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12 dicembre 2017

Non ci sono alternative | Russia


Il presidente Vladimir Putin ha annunciato la sua partecipazione alle elezioni presidenziali del 2018. L’annuncio è stato fatto durante un incontro con i lavoratori della fabbrica di automobili GAZ, a Nizhny Novgorod. L’occasione è stata data dall’85° anniversario della ditta.
“Questa è sempre una decisione molto responsabile per qualsiasi individuo. Perché il motivo di una tale scelta è legata al solo desiderio di migliorare la vita delle persone del nostro paese, renderlo più potente, più protetto e lungimirante. E questi obiettivi possono essere raggiunti solo ad una condizione: se la gente si fida e ti sostiene”, ha riferito Putin, come ha riportato Rossiya 24.


Perché l’annuncio di Putin che corre per la rielezione non è molto importante? Perché muore, il già puramente simbolico e unico mistero delle elezioni presidenziali del 2018.
La dichiarazione è avvenuta. Il 6 dicembre, Vladimir Putin ha affermato davanti ai dipendenti della fabbrica di automobili GAZ a Nizhny Novgorod che intende candidarsi per un quarto mandato come presidente. “GAZ ti sostiene” [GAZ za vas], gli operai hanno cantato in risposta. Quindi la leggera suspense generata dalle elezioni presidenziali del 2018, è arrivata ad una fine banale.

No, non esisteva alcun mistero sul fatto che Putin avrebbe corso. Il suo schivo discorso per un’ipotetica possibilità di non concorrere è morto diversi giorni dopo la sua formulazione, lasciando un leggero senso di imbarazzo. L’unico segreto rimasto vivo era legato al quando e dove avrebbe confermato la sua partecipazione. C’erano molte opzioni e molte discussioni, e i pro e i contro per questo o quello erano numerosi, ma non c’era nessun senso in tutto ciò. Quello che i dipendenti di GAZ hanno udito a Nizhny Novgorod il 6 dicembre lo avrebbe potuto dire oggi, ieri o il 31 dicembre.

Avrebbe potuto renderlo noto a Mosca, Penza o Tynda, oppure spiegarlo ai soldati, scolari o cuochi. Alla vigilia dell’annuncio, il suo portavoce ha affermato che avremmo dovuto aspettarci che Putin avrebbe potuto lanciare in qualsiasi giorno il suo cappello nell’anello delle rielezioni. Dovevamo essere pronti ad ascoltarlo. La gente ha aspettato e si è anche stancata d’attendere, ora finalmente è finita anche l’attesa.

Il leader ceceno Ramzan Kadyrov ha soprannominato il 6 dicembre 2017, un “giorno storico, un giorno festivo”, ovviamente, ma è improbabile che passerà alla storia tanto quanto il 24 settembre 2011, quando è trapelato che Putin avrebbe cercato un terzo mandato come presidente, e Dmitry Medvedev sarebbe stato un presidente a termine. Quella è stata una scelta fondamentale; la scelta di oggi è formale, e in effetti non c’è scelta.
Il 6 dicembre 2017, l’unico mistero delle elezioni presidenziali del 2018, un mistero puramente formale, è morto. Sì, dobbiamo ancora aspettare l’annuncio ufficiale del giorno delle elezioni, il calcio d’inizio della campagna e la nomina di altri candidati. (Anche se Alexei Navalny, che sta davvero cercando di conquistare la presidenza, è improbabile che sia tra di loro).

Seguirà una campagna, il solito rifiuto di discutere con gli altri candidati, il voto e, infine, il conteggio e l’annuncio dei risultati. Ma niente di tutto questo significa qualcosa per le persone, eccetto che per i cronisti elettorali ufficiali e la Commissione elettorale centrale. Tutte queste fasi obbligatorie ma puramente tecniche e le loro circostanze sono viste da molti come un ostacolo inutile, in particolare dagli economisti liberali, che sono costretti ad aspettare, prima per le elezioni, e poi l’inaugurazione del nuovo vecchio presidente, come un segnale per il lancio di riforme (o sognarle).

Tutti gli altri considerano l’auto-nomina di Putin qualcosa di simile alla venuta del nuovo anno. Il giorno dopo, la vita andrà avanti come prima, indipendentemente dalle illusioni irrazionali del Capodanno.
La Russia affronterà altri sei anni di vita sotto Putin. Dobbiamo immaginare che saranno più o meno come i diciassette anni precedenti del governo di Putin. Gli operai della GAZ assembleranno le auto, i liberali parleranno della necessità di riforme, Kadyrov loderà il presidente nei cieli e Navalny si batterà per il diritto di ottenere il suo nome in un ballottaggio.

Mentre questo va avanti, le persone che sono nate quando Putin era già presidente diventeranno adulte, il che significa elettori a pieno titolo. Un’intera generazione diventerà maggiorenne, una generazione per la quale la principale suspence delle elezioni presidenziali sarà la scelta del giorno e del luogo in cui il presidente affermerà di essere un candidato per la rielezione, un annuncio che dovranno attendere ogni giorno.

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