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16 dicembre 2018

Lugansk: certa di tornare sotto l’Ucraina | Ucraina


Il mainstream troppo impegnato a incensare le prodezze politiche, o a seguire le audaci uscite di attrici o dei calciatori di turno, ha smesso di parlare del Donbass. Non significa però che su questa terra, martoriata dalla guerra da quasi quattro anni, non si continui a combattere a soffrire e a morire. Delle vittime, delle modalità di vita e delle psicologie alterate delle persone del Donbass se ne parla pochissimo, o non se ne parla affatto.

D’altro canto dall’inizio della guerra, su queste terre l’esercito ucraino sta combattendo contro le forze ibride russe una sanguinosa, quanto assurda, guerra di liberazione tra due popoli storicamente e culturalmente fraterni: gli ucraini e i russi. Lo scrittore e blogger della regione di Lugansk, Olena Stepovaya durante un’intervista ha spiegato come i territori occupati potrebbero venir restituiti alle autorità ucraine e cosa dovrebbe essere fatto per evitare spargimenti di sangue se nel territorio dovessero venir introdotte le forze di pace dell’ONU.

D. Lei pensa che i territori occupati tornino sotto il controllo dell’Ucraina?
R. Ora, nonostante il fatto che molti dopo la rivoluzione di Lugansk [il colpo di stato successo poche settimane fa] affermino che la regione si fonderà con la Russia, parte della popolazione nutre fiducia che le due “Repubbliche” tornino sotto l’Ucraina. E ne discutono molto liberamente. Nessuno mette in dubbio il risultato finale, mentre tanti pongono molta enfasi per le questioni dell’impunità e l’adozione di nuove leggi. La gente è convinta d’essere innocente, i “soldati filo russi” hanno aiutato gli abitanti locali a difendersi da ATO [le forze ucraine antiterrorismo], dai droni americani e dalla bomba nucleare che è stata lanciata su Donetsk. Così, a Lugansk tutti sanno che ATO a Donetsk ha usato le armi nucleari e che dopo i soldati ucraini in segreto hanno raccolto e sepolto 150 cadaveri”.

“Cioè, le discussioni attuali vertono sul fatto che i cittadini di Lugansk potrebbero accettare di tornare sotto Kyiv, ma dovranno godere dei loro pieni diritti e non essere colpevolizzati, l’Ucraina dovrà ricostruire tutto e pagare le pensioni … A loro, riunirsi all’Ucraina sembra una vittoria su Kyiv. Le persone non vedono le loro responsabilità per il fatto d’essere state passive ed aver aperto in modo amorfo le loro case al mondo di Putin. Spaventosamente s’aspettano le scuse e una richiesta di perdono da parte dell’Ucraina”.

“Molti sono convinti che con l’arrivo delle forze pace si arrivi immediatamente ad una situazione di fine guerra. E che subito i ragazzi smettano di morire. Ma non potrà essere così. Il livello d’aggressività e il numero di armi che circolano nelle case sono tali che come minimo per altri 5 anni ci saranno periodicamente focolai di guerriglia. Le persone hanno perso tutte le linee di guida morale”.

“Tra l’altro, non molto tempo fa a Lugansk si è tenuto un sondaggio molto interessante: “per quanto tempo una persona può sopravvivere senza l’arrivo di uno stipendio? Un mese, due mesi o un anno?”. Non conosco i risultati dell’indagine, però capisco bene che una simile analisi nasconde nelle menti dei leaders determinati ragionamenti e azioni. Ma la cosa più sorprendente è che le persone che sono parte dei gruppi di social network delle “autorità” della Repubblica, hanno commentato: “Dove sono i nostri salari? Siamo a malapena dei sopravvissuti”, altri invece “Siamo pronti a continuare senza nulla anche per un anno, l’importante è che non ci siano i “Banderiti”.

“È già una schizofrenia collettiva…”
“Sì, alcuni hanno sdoppiato la personalità. Una persona, una donna da Rovenky, più giovane di me, scrive: “Stiamo morendo di fame, i minatori svengono per fame, niente da mangiare per i bambini, tutto va male, tutto è perduto.” Poi, sempre la stessa donna, nei commenti sotto il sondaggio ha aggiunto: “Nel 1990 sono sopravvissuti, tutti hanno sperimentato le difficoltà, quindi tutto andrà bene anche adesso. Lascia che geli l’Ucraina, se non avrò altro vivrò con le briciole di pane, ma niente Banderiti”. Confronto le due immagini… e capisco che sono completamente assurde, non riesco a capire cosa stia influenzando le loro teste, non riesco a spiegarmelo”.

D. Questo è per le proteste interne?
R. Queste persone senza il comando del “re” non andranno da nessuna parte. Non riceveranno i salari, ci sarà un ulteriore deterioramento della vita – ma loro non si opporranno contro nulla, sono amorfi. Proprio come non si sono mossi per aiutare [l’ex leader di LNR Igor] Plotnitsky”.

“A proposito, un’altra cosa interessante, che ha messo in risalto questa “rivoluzione”. La gente locale non considera un colpo di stato il sequestro del potere effettuato con le armi dall’attuale capo di DNR, Leonid Pasechnik. Ma allo stesso tempo considera che Maidan è stato un illegale cambio di potere in Ucraina e un colpo di stato. Io ho cercato di spiegare: “Ascolta, ma qui a Lugansk è stato fatto qualcosa come in piazza Maidan”. “No! Questa contestazione non è successa per avere l’Indipendenza. È solo un brutto re preso a calci – Mentre in Ucraina è stato un colpo di stato, perché, anche se è stato rimosso un cattivo re, è stato fatto illegalmente”.

D. Probabilmente era necessario che avvenisse con le armi anche a Kyiv?
R. “Chi lo sa. Ma le persone non capiscono l’assurdità che stanno esprimendo e in cui credono. Guarda su Internet è apparso il video Komsomol Lugansk – ci sono tali “nonne serbe”, si chiamano “Guardia di Lugansk”, sotto la direzione di Nasty Pyaterikov, che presentano spogliarelliste e comunisti che chiedono il ritorno della monarchia in Russia”.

D. Donne strane?
R. – Molto interessanti. Agiscono – e in una frase raccolgono tutti – ne hanno per lo zar Nicola, per Putin, per Stalin e per Lenin … È molto fastidioso, per essere onesti. Ma queste vecchie signore hanno recentemente raccontato che Plotnitsky è il diavolo e che la sua energia è così grave che le persone che lo hanno visto, anche in fotografia, hanno iniziato a sentirsi male. Mentre, molti di quelli che hanno visto la foto di Pasechnik, sono guariti dai disturbi che manifestavano. Quindi LNR l’attende una fioritura.

D. Cosa succede nelle chiese?
R. C’è l’inferno, semplicemente! Di recente ho scritto un articolo “Per chi si deve pregare?”, di un prete che navigava su Internet e chiedeva quale fosse il suo popolo e per chi bisognasse pregare. Nelle chiese, dopo il cambio di “re” con l’ascesa di Pasechnik, Plotnitsky è diventato un anatema, lo definiscono un diavolo inviato dall’Ucraina per prendere le menti delle persone. Pasechnik invece, è quasi un santo, tutte le chiese pregano per lui. Cioè, ieri chiedevano la grazia a “nostro padre Plotnitsky”, e oggi a “nostro padre Pasechnik”. Per loro nulla cambia. La chiesa è un’arma! Qui ancora una volta la religione serve a mettere le basi dell’esercito. La chiesa gestisce le persone secondo la linea richiesta dal partito e per un guadagno personale”.

“Non saprei come definirlo. Non riesco a trovare una termine adeguato in russo o in ucraino. È solo una cosa, il Donbas è una specie di scusa! Non saprei come definirlo altrimenti! Mi sono rivolta agli psichiatri per farmi spiegare come funzioni questo meccanismo. Ora, ogni psichiatra del Donbas può difendere una sua tesi, tanto sembra che tutti abbiano da ricevere un premio Nobel. Perché quello che sta accadendo in Lugansk è una sorta di armageddon psicologico e morale”.

“Queste nonne giurano fedeltà al “nuovo Lenin”. E, solo due giorni dopo il colpo di stato, quando le persone si sono rese conto d’avere un nuovo re, la “polizia” e ​​”MGB” sono stati sopraffatti da denunce! È spaventoso. Le persone scrivono denunce per dire: “Con me lavora Marya Ivanovna, che ha supportato Plotnitsky, ha detto che è una brava persona – allora è una spia che lavora per Plotnitsky”. Fortunatamente, “MGB” trattano questi esposti con una certa dose di umorismo e non sparano a raffica contro tutti come nel 2014”.

“Ora, con il cambio di potere, le persone stanno approfittando della situazione per sbarazzarsi di alcuni nemici personali o concorrenti sul lavoro. Ad esempio, il “Fondo di previdenza sociale per gli incidenti” ha recentemente annunciato una riduzione di personale. Quindi la gente ha cominciato a scrivere denunce una sull’altra.

D. – Pensi che si possa giungere ad una repressione?
R. Le persone di MGB LNR comprendono tutto al 100%. Comprendono cinicamente la situazione e usano cinicamente le masse. E prendono in giro tutti. È chiaro che nessuno verrà fucilato per queste denunce.
Ma tutto questo è un’immagine precisa dei territori occupati. E questa è un’immagine molto negativa. È incredibilmente doloroso scrivere questo dei tuoi cari, della tua terra, della tua città natale. Ma se restiamo in silenzio – siamo peggio di quella massa silenziosa. In guerra, si deve dire la verità, non importa quanto possa essere amara. Ma questa verità mostra una mappa della guerra, una mappa del territorio occupato. Solo con una chiara immagine si può avere un risultato”.

“Sono certa che se i militari e le forze di pace dovessero arrivare sul posto senza profonde conoscenze dell’ambiente sociale, il giorno dopo ci potrebbe essere un enorme numero di morti. Saranno i fanatici sacerdoti ortodossi che indicheranno chi uccidere. Perché l’Ortodossia ha accettato le usanze musulmane, userà i bambini e tutto ciò che può, l’importante è che arrivi al suo fine. Questo è molto cattivo e dovremo avvisare che gli esperti ci lavorino sopra”.

“Sì, tempo fa mi sono molto divertita a guardare come questi sacerdoti si cambiavano le scarpe e mettevano le icone davanti alle vesti per non essere visti. Non è stato molto divertente quando le persone, come gli zombi, raccontavano le storie selvagge di ragazzi crocifissi e di bombe nucleari. Noi qui, in un territorio pacifico, possiamo ridere della loro psicosi. Ma questa è la mia terra. E lei verrà reintegrata con tutta questa psicosi. E, infine, siccome non sono solo contagiose le malattie virali, ma anche quelle psicopatiche, questo infetterà l’intera società”.
Vedo già una minaccia di informazioni che esiste e che aumenta da sola”.

“Gli stessi residenti del villaggio in cui vivo ora (Olena Stepova ora vive nella regione di Cherkassy), ricevono poche informazioni e cominciano ad affermare: “Ecco, dicono che la colpa è della Russia, la Russia ci ha attaccato. È chiaro che lei è colpevole, che i carri armati russi corrono per il Donbass. Ma questo non è tutto il popolo russo, è solo Putin che ha fatto una ..schifezza! Le persone sono nostri fratelli, sono i politici che stanno litigando con noi”. Ed io affermo loro: “Scusami, ma chi controlla i carri armati? Su ciascun carro armato non si può sedere Putin. Qui in Ucraina sono arrivati i soldati e i volontari russi che rubano, stuprano, portano via e ammazzano mucche e maiali ????”. Loro non lo sanno. Non hanno questa informazione, non capiscono. Sembra che sia un concetto difficile da assimilare. Pertanto, per molte persone l’immagine della guerra è distorta”.

“Perciò non è molto bello scrivere ciò che sta accadendo nella regione di Lugansk. A proposito di questa “rivoluzione” noi da questo un lato sembra che non ce ne dovremmo preoccupare: lascia che si mangino l’un l’altro – ci sarà meno lavoro.
È molto positivo che l’Ucraina abbia riso dell’intera “rivoluzione” di ORLO. Questo è molto buono perché la popolazione stava aspettando un qualche tipo di supporto, un qualche tipo di unità. Ma non hanno ottenuto né l’uno né l’altro. Sì, siamo divertenti. Abbiamo manifestato il nostro stupore per un po’, li abbiamo un po’ derisi e ora analizziamo e traiamo alcune conclusioni. Perché l’aggressività continuerà. Ora LNR ha cominciato a discutere ancora una volta non solo di una federazione, ma anche della “Nuova Russia”, del ritorno dello zar e della conquista di otto regioni dell’Ucraina”.

“La guerra non è finita. E dobbiamo tenere le dita sul polso di questa guerra e sentire il battito del cuore del territorio ucraino occupato. Malato, nervoso, ma dobbiamo sentirlo. Non appena togliamo questo impulso, l’intera Ucraina si ammalerà. Ma mentre ascoltiamo ciò che sta accadendo lì, saremo in grado gestire questi processi in tutta l’Ucraina. Sfortunatamente, la televisione non lo fa ancora. Solo blogger, giornalisti, siti web. Ma anche noi arriveremo lentamente a questo. Prima o poi capiremo che saremo in grado di vincere solo se uniremo tutte le forze”.

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