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14 dicembre 2018

Cremlino: come uscire dal Donbas? | Donbas


Da quattro anni molti esperti stanno ripetendo che il Donbass diventerà uno stato non stato, una nuova Transnistria. Questo perché, per Putin restituirlo incondizionatamente all’Ucraina vuol dire perdere la faccia, mentre prenderlo sotto il suo patrocinio nella sua attuale struttura territoriale vuol dire costi troppo gravi. Come conseguenza, per il Cremlino la questione attuale è quanto utilizzare della prima eventualità e quanto della seconda?

Non si deve credere a ciò che afferma Putin. Lui sostiene una cosa, e ne fa un’altra, anche se per il capo del Cremlino un simile comportamento è normale. Infatti, le sue asserzioni seguono una logica di PR indirizzata all’opinione pubblica. Invia contemporaneamente segnali che “attaccherà” il Donbass, e poi non lo fa, che le truppe ucraine nei territori occupati sono illegali, che stanno compiendo massacri e quindi vanno fermate. Ma il suo messaggio centrale è per il mantenimento della pace: lui vuole apparire un pacificatore.

La sua strategia è abbastanza logica, perché fin dall’inizio della campagna ucraina la Russia sta subendo gravi perdite economiche e la sua popolazione in casa ne sta soffrendo le conseguenze. Putin non ha molte risorse per combattere ulteriormente – né ideologiche, né politiche, né finanziarie e forse, neppure militari.
Lui può solo manovrare; cosa che sta facendo. Sì, dietro le quinte sta trattando con gli Stati Uniti; ma, purtroppo per Putin, gli Stati Uniti hanno ben compreso che è necessario comportarsi come con Kim Jong Ynom – un accordo non ha senso, è necessario spingere pesantemente. Mosca nella discussione con Washington gode di una debole posizione contrattuale: all’apice c’è il sistema missilistico Buk, che è arrivato dalla Russia e usato dai suoi esperti, che nel luglio 2014 ha abbattuto il volo MH17 delle Malaysian Airlines, inoltre dipende dalle accuse d’aver interferito nelle elezioni in Europa e negli Stati Uniti, dove giorno dopo giorno si concretizzano sempre di più…

Attualmente il compito del presidente russo sembra che sia diventato quello di preparare a poco a poco le cosiddette DNR e LNR, al fatto che la Russia non le lascerà sole in mezzo al pantano, ma che è alla ricerca di un compromesso, soprattutto con l’Occidente. Nell’applicazione di questa strategia, per evitare d’indurre ciò che in psicologia sociale si descrive come dissonanza cognitiva, si sta ritirando gradualmente. Per attuare ciò, il Cremlino inizierà a sostenere – cosa già iniziata – che nelle “repubbliche” c’è una gestione molto inefficiente, la corruzione è troppo grande per cui è meglio che vengano assorbite dall’Ucraina. La cosa più pesante, ovviamente, cade sui “patrioti” delle DNR e LNR.

Inoltre, gradualmente il Cremlino comincerà ad abituare l’opinione pubblica che, in generale, questo onere è troppo costoso per i russi, che non vogliono affatto uccidere il fraterno popolo ucraino, ma che per fermare lo spargimento di sangue, deve prendere accordi con gli stranieri e introdurre gli osservatori indipendenti, magari quelli dell’ONU.

Anche questa seconda fase, sembra già iniziata, infatti la persona che ha firmato gli accordi di Minsk, Igor Plotnisky, è stato defenestrato da LNR, perché attorniato da mercenari velenosi, ed ora l’unica persona “limpida” con cui negoziare è Surkov, anche se i suoi veri poteri e il controllo su ciò che sta accadendo causano sempre più dubbi.

La situazione è poco chiara e senza speranza per l’elettorato che aveva visto l’operazione in termini di patriottismo e di una lotta per il “mondo russo”.
Per Putin, l’opinione pubblica è oggetto di profondo e sincero disprezzo, anche se fa finta di coccolarsela. Lui, proprio nel momento in cui ha reali possibilità materiali per prendere sotto il suo controllo i territori, facilmente cambierà la retorica e dimenticherà ciò che ha detto.

Nessuno oggi è in grado di sostenere in quale fase del processo di negoziazione verrà trovato un compromesso e se verrà trovato. Ma per decenni il conflitto rimarrà nello stato congelato – Putin non può sparire del tutto, lui delle DNR e LNP ne ha bisogno per inoculare un cancro nel corpo dell’Ucraina, non in quello della Russia.

Pertanto, formalmente lo lascerà all’interno dell’Ucraina, così da infettare al massimo. Putin invece, da parte sua, o meglio per FSB, vorrà sempre avere una posizione chiave.

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