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12 dicembre 2017

Crimea: territorio di spie | Crimea


Un tribunale russo di Sevastopoli il 16 novembre ha condannato l’ex esperto militare ucraino Dmitry Shtyblykov, a cinque anni di carcere duro. Shtyblykov è stato un collaboratore del think tank Nomos che ha operato a Sebastopoli prima dell’illegale annessione della Crimea nel 2014.

Il 9 novembre 2016, è stato fermato nella città portuale del Mar Nero insieme ad altri due “sospetti”, Vladimir Dudtko e Alexey Bessarabov (anche quest’ultimo ha collaborato con Nomos). Tutti e tre sono ex ufficiali ucraini. Secondo il servizio di sicurezza federale russo (FSB), questo “gruppo sovversivo e terroristico” del Servizio di intelligence ucraino “mirava a commettere atti di sabotaggio contro le infrastrutture militari e di sostentamento della penisola di Crimea”.

Il ministero della Difesa ucraino ha negato queste accuse, etichettando le accuse russe come “fantomania”. Lo stesso ministero ucraino ha inoltre segnalato che le autorità russe stessero utilizzando un vecchio database di ex ufficiali ucraini per poter sostenere d’aver “fermato e arrestato spie e militari ucraini” ancora in servizio attivo sulla penisola di Crimea.
La guerra di spionaggio russo-ucraina in Crimea e dintorni risale a prima dell’annessione. Entrambe le parti si sono ripetutamente accusate a vicenda di condurre atti provocatori; ma a causa della segretezza e della sensibilità che circondano le operazioni di intelligence, è particolarmente difficile per gli analisti indipendenti giudicare la veridicità di ogni singolo incidente.

Le uniche cose possibili sono riportare le accuse ufficiali e le domande riconvenzionali delle autorità; inoltre, i casi segnalati che sporadicamente appaionon ei media tendono ad essere analizzati solo in termini di situazione dei diritti umani. Tuttavia, è possibile fornire almeno un elenco parziale degli episodi più clamorosi accaduti negli ultimi anni e cercare di trarre alcune conclusioni sulle operazioni di intelligence e contronotifica che sono in corso in Crimea.

Probabilmente il primo caso segnalato dopo l’illegale annessione della penisola, risale a maggio 2014, quando FSB ha arrestato quattro ucraini membri del gruppo di estrema destra, “Il Settore Destro”, O. Sentsov, S. Afanasyev, A. Chirny e A. Kolchenko. Tutti e quattro sono stati condannati per “aver tentato di commettere atti di sabotaggio e terrorismo”; ma Kyiv li considera prigionieri politici.

Un anno dopo, in due incidenti minori, FSB ha catturato un agente del Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SSU) con l’accusa di “perlustrare, raccogliere e riportare i dati della flotta del Mar Nero a Sevastopoli”. Inoltre, un membro del battaglione di volontari ucraino “Azov”, è stato catturato in Crimea per una “presunta operazione di attacchi contro una moschea e proposito di far saltare l’ufficio del procuratore locale a Simferopoli”.

A metà 2016, le autorità russe hanno affermato che un “gruppo di sabotaggio” ucraino aveva cercato d’infiltrarsi in Crimea per organizzare provocazioni e “persino attacchi terroristici per impedire la stagione turistica nella penisola”. Secondo il servizio di sicurezza federale, nell’operazione sono morti un agente di FSB e un soldato, mentre sono stati arrestati diversi ucraini e molti altri sottoposti ad interrogatorio. I funzionari ucraini hanno negato tutte le accuse e a loro volta hanno biasimato il Cremlino di diffondere informazioni tendenziose e non corrispondenti alla verità.

Quest’anno sono apparsi diversi incidenti. A febbraio, FSB ha sostenuto che un “diversivo” del gruppo della società civile tartara di Crimea “Asker”, ha cercato di entrare in Crimea dalla terraferma. Mentre, il 30 giugno, due guardie di frontiera russe sono state catturate dagli ucraini nella regione di Kherson e sono state imprigionate. Sorprendentemente, il 3 ottobre, due guardie di confine ucraine sono state arrestate in territorio russo vicino alla regione ucraina di Sumy (a nord-ovest di Kharkiv). La posizione ufficiale di Kyiv è che le guardie di confine ucraine siano state rapite per scambiarle con le due guardie di frontiera russe arrestate dall’Ucraina a Kherson.

Il 12 agosto, Genadiy Limeshenko, identificato come un agente della SSU, è stato arrestato da FSB in Crimea e accusato di “aver tentato di danneggiare le linee elettriche nella zona di Sudak-Novy Svet” e presumibilmente di aver pianificato di “appiccare incendi nelle vicinanze”. Lo stesso mese, è stato segnalato un caso straordinario a Sebastopoli, dove il quartier generale locale di FSB (che precedentemente ospitava SSU) è stato assediato dalle forze speciali russe e dalla guardia nazionale. L’incidente apparentemente non era stato pianificato come una esercitazione.

In ottobre, è emerso un tentativo ucraino di infiltrazione nei ranghi militari russi di stanza in Crimea. Secondo quanto riferito, due ex cittadini ucraini, che dopo l’annessione avevano deciso di rimanere in Crimea ed hanno preso la cittadinanza russa, sono stati accusati di spionaggio per Kyiv e di raccogliere informazioni sulla flotta del Mar Nero. Infine, il 31 ottobre, nei pressi della città costiera di Alushta, sono avvenute diverse esplosioni di gasdotti e sono state distrutte un certo numero di linee elettriche. FSB non ha escluso che fossero stati due atti di sabotaggio. È interessante notare che, a settembre 2016, la Russia nella 47a divisione di difesa territoriale, ha istituito un’unità antisabotaggio, con sede a Sebastopoli.

Sulla base di questi e altri casi, le autorità russe vedono in Crimea un costante pericolo che proviene da vari gruppi di sabotatori e diversivi, compresi membri dell’esercito ucraino, rappresentanti delle organizzazioni dei tartari di Crimea e membri di Hizb ut-Tahrir, ucraini che nella Crimea occupata detengono ancora la loro identità nazionale, per non parlare delle persone che si oppongono o disapprovano la linea politica ufficiale. Le operazioni a cui Mosca è chiamata a difendersi sono molto diverse: alcune includono i tentativi di indebolire la sicurezza del ponte e dello stretto di Kerch; violazione della sicurezza delle strutture militari in Crimea; tentativi d’attraversamento del confine della penisola dal continente ucraino o dalle coste e dalle acque territoriali della Crimea – luoghi che godono di particolare attenzione da parte dei russi sono le baie di Sebastopoli e Donuzlav, dove la Russia ha installato le sue principali strutture navali sulla penisola.

Dall’annessione del 2014, la Russia ha investito in modo sostanziale per rendere la Crimea una roccaforte militare e sta ripristinando la maggior parte delle strutture militari risalenti all’epoca sovietica. Eppure, accanto al suo valore militare e geostrategico, la Crimea rimane un’importante destinazione turistica, e molti dei suoi abitanti per il loro sostentamento dipendono da questo settore. Considerando questa vulnerabilità, la Russia affronta l’enigma politico di come salvaguardare la “fortezza Crimea” pur mantenendola aperta ai civili.

Per quanto tempo Mosca sarà in grado di mantenere questo equilibrio, dipende chiaramente da fattori sia esterni che interni. E i periodici incidenti di guerra di spie ucraino-russe sottolineano che entrambe le parti hanno ben chiara questa dinamica.

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