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12 dicembre 2017

Il progetto del Cremlino | Ucraina


La Russia sta manipolando le leggi internazionali e ucraine nel tentativo di attenuare le sanzioni. Il Cremlino sta cercando una revoca o un sollievo dalle sanzioni in Crimea e nel Donbas. I leader russi sono irritati per le restrizioni personali della cerchia ristretta di Vladimir Putin e per le sanzioni che vietano la fornitura di attrezzature e tecnologie in Crimea. Mosca quindi, attraverso i suoi uomini di paglia e giudici venali, sta tentando di raggirare le leggi ucraine.

Il cosiddetto governo russo della Crimea occupata intende presentare cause alle corti internazionali, sostenendo che le sanzioni imposte per l’annessione della penisola devono venir revocate perché ingiuste.

La notizia è stata resa pubblica grazie ad un’intervista a Aleksandr Molokhov, il responsabile del comitato di esperti di diritto internazionale della “rappresentazione” dell’annessa Crimea sotto il presidente della Russia. “Il lavoro è in corso, e se non sarà quest’anno, sarà il prossimo, ma lo faremo sicuramente. Stiamo lavorando in due direzioni: la prima è contro le sanzioni personali, qui stiamo scegliendo un candidato a cui sono state indebitamente introdotte le sanzioni; la seconda è direttamente contro tutte le sanzioni imposte alla Crimea – ha sottolineato Molokhov – La difficoltà è che dovremo andare in un tribunale estero, presso la Corte di giustizia europea in Lussemburgo, e ciò richiede un importante budget di spese, ma agiremo di sicuro”, ha riportato RIA Novosti.

Questa non è la prima volta che Molokhov e il “governo” della Crimea nel suo insieme stanno discutendo le prospettive per un’azione legale nei tribunali internazionali contro le sanzioni. All’inizio di novembre, nel cosiddetto Forum degli amici della Crimea, tenutosi nella stessa penisola, Molokhov ha annunciato la costituzione di un gruppo giuridico speciale “per combattere le sanzioni”. Poi ha ricordato che nelle entità internazionali – Corte di giustizia europea, il Parlamento europeo e Il Consiglio d’Europa – gli emissari russi continuano a sostenere che il “referendum” di Crimea è stato legittimo; pertanto, le sanzioni USA e UE devono essere revocate. Allo stesso tempo, avvocati e diplomatici russi non specificano quando verranno depositati i documenti per dare inizio alla prima causa.

Mentre ha preso a calci la cosiddetta “primavera russa” in Crimea e nel Donbas, Vladimir Putin non ha considerato le conseguenze economiche della sua aggressione. Le azioni del governo russo, nei primi mesi dopo l’annessione della Crimea, mostrano chiaramente che il Cremlino non pensava di trovarsi una Crimea con le sanzioni, un blocco commerciale e una ristrettezza economica dovuta anche alla crisi economica nazionale, sia per le sanzioni occdientali, che per il crollo del valore del petrolio.

Il primo grave colpo, però, a Putin è arrivato dal blocco idrico della Crimea da parte dell’Ucraina. Prima dell’annessione, il canale della Crimea settentrionale trasportava circa l’85% del fabbisogno di acqua dell’industria e dell’agricoltura della penisola. Il blocco del canale ha causato una grave penuria. Oggi, la Crimea riceve acqua potabile da 15 bacini che dipendono dalle precipitazioni e dalle fonti sotterranee. L’area irrigua delle steppe della Crimea è stata notevolmente ridotta. Gli agricoltori devono scavare pozzi, il che si traduce in un esaurimento delle falde acquifere e salinità del suolo. Senza l’acqua del Dnepr, la penisola potrebbe trovarsi di fronte a un disastro ambientale. La mineralizzazione dell’acqua nel centro e nel nord ha già superato la norma due o tre volte. Mosca non è in grado di soddisfare il bisogno di acqua della Crimea senza la partecipazione dell’Ucraina. Il “governo” di Crimea ha discusso il piano di costruzione di un dotto da Kuban, tuttavia, il progetto è stato abbandonato perché la regione stessa soffre di carenza idrica.

Un successivo dissesto sono state le sanzioni settoriali occidentali e il blocco commerciale del territorio. Privata del confine terrestre ucraino, la Crimea è diventata un’isola che gode della vicinanza della Russia. Ciò ha innescato un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e manufatti. In alcuni casi i prezzi sono saliti alle stelle, aumentando del 250-300% rispetto al 2013. Prima del “referendum”, i politici e i propagandisti russi cercavano di attirare gli abitanti della Crimea promettendo “alti salari” e generosi benefici sociali. Oggi, i salari medi a Simferopoli sono di circa 250-300 dollari al mese. Prima dell’annessione, i redditi erano quasi gli stessi, mentre i prezzi erano sostanzialmente inferiori. Le autorità russe hanno promesso di creare molti nuovi posti di lavoro, ma ad oggi è vero il contrario. La grande industria russa, le catene di negozi e le banche statali stanno lasciando la penisola per stare alla larga dalle sanzioni. L’unico operatore di telefonia mobile è MTC russo, che lavora attraverso aziende fittizie.

La leadership russa non si preoccupa del modo in cui vivono i crimeani. Mosca è interessata solo allo sviluppo della sua base militare, per la quale ha bisogno di tecnologie occidentali e di produzione interna di energia elettrica, gas e petrolio. Dopo che gli attivisti ucraini avevano interrotto l’approvvigionamento energetico della penisola, gli invasori hanno dovuto affrontare l’acuta necessità di costruire le proprie centrali termoelettriche.

Il cosiddetto ponte energetico da Kuban proposto da Putin, si è rivelata una trovata pubblicitaria. L’inaugurazione del “ponte” è servita solo per vedere i fuochi d’artificio: Putin e i funzionari locali hanno affermato che la repubblica aveva guadagnato “l’indipendenza energetica”, ma il “ponte energetico” l’anno scorso è andato fuori uso molte volte. Il sistema non è in grado di sostenere il carico.

Mosca sta cercando di risolvere il problema costruendo due centrali elettriche, ma il progetto procede molto lentamente. Il punto è che la Russia non ha attrezzature e tecnologie proprie. Il tentativo di consegnare le turbine tedesche Siemens in Crimea ha causato un grandioso scandalo. I giornalisti tedeschi hanno scoperto che Putin alla direzione aziendale aveva promesso personalmente che le turbine non sarebbero andate in Crimea, ma ha mentito per l’ennesima volta. E ora, sebbene le autorità russe hanno chiarito che le turbine rimarranno in Crimea, ciò non risolverà il problema: hanno bisogno di assistenza, e dopo un simil scandalo, è improbabile che gli specialisti Siemens si rechino in Crimea, anche a condizione di completo anonimato. Inoltre, le sanzioni americane ed europee hanno costretto il monopolista russo Rosneft a congelare i suoi progetti sul Mar Nero.

Tutti i tentativi di Mosca di “vendere” la sua apparente assistenza all’Occidente nella soluzione della questione siriana, o di “scambiare” il Donbas per la Crimea sono falliti con un botto. I tentativi del Cremlino di interferire con le elezioni americane hanno portato a sanzioni più severe e aumentato le possibilità che l’Ucraina riceva armi letali dagli Stati Uniti. Il Cremlino sa fin troppo bene che in queste condizioni è impossibile risolvere la “questione ucraina”. Questo è il motivo per cui i funzionari russi intendono presentare cause alle corti internazionali.
Borys Babin, il rappresentante del presidente dell’Ucraina nella Repubblica autonoma di Crimea, ha sostenuto che i russi nelle corti europee potrebbero ottenere un certo successo. “Non c’è da meravigliarsi che i russi sperino d’ottenere una revoca delle sanzioni a livello internazionale perché lo stanno già facendo in un tribunale ucraino”, ha sottolineato il funzionario.

L’affermazione di Babin si basa sul fatto che all’inizio di novembre un tribunale amministrativo del distretto di Kyiv ha annullato la decisione del ministero dell’Economia dell’Ucraina d’imporre sanzioni contro la filiale ucraina di una compagnia di navigazione marittima russa. La sentenza è stata pubblicata sul sito web del registro generale delle decisioni giudiziarie. L’entità in questione è il Registro Navale delle Spedizioni in Ucraina, che appartiene al Registro Navale della Navigazione russa.

Lo scorso marzo l’ufficio di indagine ucraino ha scoperto che l’ente stava operando nella penisola occupata nonostante il divieto. Sulla base dei materiali raccolti dai pubblici ministeri militari, il Ministero dello Sviluppo Economico ha imposto restrizioni al Registro navale della navigazione russo e alle sue filiali in Ucraina. Ora il tribunale amministrativo di Kiev ha revocato tutte le sanzioni. La sentenza attesta che il Registro Marittimo della Navigazione in Ucraina non ha violato le leggi del paese. L’Ufficio del pubblico ministero militare ha annunciato di non condividere una “tale assurda decisione e che contro di essa presenterà appello”.

Secondo le nostre fonti nel governo ucraino, il blocco idrico della Crimea potrebbe essere il prossimo oggetto di un “attacco giudiziario”. I russi potrebbero usare come copertura le imprese private che presumibilmente hanno sofferto per il blocco del Canale della Crimea settentrionale. Il Cremlino ha due opzioni per risolvere il problema idrico della Crimea: ricattare Kyiv con l’escalation delle ostilità nel Donbas o ricorrere “all’abilità”. Quest’ultima prevede una serie di misure politiche e legali per screditare lo stato, la leadership e il sistema giuridico ucraino nel suo complesso. Uno dei funzionari ucraini, in forma di anonimato, mi ha confidato che i russi si avvalgono dei giudici e degli avvocati venali ucraini. “L’intenzione è di presentare cause legali a tribunali commerciali per conto di imprese private che hanno presumibilmente sofferto per il blocco dell’acqua: loro chiederanno i danni associati al blocco del canale.

I russi hanno bisogno di questo tipo di sentenze per sbandierarle a Bruxelles o a Strasburgo e affermare: “l’Ucraina stessa ammette che le sue azioni erano illegali”, mi ha confidato il funzionario.
Il piano di Mosca potrebbe essere molto semplice: far cadere le sanzioni o alleggerirle sostanzialmente senza doversi ritirare dai territori occupati dell’Ucraina. E, “per questo fine, un gran numero di agenti del Cremlino in Ucraina e in Occidente stanno operando con immensi fondi a disposizione”, ha continuato il funzionario.

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