Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

12 dicembre 2017

Ucraina: PGO contro NABU | Ucraina


La resa dei conti in piena regola tra l’Ufficio del Procuratore Generale (PGO) e il servizio di sicurezza (SBU), da un lato, e l’Ufficio nazionale anticorruzione (NABU) dall’altro, potrebbe portare l’Ucraina a conseguenze catastrofiche.

È possibile che questa divergenza possa diventare un Rubicone per l’Occidente, il quale effettivamente inizi a credere che nella fase attuale Kyiv sia semplicemente impossibile da riformare e, quindi, che non ci sia più senso ad adoperarsi per sostenerne l’élite politica, che sembra non aver realizzato la possibilità storica che le è capitata.

In generale, è imbarazzante notare che quasi in ogni parola espressa durante i negoziati pubblici tra i funzionari ucraini e i loro partner occidentali ci sia sempre un accento in cui questi ultimi rimproverano Kyiv per la sua insufficiente lotta alla corruzione. Ora, nell’ultima diatriba PGO-NABU ognuno dei due contendenti ha i suoi argomenti, che all’apparenza sembrano più che logici e che contengono tutto il diritto necessario per sostenerli.

Purtroppo però, tutto si riduce ad un fatto che è molto chiaro solo al pubblico ucraino, una platea esperta a queste situazioni. In effetti, è lampante che non si possa mettere da parte la sensazione che i “riformatori” di PGO stiano cercando d’imbiancare alcuni funzionari corrotti. Nel frattempo, le dichiarazioni che spiegano che gli agenti sotto copertura di NABU per le ragioni più disparate non sono stati reclutati tramite una competizione pubblica, portano i segni di una schizofrenia collettiva. Non è un segreto che l’istituzione di “controllori” anti-corruzione indipendenti, NABU, fosse stata una struttura promossa e imposta ufficialmente a Kyiv da coloro che sono al di là dell’Atlantico, e anche da quelli che sono al di qua.

In effetti, si era creata la strana situazione in cui gli Stati Uniti hanno chiesto all’Ucraina di porre le basi per delle strutture capaci d’interdire i furti da parte dei dipendenti pubblici, mentre coloro che non fossero stati in grado di resistere alla tentazione sarebbero stati messi alla porta e cacciati dai loro accoglienti uffici. Il procuratore generale con la sua ultima dichiarazione, nella quale ha esternato che NABU non è altro che un “gruppo illegale che opera con mezzi illegali”, è come se avesse sputato in faccia agli Stati Uniti. Lutsenko non si è sentito a suo agio con il fatto che NABU avesse condotto un’operazione congiunta con FBI, e quindi l’ha etichettata come “illegale”.

In realtà, con una tale affermazione Yuriy Lutsenko ha colpito in modo colossale i miti della propaganda russa. Il fatto è che Mosca ha a lungo sottolineato che gli americani controllano quasi tutte le autorità ucraine, e qui sentiamo il Procuratore generale che a quanto pare non gliene importa nulla di Washington. Chi ora può avere il coraggio d’affermare che Kyiv non ha perso la sua soggettività ?!

C’è persino l’impressione che tra un po’, PGO possa andare oltre e sostenere che gli Stati Uniti interferiscono negli affari interni dell’Ucraina. Questo ci ricorda quello che gli alleati di Viktor Yanukovich mormoravano circa quattro anni fa, mentre all’inizio di quest’anno anche il presidente russo Vladimir Putin ha fatto simili accenni. Nel marzo 2017, quando Putin ha incontrato i procuratori russi ha suggerito loro che gli organismi anti-corruzione dell’Europa orientale sono stati creati da “paesi che rivendicano la leadership globale” per “manipolare la sfera politica interna”.

Allo stesso tempo, il presidente russo ha promesso che ciò non sarebbe mai accaduto in Russia; ma ora sembra che qualcuno a Kyiv l’abbia ascoltato ed abbia lanciato l’attacco agli agenti NABU. Non si tratta solo della fuga di dati personali dell’acclamata agente infiltrata “Katerina” – qui si sta principalmente parlando di una minaccia al continuo sostegno occidentale al paese. Non è un segreto che l’Occidente è ormai stanco della mancanza di strategie per l’Ucraina, così adesso molti leader, specialmente quelli delle capitali europee, hanno ottenuto un ottimo argomento per la loro disputa tra denaro e valori e del perché gli uomini d’affari senza principi debbano perdere i loro contratti e profitti per le sanzioni anti-russe, visto che gli stessi ucraini non elogiano tali sacrifici …

Ora, mentre gli Stati Uniti stanno avvertendo l’Ucraina di una possibile sospensione del sostegno internazionale che, sommata alle difficoltà per la formazione di una coalizione in Germania e alla stanchezza dell’EU per l’Ucraina in generale, ha dato origine ad un dialogo politico di basso profilo tra la Mosca e Bruxelles, c’è il rischio che venga seriamente minata l’unità del mondo occidentale sulla questione ucraina.

Molti, troppi individui stanno da tempo desiderando di consegnare la pagina con la revoca delle “sanzioni”; quindi oggi dobbiamo riconoscere il “coraggio” dei leader ucraini: sembra che non abbiano paura d’essere lasciati soli di fronte all’orso russo. Forse pensano di poter raggiungere un qualche tipo di accordo; ma si sbagliano. Alla prima occasione, l’amichevole e baldanzoso orsacchiotto li farà semplicemente a pezzi.

Tags: , , , , ,

Rispondi

Altre storie da- News

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.