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23 giugno 2018

Russia: il 60% dei medici percepisce meno di 350 euro al mese | Russia


È difficile spiegare perché questi “presunti medici russi” siano così felici, dal momento che il sessanta per cento di loro porta a casa meno di 360 euro al mese. Forse non sono veri medici, ma attori pagati?

Sondaggio: il 60% dei medici guadagna meno di 25.000 rubli al mese.
Più della metà dei medici russi guadagna meno di 25.000 rubli [ca. 360 euro] al mese. Solo l’8,4% guadagna lo stipendio mensile medio nazionale di oltre 50.000 rubli al mese.

RBK riferisce di un sondaggio condotto da Fronte popolare russo e da Zrodovye, una fondazione per il monitoraggio dei servizi sanitari, secondo cui il 59,4% dei medici guadagna meno di 25.000 rubli al mese. Il 21,4% degli intervistati ha notato che il loro reddito derivante da uno stipendio [i medici russi lavorano spesso in più cliniche o ospedali per far quadrare i conti – NdA] è inferiore a 15.000 rubli al mese. Il 21,7% di loro ha riferito di riuscire a portare a casa tra i 15.000 e i 20.000 rubli al mese, mentre il 16.3% ha riportato un reddito mensile tra i 20.000 e i 25.000 rubli.

Il 13% dei medici ha riferito che il loro stipendio varia tra i 35.000 e i 50.000 rubli al mese; l’11%, tra i 25.000 e i 30.000 rubli al mese; e l’8,5%, tra i 30.000 e i 35.000. Solo l’8,4% ha incamerato oltre i 50.000 rubli [ca. 720 euro] al mese.
Secondo Rosstat, l’attuale stipendio medio per i medici è 53.100 rubli al mese. Eduard Gavrilov, membro del personale del Fronte popolare russo e direttore della Fondazione Zdorovye, sostiene che la differenza tra realtà e statistica ha a che fare con l’elevato numero di medici che lavorano in nero. A causa dei bassi salari, i medici sono costretti a svolgere due lavori o un lavoro part-time in aggiunta al loro lavoro a tempo pieno.
Tra il personale di supporto medico – infermieri, ostetriche, paramedici e altri – quasi l’80% dei dipendenti guadagna 25.000 rubli al mese. Solo il 2% guadagna più di 50.000 rubli al mese.
Secondo i decreti di maggio 2012 del Presidente Putin, i medici entro il “2018 nelle rispettive regioni, riceveranno il doppio dello stipendio medio mensile”. Raggiungere questo obiettivo richiederebbe 266 miliardi di rubli [ca. 3,85 miliardi di euro], ma i funzionari non sanno dove trovare i soldi.

A marzo, gli analisti dell’Accademia del Lavoro e delle Relazioni Sociali hanno rilevato che, alla fine del 2016, lo stipendio medio mensile dei medici nei loro principali posti di lavoro era di 21.700 rubli al mese. Però quando venivano inglobati anche i loro lavori part-time i medici guadagnavano in media 28.500 rubli al mese.

Negli ultimi quattro anni, meno di un terzo degli operatori sanitari ha registrato una crescita salariale e solo il 4% ha registrato aumenti salariali significativi. Un terzo degli intervistati ha dichiarato di aver subito un calo dei redditi, mentre un quinto di essi ha riportato un calo significativo dei salari.

Quando si leggono e controllano dei dati come quelli riportati sopra, naturalmente, una persona immagina che il presidente in carica possa avere difficoltà a persuadere gli elettori a rieleggerlo in quello che equivale ad un quinto mandato, dato il suo patetico primato quando si tratta di migliorare la vita delle persone, incluso i redditi di professionisti altamente qualificati come i medici.

Ma se qualcuno ha fatto un simile ragionamento ha dimenticato alcune cose.
Prima di tutto, la soluzione è che Putin sarà “rieletto” nel marzo 2018, non importa quante promesse abbia infranto o “decreti” che non sia riuscito ad attuare durante i suoi primi quattro termini.

In secondo luogo, nonostante la nuova scuola di pensiero che sostiene che Putin non è onnipotente e che anche attribuendogli poteri che non ha nemmeno costituzionalmente, noi (chiunque “noi” siamo ) di lui non dovremmo avere paura, in quanto non ha niente a che fare con il vecchio paradigma “buon Zar contro cattivo boiardo”.

È tutto molto più semplice. Putin e i suoi amici sono gangster, preoccupati solo di arricchirsi e aumentare quello che considerano “il potere politico”. Per loro, il potere politico non ha nulla a che fare con il fatto che il massimo possibile di persone possano ricevere dei benefici o affrontare aspetti più specifici, urgenti. Vedono il potere politico come mezzo per sminuire la gente comune e per eliminare il maggior numero possibile dei collegi elettorali contrari alla loro cricca, in modo da avere mano libera per fare del Paese ciò che vogliono.
A tal fine, i cosiddetti decreti di maggio (2012) di Putin sono stati gettati in faccia ai russi a mo’ di sabbia per accecarli dai fatti fondamentali della vita del loro paese, dei quali difficilmente non potrebbero venirne a conoscenza.

Quasi nello stesso identico momento, è stato lanciato il caso di “Piazza Bolotnaya” per chiarire all’intera nazione ciò che la mafia di Putin ha fatto a persone che non amavano tenersi per sempre la sabbia in faccia.
Ricordo che due mesi fa, quando nella mia piccola visita a San Pietroburgo, ho dovuto sostenere un esame oculistico di emergenza in una clinica medica privata, ho osato a chiedere alla mia nuova (fantastica) oculista come potesse piacerle il “gelo” che regnava nella clinica e se fosse ben pagata.

Evitò completamente la seconda domanda, confessando solo che della clinica privata nella quale stava lavorando da tre anni, le piacevano solo i buoni rapporti di lavoro.

Il messaggio da asporto è che Vladimir Putin è davvero un uomo molto potente, ma questo rimarrà così solo fino a quando i russi non decideranno di averne abbastanza del degrado a cui Putin e la sua mafia hanno sottoposto loro e il paese da ben diciassette anni.

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