Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

23 giugno 2018

Il Cremlino manovra i suoi ufficiali nel Donbas | Ucraina


“Gli ufficiali russi lasceranno il territorio dell’Ucraina”, ha reso noto lunedì 18 dicembre il Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa. È un discorso serio? Si, succederà veramente. Purtroppo, ritirandosi dal Centro comune per il controllo e il coordinamento del cessate il fuoco (STSKK), la Russia lascerà in Ucraina solo il suo esercito che si trova nel territorio del Donbass. Perché il Cremlino ha deciso di ritirare i suoi osservatori? Quali sono i rischi per l’Ucraina?

Il centro comune di controllo e coordinamento del cessate il fuoco è stato istituito nel settembre 2014, subito dopo la firma dei primi accordi di Minsk. La sede centrale di STSKK è nella città di Soledar, nella regione di Donetsk. Il gruppo di lavoro del centro comprendeva ufficiali ucraini e russi, il cui compito principale era monitorare il cessate il fuoco nel Donbass. A tal fine, sono stati istituiti speciali posti di osservazione sia nel territorio sotto il controllo dell’Ucraina che nel territorio occupato dai militanti.

“La messa in opera di STSKK è stata una conseguenza di Minsk-1, perché la Russia è uno dei firmatari e garante dell’attuazione degli accordi – ha sottolineato l’ex-vice capo dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate dell’Ucraina, Yuriy Dumanskiy, che svolge il suo lavoro nel centro STSKK dal 2014 – abbiamo inserito nel territorio di LNR e DNR (le due auto-proclamatesi “Repubbliche Popolari di Donestk e Lugansk”) 48 gruppi di lavoro che hanno preso il controllo dei gruppi armati illegali, hanno cominciato a far ritirare le armi e le attrezzature da alcune zone e passarle sotto la supervisione dell’OSCE. Questa è stata la prima funzione centrale. Inoltre, siamo stati impegnati a ristabilire le infrastrutture nella zona cuscinetto e il rilascio dei prigionieri di guerra”.

Tuttavia, Dumansky ha fatto notare che questo formato STSKK ha funzionato per un breve periodo e, in effetti, le sue attività al momento sono ferme.
Il 18 dicembre, la Russia ha annunciato il ritiro dei suoi 75 ufficiali da STSKK. Secondo il ministero degli Affari Esteri russo, uno dei motivi per il ritiro degli ufficiali russi è stata “l’offesa che hanno subito gli ufficiali russi”. “La parte ucraina ha deliberatamente creato alle nostre truppe una intensa situazione di frustrazione morale-psicologica in cui ci sono stati casi di mancanza di rispetto dei militari ucraini ai loro colleghi russi”; ha denunciato il Ministero russo.

Inoltre, sempre secondo la versione russa, ATO ha limitato l’accesso degli ufficiali russi alla linea di contatto. “Si è arrivati ​​al divieto di comunicazione con la popolazione locale – ha aggiunto il ministero – gli ucraini non vogliono sottostare alla regole delle attività STSKK, ma la cosa più scandalosa è che dal 1° gennaio 2018, secondo una decisione del Consiglio di Sicurezza Nazionale ucraino, per i cittadini russi che desiderano entrare in Ucraina partirà una nuova procedura che prevede l’attraversamento della frontiera con i passaporti biometrici, oltre che essere sottoposti, in un modo non chiaro, al rilievo delle impronte digitali. “Questa legge è inaccettabile per i militari russi”, ha concluso il ministero degli Esteri.

Martedì 19 dicembre, gli ufficiali russi, dopo tentennamenti, hanno lasciato il territorio e sotto scorta dei militanti sono arrivati in Russia “in modo sicuro”.
Cosa cerca il Cremlino?
Lo spirito russo è fatto apposta per accusare di un evento inesistente il suo avversario militare per limitarne l’operatività.

“Inoltre, la maggior parte degli ufficiali russi che operavano in STSKK sono ufficiali del GRU dello Stato Maggiore della Federazione Russa, infatti, svolgono funzioni di intelligence, non lo hanno mai nascosto – ha spiegato Dmitri Tymchuk un membro del Comitato parlamentare per la Sicurezza Nazionale e Difesa ucraino – Hanno studiato attentamente la posizione delle truppe, il movimento, la disposizione, la posizione delle installazioni militari e del loro contenuto, ma quando la parte ucraina ha iniziato a limitare le loro operazioni di intelligence …. – … era un passo logico dei nostri ufficiali STSKK, ma secondo i russi non è sempre permesso che in casa propria uno non venga spiato”.

È anche vero che, secondo il deputato, negli ultimi anni l’attività di intelligence dei russi in STSKK fosse stata ridotta al minimo.
“Gli ufficiali russi hanno fortemente ostacolato l’inizio delle attività del Centro quando le forze ATO non si erano ancora organizzate. Con il passare del tempo le forze ucraine hanno iniziato a capire le modalità operative e ora i russi non possono più far del male”, ha riassunto Tymchuk.
Indubbiamente però, è ingenuo credere che il Cremlino si sia semplicemente offeso e che per questo abbia ritirato i suoi “occhi” e “orecchie” che erano legittimamente stabilite in Ucraina. Quindi?

Vendere i peacekeepers ONU “giusti”, e definire una “provocazione” il ritiro degli ufficiali russi, sono due versioni che si svolgono nel Ministero degli Affari Esteri russo. Ma il nocciolo è che, mentre gli ufficiali russi erano legalmente ammessi nel territorio ucraino, l’esercito invece non lo è, per cui si va ad indebolire la sicurezza degli osservatori dell’OSCE. “Nella sua decisione il Cremlino aumenta in modo significativo i rischi di sicurezza per SMM dell’OSCE, e fa scomparire lo scopo d’imporre all’Ucraina e ai suoi partner internazionali una versione inaccettabile per il dispiegamento delle forze di pace delle Nazioni Unite nel Donbass”, ha affermato il ministero degli esteri ucraino.

Ricordiamo che, la versione del Cremlino per il dispiegamento dei caschi blu sulla linea di demarcazione nel Donbass, è per garantire la sicurezza dell’OSCE.
“Ma se la situazione di sicurezza dell’OSCE si dovesse deteriorare, Putin otterrebbe il motivo per accusare la comunità internazionale, ed affermare “te l’avevo detto, ma non mi avete ascoltato”, ha chiarito il capo dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate dell’Ucraina, Igor Romanenko.
“Perché l’OSCE diventi insicura nel Donbass è necessario creare le condizioni appropriate. Qui la Russia può fungere da garante affidabile e autorevole e … per il Cremlino invece, è essenziale aggravare la situazione nel Donbas”, ha sottolineato Igar Tyshkevich, un analista dell’Istituto ucraino del futuro.

“Diamo un’occhiata a quello che succede oggi nel Donbas: c’è un incremento dei bombardamenti con l’uso dei Grad, e siamo in un momento in cui il grado di tensione sta aumentando, soprattutto si intesificherà nei prossimi mesi – ha continuato Tyszkiewicz – per la Russia però, avere ufficiali nel centro STSKK diventa troppo rischioso, perché se non registrano le violazioni del cessate il fuoco da parte dei militanti certamente verranno screditati”.
Al contrario, denigrare l’Ucraina di fronte ai partner UE e Stati Uniti, vuol dire un concomitante bonus per la Federazione Russa.

“Dopo tutto, l’Occidente percepisce STSKK come una piattaforma per la collaborazione e il dialogo tra i militari, e insieme a Minsk, tratta le questioni umanitarie e politiche”, ha aggiunto Tymchuk.
Il Cremlino per uscire dalla sua impasse politica potrebbe pensare ad un nuovo round di combattimenti.
“In una recente intervista [ il primo vice presidente del Comitato della Duma di Stato per gli affari della CSI ] Konstantin Zatulin, ha espresso che oggi, il formato di Minsk visto come un modo per imporre a Kyiv i territori DNR e LNR con una loro speciale autonomia, è in un vicolo cieco. E se l’Ucraina non si muove, è necessario che la Russia aumenti le sue azioni”, ha constatato Tyszkiewicz.

Aumentare le azioni militari e …
Forzare Kyiv a negoziare con i ribelli (che, per inciso, hanno già dichiarato che continueranno a lavorare in STSKK) è il compito finale dell’operazione: “Oh, sono usciti tutti gli ufficiali russi! E adesso?”.

“La Russia fa sul serio e usa i componenti economici, diplomatici, militari e di informazione per fare in modo che l’Ucraina inizi a negoziare direttamente con i rappresentanti di ORDLO – ha sottolineato l’esperto militare Oleg Starikov – Non appena si cominceranno a condurre i negoziati diretti con i ribelli la Russia automaticamente non è più parte del conflitto.

E se la Russia non è coinvolta, non c’è occupazione, e senza occupazione, Mosca ha già posto nella Duma di Stato un disegno di legge che prevede chi dovrà pagare l’energia consumata in ORDLO. Come risultato, sarà l’Ucraina che dovrà pagare con i suoi soldi l’occupazione del suo territorio da parte di un terzo aggressore”.

Tags: , , , , , ,

Rispondi

Altre storie da- News

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.