le correzioni è completamente pronta ed è stata inviata per conoscenza al relatore della Verkhovna Rada, Andrew Paruby. Nostre fonti in parlamento ci hanno riferito che considerato il gran numero di modifiche l’apparato della Verkhovna Rada ha solo effettuato un controllo letterario.
Se gli emendamenti proposti sono stati studiati nell’amministrazione presidenziale, il deputato ha riferito di non essere in grado di confermarlo. “Abbiamo informato l’AP del nostro lavoro, e se il presidente desidera può proporre i suoi cambiamenti attraverso la fazione BPP”, ha riferito il vice.

Secondo Vinnik, il disegno di legge sul Donbass sarà messo ai voti già martedì 5 dicembre. E, nonostante il fatto che il voto in prima lettura fosse passato con un cigolio, il parlamentare ritiene che il documento con le correzioni troverà il supporto nella sala delle sedute. Va notato che nel piano preliminare di lavoro della Verkhovna Rada della prossima settimana plenaria – 5/8 dicembre – il disegno di legge non è ancora stato incluso.
Anche il deputato della fazione “Patria” Igor Lutsenko, ritiene che i deputati voteranno per il documento in seconda lettura.
“Se i riferimenti agli Accordi di Minsk vengono rimossi e la Crimea viene menzionata di più, il disegno di legge riceverà il sostegno”, ha commentato il deputato.

Il presidente del Mejlis del popolo tartaro di Crimea, Refat Chubarov del partito Bloc di Poroshenko ha confermato che voterà per il disegno di legge solo se il documento conterrà riferimenti alla penisola occupata.
“Il disegno di legge è importante e non c’è alcun dubbio che abbiamo lo stesso atteggiamento verso lo status di questi territori [Crimea e Donbas] come parte del territorio ucraino ed è necessario che ci sia una previsione che l’Ucraina tornerà in possesso di tutti i suoi territori ora occupati”, ha commentato il presidente del Mejlis.

Ma l’esperto militare Oleg Zhdanov dubita che la legge possa passare.
“Il disegno di legge è ingiusto, perché porta l’analisi al parlamento all’ultimo momento, di modo che nessuno sia in grado di capire e rendersi conto di cosa si sta discutendo; dubito molto che il voto ora possa passare solo per alcune modifiche”, ha confermato l’esperto militare.
L’esperto ha suggerito che i principali avversari di Petro Poroshenko per le iniziative nel Donbass saranno gli stessi deputati di “Fronte Popolare”, che non consentono un incremento dei poteri del presidente e non gli vogliono dare l’opportunità di utilizzare le forze armate in tempo di pace sul territorio dell’Ucraina.

Allo stesso tempo, lo scienziato politico Yaroslav Makitra ritiene che i deputati accetteranno di sostenere qualsiasi cambiamento, per non ottenere lo status di “traditori”.
“Per coloro che non voteranno ci sarà un cartellino “contro le riforme”, “sei in mano di Mosca”. La maggior parte del Parlamento è sottoposto a questa pressione, chiaro che voteranno”, ha sottolineato Makitra.

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