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12 dicembre 2017

“L’Ucraina è una nazione piena di dignità con una storia orgogliosa” | Ucraina


Il 3 dicembre, Kyiv ha ospitato la Conferenza internazionale sulla sicurezza marittima, uno dei partecipanti era il contrammiraglio Daniel W. Dwyer, capo di stato maggiore, vicecapo di stato maggiore per la strategia e la politica della 6° flotta delle forze americane d’Europa-Africa.

Subito dopo la conferenza abbiamo approfittato della presenza del contrammiraglio, che per la prima volta visitava l’Ucraina, per chiedergli le impressioni sul paese. “L’Ucraina è una nazione molto orgogliosa con una storia di cui vantarsi, è una nazione che vuole determinare il suo stile di vita, governarsi e interagire con la comunità internazionale”, ha sottolineato Dwyer.

D. Signore, quali sono le sue impressioni sulla marina ucraina? Ha già incontrato il comando delle forze navali ucraine?
R. “In un paio di occasioni al di fuori dell’Ucraina ho avuto il piacere d’incontrare il vice Ammiraglio Voronchenko e il suo staff. Ci siamo recentemente trovati al simposio regionale sull’energia marina a Venezia, appena due mesi fa, dove il mio comandante, l’ammiraglio Foggo, ha avuto l’opportunità di ritirarsi personalmente con il vice ammiraglio Voronchenko. In realtà, a dimostrazione dell’importanza che occupa l’Ucraina e la marina ucraina, è stato il primo incontro che il comandante delle forze navali statunitensi in Europa e in Africa ha posto nella sua scaletta di appuntamenti”.

“La fregata ucraina Hetman Sahaidachny ha recentemente partecipato all’esercizio operativo “Sea Breeze” che abbiamo condotto nel Mar Nero. Questa esercitazione molto importante si tiene ogni anno tra tutte le nazioni della NATO che si affacciano sul Mar Nero, a cui partecipano anche altre nazioni in base alle loro esigenze. Lo scopo di questi incontri è d’aumentare la conoscenza reciproca, operare a stretto contatto e aumentare la propria interoperatività. Perché si sceglie il Mar Nero? Principalmente per incoraggiare le marine e gli altri attori regionali a dimostrare che il Mar Nero è un corso d’acqua internazionale libero e aperto, che nessuna nazione può influenzare il libero flusso del commercio e del movimento”.

D. In che modo pensa che gli Stati Uniti possano aiutare l’Ucraina a ricostruire la sua marina?
R. “Per primo, è la marina o la nazione individuale che deve compiere il primo passo. Il paese deve dimostrare di voler aumentare le proprie capacità. È veramente molto incoraggiante e stimolante vedere che la marina ucraina ha una visione futura, mentre continua a sviluppare il suo comando e controllo, guarda l’organizzazione interna, si modernizza, approva le modalità di comunicazione e si adegua ad altre strutture di comando. La marina ucraina continuerà a sviluppare la sua strategia, e credo che la battezzeranno “strategia marittima del 2035”, perché il programma marino militare ucraino si svilupperà in questi 20 anni. È molto bello vivere vicino a questi primi passi, è come insegnare ad un bambino a camminare. Devi sapere dove vuoi arrivare ed impostare un corso per arrivarci. È stato così dal punto di vista della marina degli Stati Uniti, ma lo facciamo ancora, e certamente incoraggeremo e assisteremo la marina ucraina nello sviluppo di questa strategia e continueremo a fornirle qualsiasi consiglio e tirocinio perché vogliamo aiutarla a raggiungere i suoi obiettivi e la sua visione”.

D. È risaputo che l’Ucraina non è in grado di costruire da subito nuove navi da guerra. E l’affitto delle navi statunitensi, è una probabilità?
R. “Abbiamo un programma molto robusto presso il Navy International Program Office, in cui le navi degli Stati Uniti che possono essere ancora utilizzate le forniamo ai nostri alleati e partner che ne hanno bisogno”.
“Attualmente, gli Stati Uniti hanno un paio di navi che potrebbero essere utili alla marina ucraina; utili nel senso che potrebbero colmare alcune lacune in termini di capacità e necessarie per una sua propria autodifesa”.

D. A che punto è questo processo di trasferimento? Che cosa deve fare la parte ucraina per ricevere queste navi?
R. “Non sono un esperto, ma conosco le modalità operative. Prima di tutto serve che il governo ucraino scriva al governo degli Stati Uniti e richieda tali navi, e poi c’è un “certo prezzo” per rinnovarle, portarle alle capacità operative e trasferirle al governo che le ha chieste. Quindi, verranno coinvolti i ministeri della difesa dei due paesi e con l’accordo dei governi e dei ministeri si può effettuare il trasferimento. È una pratica molto comune, abbiamo molte nazioni NATO e molte nazioni partner a cui abbiamo reso questo servizio. Il nostro impegno è quello di offrire una nave più che efficiente ad un prezzo inferiore a quello di costruzione di una nuova nave, mentre il nostro vantaggio è quello di utilizzare le navi che abbiamo in eccesso”.
“Diverse nazioni del Mar Nero hanno aderito al programma degli Stati Uniti e usano le fregate di classe Oliver Hazard Perry”.

D. “Il direttore generale di Ukroboronprom, Roman Romanov, ha sottolineato al panel “Conseguenze socio-politiche ed economiche globali delle sfide alla sicurezza nella regione del Mar Nero” che per garantire la sicurezza, in particolare in mare, occorre prestare maggiore attenzione ai sistemi senza equipaggio. Cosa ne pensa?
R.”Penso che ogni marina ha bisogno d’esaminare le tecnologie che le possono dare un vantaggio competitivo nell’ambiente in cui opera, sia che si tratti della marina ucraina o della marina degli Stati Uniti. Credo che tutto ciò ci riporti a quello che è la strategia marittima globale dell’Ucraina. Conoscendo la natura professionale dello staff della marina ucraina e la loro visione strategica, presumo che guarderanno a questo tipo di opportunità e faranno una propria valutazione.

D.”Ci può spiegare quale ruolo ha la marina USA mentre sta giocando nella regione del Mar Nero dopo l’illegale annessione della Crimea dalla Russia e l’aggressione russa in corso nell’Ucraina orientale?
R.”Gli Stati Uniti fanno parte della NATO, ovviamente, e la NATO ha condannato l’annessione della Crimea come un atto illegale. Quindi l’Alleanza ha istituito un rapido piano d’azione e una forza di reazione rapida per aumentare i controlli su aria, terra e mare in base al contratto della NATO, e noi come membri sosterremo pienamente questo impegno. E, mentre la marina degli Stati Uniti continua a lavorare con gli alleati NATO e con altri partner nel Mar Nero, compresa la marina ucraina, ha anche aumentato le sue pattuglie. Organizziamo pattuglie congiunte e operiamo per aumentare le capacità delle navi delle nazioni del Mar Nero, oltre che garantire il trasporto sicuro e l’accesso ai mercati internazionali”.

D.”Nel 2008 diverse navi da guerra statunitensi sono entrate nel Mar Nero per sostenere la Georgia e fermare l’offensiva delle truppe russe a Tbilisi. Quindi, possiamo considerare le navi da guerra statunitensi come una sorta di deterrente per l’aggressore?
R.”Veniamo sempre invitati: partecipiamo all’invito delle altre marine del Mar Nero per prendere parte a pattugliamenti congiunti. Nessuna delle nostre pattuglie è unilaterale, è sempre legata ad un’altra marina. Proprio oggi, abbiamo la USS James E. Williams nel Mar Nero che conduce operazioni con la marina ucraina. Solo nel 2017, la Marina USA ha trascorso più di cento giorni nel Mar Nero, e lo facciamo in collaborazione con altre nazioni della regione.

D.”Che ruolo pensa che le forze armate statunitensi possano giocare per costringere la Russia ad osservare le norme di legge internazionale e ritirarsi dall’Ucraina?
R.”Penso che lei sappia che la NATO si è adoperata ed ora ha riaffermato che a nessuna nazione sarà permessa un’azione aggressiva, illegale, illegittima contro un altro paese, la NATO non resterà in attesa e permetterà che ciò accada. Penso che la NATO abbia dimostrato di poter reagire rapidamente, anche tenendo conto delle sue modalità operative”.

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