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18 gennaio 2018

La legittimità delle misure contro Saakashvili | Ucraina


Il procuratore generale dell’Ucraina, Yuriy Lutsenko, l’8 dicembre sera ha reso noto che “il leader del Movimento delle Forze Nuove Mikheil Saakashvili è detenuto in una struttura di detenzione temporanea”, e, mentre le azioni investigative sono state pianificate, gli incaricati si sono rivolti al tribunale per ottenere una misura preventiva.

Le prime pesanti accuse contro l’ex presidente georgiano sono arrivate dal procuratore generale il 5 dicembre. In quell’occasione le forze di polizia nazionali hanno cercato di arrestare Saakashvili, tentativo andato a vuoto, ma le esternazioni del primo poliziotto ucraino hanno scatenato una serie di notizie in tutto il mondo. E, mentre il 5 dicembre Saakashvili era rimasto in libertà, il suo più stretto collaboratore, Severion Dangadze è stato posto in custodia cautelare per due mesi, senza cauzione. Per giustificare un’azione cautelare, le ragioni di Lutsenko devono avere una prerogativa giuridica.

Se genuini, i nastri presentati dal procuratore, sollevano seri problemi morali, proprio perché suggeriscono che sia l’ex presidente georgiano e governatore della regione di Odessa, oltre che aspirante rivale del presidente Petro Poroshenko, e Dangadze erano disposti a ricevere denaro per le loro proteste di piazza da Sergiy Kurchenko, personaggio che ha fatto i suoi milioni di dollari grazie alla sua stretta associazione con il regime di Viktor Yanukovich .

E, dal momento che Saakashvili nega tutta la vicenda, ci dovrà essere ovviamente un controllo molto accurato dell’autenticità dei nastri. Ma, mentre le registrazioni gettano un’ombra sul politico georgiano e sui suoi tentativi di suscitare un nuovo Maidan in Ucraina, non rimuovono le ombre che questi ultimi eventi hanno posto sul procuratore generale Yury Lutsenko e, probabilmente, sul presidente Poroshenko.

Se diamo un’occhiata più da vicino alle affermazioni di Lutsenko, secondo cui Saakashvili è “colpevole di un tentativo, grazie ad una precedente cospirazione, di finanziare azioni che mirano ad un violento cambiamento, o rovesciamento dell’ordine costituzionale, o al sequestro del potere”, notiamo che giuridicamente zoppicano.
Infatti, mentre le intercettazioni indicano la cospirazione, non raccolgono il tentativo di rovesciare il governo. In una parte del nastro, ad esempio, viene discusso il piano per far arrivare la folla che sorregge Saakashvili nella Verkhovna Rada. Ciò potrebbe essere distruttivo, ma non è affatto un tentativo di rovesciare violentemente l’attuale governo.

“Ciò che in realtà è in discussione è il finanziamento delle proteste di piazza per suscitare una protesta più grande”, ha affermato Mykola Khavronyuk, professore di diritto penale presso l’Accademia Mogyla a Kyiv, sottolineando con insistenza che “non esiste un tale articolo nel codice penale”.

Ma vediamo le prove finora presentate da Lutsenko.
Durante una conferenza stampa del 5 dicembre, Lutsenko ha affermato che “Saakashvili e i suoi associati hanno finanziato le proteste che aveva avviato per conquistare il potere statale in Ucraina e per aiutare i membri di un gruppo criminale organizzato da Yanukovich-Kurchenko”.
Anche se la divulgazione di informazioni sulle attività investigative era richiesta dall’importanza sociale del caso, tutte le parti, fino a quando una persona non ha affrontato un processo, devono comunque aderire alla presunzione di innocenza. Questo è il principio, comunque, che Lutsenko sta ignorando, come tutti i suoi predecessori e troppi altri funzionari pubblici.

Esiste tuttavia un altro serio problema, che risiede nei lusinghieri riferimenti di Lutsenko ad un “gruppo criminale Yanukovych-Kurchenko”. È questa presunta formazione che è accusata di aver aiutato Saakashvili, ed è presumibilmente la giustificazione usata per mettere Dangadze in custodia e accusarlo di “aiutare i membri delle organizzazioni criminali e l’occultamento delle loro attività criminali” (articolo 256).

Il Codice Penale ucraino, però, è piuttosto specifico su cosa sia un’organizzazione criminale, compreso il requisito che debba contenere almeno tre partecipanti. La recente controversa divulgazione di Lutsenko dei nomi delle persone che agiscono come detective segreti nell’Ufficio nazionale anti-corruzione dell’Ucraina [NABU] chiarisce che il procuratore non si preoccupa eccessivamente di rivelare informazioni sensibili. Qui, tuttavia, menziona solo due membri.

È stata la mancanza di volontà politica tra i leader dell’Ucraina, ha affermato Khavronyuk, ad impedire che il regime di Yanukovych venisse dichiarato criminale, con conseguente prosecuzione di accuse penali. Invece si sono accontentati d’imitare la cosiddetta “lustrazione”.
Se Lutsenko ha trovato prove concrete di un’organizzazione criminale che coinvolge Yanukovych, è una scoperta sensazionale, e dovrebbe riferirle in ogni caso.
Khavronyuk non vede nulla che possa suggerire una prova del genere, e rimane sempre la grande preoccupazione che al momento nelle intercettazioni non ci sia nessuna competenza che possa sostenere un crimine perseguibile.
La registrazione, ad esempio, inizia sostenendo che l’Ufficio del Procuratore Generale monitora le persone che aiutano Kurchenko e altri nella presunta organizzazione criminale di Yanukovich “nei loro tentativi di stabilire il controllo sui processi politici in Ucraina”.

Questo può essere riprovevole e, dati gli individui citati, certamente è un comportamento indesiderabile, ma non è un crimine.
Successivamente Lutsenko afferma che l’Ufficio del Procuratore Generale ha la prova di due “reati” – il finanziamento di proteste di massa e una cospirazione per impadronirsi del potere dello Stato in Ucraina.
Ancora una volta, non c’è nulla nella legislazione ucraina che proibisce l’assistenza finanziaria ai partecipanti alle riunioni pacifiche, e dall’ascolto delle intercettazioni non appare nulla che possa dimostrare una cospirazione per realizzare un colpo di stato.

Al contrario, i nastri chiariscono che la persona identificata come Dangadze, assicura all’altra persona, che presumibilmente svolge i compiti per Kurchenko, che è del tutto sicuro di “sequestrare il parlamento”. Ma è anche chiaro, tuttavia, che Saakashvili non sa nulla di tale piano e che Dangadze suggerisce al suo interlocutore che per quel ruolo avrebbe trovato qualcun altro.

Per definire una serie di atti una cospirazione per prendere il potere, è necessario mostrare la volontà di diverse persone che operano insieme e che tutte sono coordinate su singole azioni. L’unica ‘azione congiunta’ coordinata da tutti i partecipanti è la consegna del denaro (che non è un crimine) e i nastri dimostrano in realtà la mancanza di un piano d’azione per prendere il potere. Una cospirazione per prendere il potere avrebbe anche dovuto concordare le azioni che potevano portare alla reale possibilità di raggiungere un simile obiettivo. Anche se i manifestanti fossero riusciti a irrompere nella Verkhovna Rada, questo da solo è molto lontano dal prendere il controllo. Quindi, non solo non c’è prova di una cospirazione, ma anche se ci fosse, sarebbe solo un piano per conquistare i locali della Verkhovna Rada, un edificio amministrativo.

La richiesta, presumibilmente della persona che rappresenta Kurchenko, del fatto che se si fossero impossessati del potere avrebbero posto fine a tutti i procedimenti penali legati a Kurchenko, non ha suscitato promesse o assicurazioni da parte della persona indicata come Dangadze. Lo stesso vale per la supposta chiamata intercettata tra Saakashvili e Kurchenko. Le condizioni potrebbero essere state articolate, ma non c’è nulla nella presunta risposta di Saakashvili che possa indicare un accordo per cooperare o suggerire che stanno già cooperando. Chiarisce invece, che le risposte della persona accusata di essere Saakashvili, potrebbero fornire un esempio da manuale di come rispondere in modo tale che nessun tribunale possa stabilire l’essenza di ciò che è stato detto.

I soldi presumibilmente concordati per l’operazione “al confine” (quando i sostenitori di Saakashvili lo hanno aiutato a tornare in Ucraina) potrebbero costituire prove incriminanti solo se si dimostra che sono stati usati, ad esempio, per corrompere le guardie di frontiera. Pagare per i pasti, i biglietti, ecc. non è un crimine.

L’esperto legale lascia aperta la possibilità che Lutsenko possa avere le prove e che non le stia citando. Ci possono essere motivi legittimi per mantenere segrete le informazioni, ma sia Lutsenko che Poroshenko devono solo incolpare se stessi del profondo scetticismo pubblico nazionale e internazionale.

L’azione di Poroshenko di revocare la cittadinanza a Saakashvili nel luglio 2017 ha reso quest’ultimo un apolide che da solo viola la Costituzione dell’Ucraina e altre leggi. Ci sono altri motivi per dubitare della legalità di altre azioni. Ad esempio, il rapimento e l’espulsione dei quattro cittadini georgiani del 21 ottobre, e di altri tre il 17 novembre, sono anch’essi atti di enorme preoccupazione e rischiano di porre l’Ucraina in violazione della Convenzione europea da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Se Lutsenko per giustificare l’arresto di Mikheil Saakashvili e la detenzione di Severion Dangadze non ha più di un nastro moralmente discutibile, questo caso è già sull’aereo diretto a Strasburgo.

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