Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

12 dicembre 2017

Nuvole oscure tra il presidente ucraino e il ministro dell’Interno | Ucraina


Alla fine di ottobre, l’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina (NABU) ha arrestato il figlio del ministro degli interni, Oleksandr Avakov. Presumibilmente, è stato coinvolto in uno schema di corruzione che è costato al bilancio ucraino oltre 14 milioni di grivna (circa 520.000 dollari). Il giovane Avakov e altri due alti funzionari del ministero degli interni sono stati accusati d’aver sottratto tale importo in un caso di fornitura di zaini al ministero.

In seguito, il ministro degli interni Arsen Avakov ha pubblicato sulla sua pagina Facebook delle accuse dirette contro NABU, perché secondo la sua versione, stava “provando a mettere pressione politica” contro di lui, usando come tramite suo figlio Oleksandr. Dopo reciproche accuse, e dopo due giorni di detenzione, il figlio di Avakov è stato rilasciato. A lui è stato revocato il passaporto e alla caviglia gli è stato apposto un braccialetto elettronico.

Prima dell’incidente, all’inizio di ottobre, l’ex consigliere del ministro degli interni, il deputato parlamentare Anton Geraschenko, è apparso sul canale televisivo ICTV. Nell’occasione ha sottolineato che il “conflitto tra il suo precedente capo e il presidente Petro Poroshenko” era in corso dal giorno delle elezioni di quest’ultimo perché “il presidente vuole concentrare tutto il potere delle forze dell’ordine nelle sue mani, e il Fronte Popolare, Arsen Avakov ed io, tutti crediamo che questo possa essere un precedente molto pericoloso”.

Al momento, Avakov è una delle figure chiave del Partito Fronte Popolare, che ha battuto di poco il Blocco di Petro Poroshenko durante le elezioni generali del 2014, guadagnandosi il 22,14 contro il 21,82% dei voti, rispettivamente. Come risultato, Arseniy Yatseniuk, in qualità di leader del Fronte Popolare, ha mantenuto la sua posizione di primo ministro per i successivi 18 mesi, fino ad aprile 2016. A quel punto, è stato sostituito dall’attuale primo ministro, Volodymir Groysman.

L’anno scorso, il ministro degli Interni, Avakov è riuscito ad aumentare il budget statale della polizia nazionale e la guardia nazionale del 12%. La spesa totale per tutte le agenzie e dipartimenti sotto il suo controllo ammonta ora a 46,3 miliardi di grivna (2 miliardi di dollari), mentre le spese totali per il ministero della difesa sono maggiori: 64,4 miliardi di grivna (3,2 miliardi di dollari). Allo stesso tempo, la Guardia Nazionale, controllata dal ministero degli interni, ha equipaggiamenti, veicoli, uniformi e altri equipaggiamenti migliori di quelli che i militari ucraini usano generalmente in prima linea (osservazioni dirette dell’autore, a Peski e Avdiivka, 25 marzo-2 aprile).
Le preesistenti tensioni tra Avakov e Poroshenko si sono ulteriormente esacerbate dopo che a metà ottobre 2017 diverse centinaia di manifestanti hanno montato le tende davanti al parlamento ucraino (Verkhovna Rada) per criticare il lento barcamenarsi dell’amministrazione presidenziale per le riforme anti-corruzione. Nonostante una serie di violazioni sia da parte dei dimostranti che delle forze dell’ordine, la Polizia Nazionale alla fine ha intrapreso un percorso neutrale ed ha permesso ai manifestanti di rimanere sulla piazza di fronte alla Rada. Però, solo due settimane dopo, Oleksandr Avakov è stato arrestato dall’ufficio nazionale anticorruzione, che lo ha accusato di un crimine che avrebbe commesso quasi tre anni fa.

Tutte queste questioni hanno sollevato dubbi sul fatto che il ministro degli interni Avakov fosse in grado di sfidare il presidente Poroshenko politicamente o addirittura militarmente (in uno scenario di colpo di stato). Cosa succederebbe se Avakov dovesse schierarsi dalla parte dei manifestanti e usarli come scudo per spingere Poroshenko a dimettersi? Che dire del battaglione “Azov”, che rimane sotto il controllo del ministro Avakov come parte della Guardia nazionale? L’unità “Azov” è stata fondata nel 2014 dal leader di estrema destra del “Partito del Corpo Nazionale”, Andrii Biletsky. Oggi questa unità è completamente finanziata dal governo ed è completamente fedele al ministro Avakov.

Un altro dato allarmante per Poroshenko è un sondaggio dell’Istituto repubblicano internazionale (IRI), pubblicato la scorsa estate, che mostra che il 72% degli ucraini è convinto che il proprio paese si stia muovendo nella direzione sbagliata, e solo il 13% degli intervistati pensa che l’Ucraina stia andando verso la prosperità. Inoltre, il 39% crede “che il Presidente abbia la responsabilità primaria dell’attuale situazione in Ucraina”. Vale la pena di sottolineare che solo il 4% degli intervistati afferma che la colpa sia della Russia. In effetti, il 43 percento “disapprova fortemente” le prestazioni lavorative del presidente Poroshenko.

Questo profondo pessimismo pubblico, combinato con l’assenza di riforme fondamentali e l’enorme corruzione hanno scatenato ulteriori proteste in tutto il paese. Queste manifestazioni hanno attirato la società civile, i veterani di guerra del Donbas, i volontari, gli imprenditori e altri attivisti.

Nell’odierna Ucraina, uscire in strada per protestare è ancora considerato uno dei mezzi chiave per raggiungere la giustizia, i diritti umani e denunciare la corruzione. Se un giorno un’altra rivolta si trasformasse in un nuovo “Maidan”, coloro che detengono il controllo delle milizie o della polizia sarebbero gli attori chiave, e potrebbero fortemente influenzare i risultati delle eventuali possibili proteste. La rivolta di EuroMaidan del 2013-2014 è illustrativa di questa realtà.

Secondo la costituzione ucraina il presidente può utilizzare l’esercito su tutto il territorio del paese solo se dichiara lo stato di emergenza, senza questa evenienza sarà la guardia nazionale e la polizia che intraprendono qualsiasi tipo di risposta. Quindi, è difficile quantificare il ruolo di Avakov nel paese, la sua posizione gli consente di manipolare il presidente ed ottenerne i benefici politici, tanto da riuscire ad impedire a Poroshenko di indire le elezioni anticipate. Il partito Fronte Popolare di Avakov, che in parlamento detiene 81 seggi su 450, in caso di elezioni, potrebbe non riuscire a superare la soglia per entrare in parlamento, perché la sua attuale popolarità si attesta a circa lo 0,4 per cento.

Un ultimo fattore da tenere d’occhio è l’alto numero di veterani ucraini – circa 300.000 uomini – che hanno prestato servizio nel Donbas ed hanno partecipato agli scontri militari diretti contro le forze combinate russo-separatiste. Dopo essere tornati a casa, molti di loro non stanno vedendo cambiamenti e devono costantemente lottare per sostenere le loro famiglie, tanti soffrono di problemi emotivi, ma non ricevono le cure mediche adeguate. Questa rappresenta una categoria vulnerabile che potrebbe facilmente essere assoldata dagli oligarchi o dai politici locali che potrebbero essere interessati ad aumentare le tensioni politiche.

Come tale, nel prossimo futuro il rischio di un eventuale colpo di stato violento è maggiore di quanto molti si possano aspettare. Numerosi attivisti ucraini, compresi quelli che tornano dal fronte, sono convinti che la corruzione, la mancanza di giustizia e la volontà politica di portare cambiamenti reali in Ucraina – valori richiesti in EuroMaidan – siano diventati il ​​nemico numero uno in patria. Per loro, la rivoluzione è incompleta e una nuova rivolta è vista come l’unica soluzione. Lo stallo Poroshenko-Avakov potrebbe pericolosamente intensificare tali convinzioni.

Tags: , , , ,

Rispondi

Altre storie da- News

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.