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12 dicembre 2017

Russia: le morti dei soldati russi | Russia


La Russia si è molto applicata per convincere il mondo dell’aumento del suo potere militare, ma ha sempre tenuto nascosto i suoi costi, sia in termini di sangue, che economici. In questi giorni, non è il ministero della difesa russo che ha pubblicato le statistiche dei decessi del personale in divisa russa dal 2010, ma una compagnia di assicurazioni, Sogaz.


La compagnia assicurativa ha fornito dati sul numero dei morti negli anni compresi tra il 2012 e il 2015, dati che sono problematici per il Cremlino, seppur rispetto al passato il numero delle vittime risulti inferiore. Le perdite di Boris Yeltsin in Cecenia lo hanno svuotato del sostegno pubblico e la costosa fallita avventura in Afghanistan da parte dell’Unione Sovietica ha contribuito ad accelerare la fine dell’impero.
Nel 2010, ad esempio, sono morti 478 soldati, secondo il ministero della Difesa. Nel riportare queste cifre, il quotidiano russo, Vedomosti, ha osservato che “in media in questo periodo la mortalità è stata essenzialmente inferiore a quella del primo decennio del XXI secolo” quando le forze russe erano impegnate in un numero minore di azioni militari rispetto al secondo quando le forze armate erano di dimensioni più ridotte.

Nel 2015, Putin è stato accusato di nascondere le perdite in Ucraina orientale, dove la Russia ostinatamente nega il suo coinvolgimento militare, e d’aver classificato i dati delle perdite subite in “operazioni militari in tempo di pace”.

Vedomosti ha anche scoperto il numero delle vittime sul sito web degli appalti pubblici del governo russo: 430 militari russi sono morti nel 2012, 396 nel 2013, 790 nel 2014 e 626 nel 2015. Non ci sono distinzioni tra morti in combattimento e morti per altre cause in situazioni di non combattimento. A ottobre, Sogaz, una compagnia di assicurazioni di proprietà di un gruppo di investitori vicino a Putin, ha vinto la gara d’appalto per assicurare il personale militare russo contro la morte e le ferite. Nel 2016 in servizio attivo – arruolati, soldati a contratto professionale, ufficiali – sono stati assicurati 1.191.095 persone.

Insieme ai requisiti e alle tabelle di probabilità, il Ministero della Difesa, che ha organizzato l’appalto, ha pubblicato il numero di richieste di risarcimento assicurative effettuate dal 2012 fino al 2016. Di queste richieste, 3.198 sono state relative a decessi. Le morti non si sono verificate necessariamente nello stesso anno in cui sono state comunicate, ma il conteggio dovrebbe essere abbastanza vicino al numero effettivo delle vittime.

Questi numeri sono di gran lunga inferiori alle perdite precedenti. Nel 2000, ad esempio, i militari russi hanno perso 1.310 persone in Cecenia, secondo le statistiche ufficiali.
Nel 2014, l’Ucraina ha accusato la Russia d’aver inviato le truppe per impedirle di schiacciare le due “Repubbliche Popolari” filo-russe e separatiste nella sua parte orientale. Le truppe russe regolari apparentemente si sono presentate in Ucraina orientale nei momenti cruciali del conflitto, come quando l’esercito ucraino è stato circondato a Ilovaysk nell’agosto e settembre 2014 e quando è stato schiacciato a Debaltseve a gennaio e febbraio 2015. Secondo il ministero della difesa ucraino, Kyiv ha perso 432 soldati in queste due battaglie. Se il picco delle vittime russe nel 2014 indica l’episodio di Ilovaysk e se i circa 430 morti all’anno nel 2012 e nel 2013 sono numeri standard, la Russia ha perso circa 360 membri nell’intervento di Ilovaysk; mentre a Debaltseve circa 196.

Riferendosi a questo schema, il portale Ekho Moskvy ha sottolineato che “il ministero della Difesa non ha spiegato la crescita della mortalità del suo personale durante la prima fase acuta del conflitto nell’est dell’Ucraina” né ha spiegato perché “il numero dei morti” ha avuto una tendenza stabile a diminuire.
Le perdite militari regolari in Siria non sono state così evidenti, perché la Russia nel settembre 2015 a sostegno del presidente Bashar Al-Assad, ha iniziato un’operazione prevalentemente aerea.

Quando Putin è andato in soccorso di Assad, molti russi – tra cui alcuni sostenitori di Putin – temevano che potesse impantanarsi, come hanno fatto i sovietici in Afghanistan negli anni ’80. L’Unione Sovietica ha perso più di 15.000 persone nella guerra dei 10 anni. Svetlana Aleksievich, un premio Nobel, ha descritto il dolore e la rabbia nel suo romanzo del 1989, Zinc Boys. In termini di vittime militari, tuttavia, la campagna siriana di Putin è costata pochissimo al suo regime, e ora che i combattimenti sono quasi terminati, qualsiasi danno alla sua posizione interna è altamente improbabile.

La tradizione militare russa – almeno nelle guerre del 20° secolo – non riguardava il mantenimento in vita dei soldati, ma il raggiungimento degli obiettivi ad ogni costo. I numeri attuali indicano un cambiamento, ma forse non del tutto positivo. Sotto Putin, la Russia combatte le sue guerre in un modo diverso.

In Ucraina, sono le forze separatiste – costituite da cittadini locali, volontari nazionalisti russi, “turisti” e mercenari – che stanno subendo il peso delle perdite, di cui non si conoscono i numeri. In Siria, gli stivali russi sul terreno – al contrario degli aerei in volo – non erano membri regolari in servizio, ma combattenti del gruppo Wagner – una compagnia militare privata diretta da Dmitri Utkin, un ex ufficiale militare russo. La sua forza mercenaria di 6.000 uomini ha preso parte all’azione ucraina, inclusa l’acquisizione della Crimea e le battaglie di IIovaysk e Debaltseve. Ci sono solo informazioni sparse sulle perdite di Wagner, anche se hanno poco significato politico, naturalmente.

Quando Putin ha aumentato e riarmato l’esercito russo abbracciando il concetto di guerra ibrida, ha spostato gran parte del peso sulle spalle degli irregolari. E, grazie a questo cambiamento, le perdite militari della Russia nel 2014, l’anno peggiore degli ultimi cinque anni, hanno raggiunto “solo” 790 vittime.
Dopo che Vedomosti ha scoperto la documentazione della gara, contrariamente ad una pratica consolidata, il ministero della Difesa russo non ha cercato di negare i numeri delle vittime. Quindi forse la fuga non è stata casuale: Putin ha annunciato la sua partecipazione ad un quarto mandato presidenziale e le perdite relativamente piccole dovrebbero aiutarlo a mostrare le sue prodezze come comandante in capo.

Tuttavia, non potranno giustificare la distruzione dell’Ucraina o il costo umano, economico e diplomatico che la disastrosa decisione di Putin ha imposto alla Russia stessa.

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