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23 giugno 2018

Il traduttore del primo ministro ucraino è sospettato di spionaggio per la Russia | Ucraina


I dipendenti del servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU) hanno arrestato, con l’accusa di spionaggio per la Russia, l’interprete personale del primo ministro ucraino Vladimir Groisman, il signor Stanislav Yezhov.

Tre giorni fa, il personale del servizio di sicurezza ucraino ha posto in stato di fermo, mentre si trovava sul posto di lavoro, il traduttore del primo ministro dell’Ucraina Vladimir Groisman, Stanislav Yezhov. Il funzionario di 39 anni è sospettato di alto tradimento (la sanzione prevista è fino a 15 anni di reclusione). In questi giorni i servizi speciali condurranno ricerche più dettagliate e specifiche sul luogo di lavoro e di residenza del signor Yezhov.

Secondo una nostra fonte nella SBU, Stanislav Yezhov ha iniziato la sua attività d’interprete nel governo quando Vladimir Groisman è stato nominato primo ministro, mentre prima, alla fine degli anni 1990, ha lavorato come interprete e diplomatico presso il Dipartimento dei trasferimenti del ministero degli Esteri ucraino. Dopo di che, ha lavorato presso l’ambasciata ucraina in Slovenia, come incaricato d’affari, poi presso l’Ambasciata ucraina negli Stati Uniti e nella gestione del protocollo di servizio del presidente Viktor Yanukovich. Vladimir Groisman ha convenuto sulla necessità d’arrestare Yezhov quando gli sono state fatte ascoltare le trattative audio del suo traduttore con i suoi curatori. “Grazie al servizio di sicurezza dell’Ucraina è stato identificato nel Segretariato del Gabinetto dei Ministri un funzionario che ha operato per lungo tempo nell’interesse dello stato nemico. Oggi è detenuto. Grazie ai dipendenti SBU per la loro professionalità e vigilanza”, ha riportato sulla sua pagina Facebook il Primo Ministro.

SBU sostiene che il funzionario “fosse stato reclutato dai servizi speciali russi durante la sua lunga missione all’estero (Stanislav Yezhov ha trascorso due anni negli Stati Uniti – NdA). Secondo i servizi speciali ucraini, il signor Yezhov “su istruzioni dei curatori russi e con l’ausilio di attrezzature speciali ha raccolto informazioni sulle attività delle strutture governative” e le ha trasmesse alla Russia “attraverso speciali canali di comunicazione elettronica”. Il segretario stampa del servizio di sicurezza dell’Ucraina, Yelena Gitlianskaya, ha spiegato che il detenuto “in virtù dei suoi doveri di funzionario è stato in grado di raccogliere informazioni molto specifiche”.

Il signor Yezhov è sposato con una donna russa, Yulia Miroshnikova, che ha regolarmente registrato nelle sue dichiarazioni. Secondo una nostra fonte, un amico di lunga data del detenuto, Yezhov ha conosciuto la sua futura moglie nei social network circa un decennio fa. La donna si è laureata nell’Università Statale di San Pietroburgo. Yulia Miroshnikova, opera nel campo dell’energia, e quando erano negli Stati Uniti ha lavorato nel campo dell’energia nucleare presso un istituto giapponese di energia applicata. Una volta in Ucraina, la signora Miroshnikova ha iniziato a lavorare nella compagnia DTEK, di proprietà del famoso oligarca ucraino, Rinat Akhmetov.
Secondo il conto economico di Yezhov, per quattro mesi di lavoro nella Verkhovna Rada, ha ricevuto poco più di 44 mila grivna. La famiglia ha un appartamento nel centro di Kyiv di circa 90 metri quadrati, cointestato a lui, sua sorella e suo padre, che lavora presso l’Università Nazionale Taras Shevchenko. Sui conti correnti aperti presso la Cassa di Risparmio della Russia, Stanislav Yezhov ha depositi attivi per 70 mila dollari, mentre la moglie per 22 mila dollari.

Un deputato della Verkhovna Rada, Mykola Knyazhytskyy, ha richiamato l’attenzione sul fatto che “il decreto di convalida di arresto afferma chiaramente che la moglie – una cittadina russa – è la sua principale fonte di reddito – infatti riceve i fondi dalla sede centrale di Sberbank. Non da una filiale di Kyiv, ma dalla sede di Mosca”. “Come si è preso il posto? La domanda è retorica. È come l’aneddoto su Stirlitz, che è stato sospettato di spionaggio quando ha cantato “Kalinka” in un ristorante, ha aggiunto Knyazhitsky. Il consigliere del capo del Ministero dell’Interno dell’Ucraina, Zorian Shkiryak ha ricordato: “gli agenti russi sono un lascito dell’Unione Sovietica che dobbiamo identificare e neutralizzare”.

Secondo una nostra fonte, vicina alle strutture del potere ucraino, “il fatto che una famiglia ucraina composta da un diplomatico tenga i soldi in una banca russa avrebbe sin da subito dovuto sollevare questioni, ma è apparso solo ora”. In questo caso, la fonte ha spiegato che “se le accuse di spionaggio dell’interprete personale del primo ministro dovessero essere confermate, potrebbero innescare le dimissioni di Groisman o la sua partenza volontaria”.

“Abbiamo letto la notizia, ma non abbiamo alcuna informazione, ecco perché non posso sostenere nulla di concreto”, ha risposto Dimitri Pescov, il segretario stampa del presidente russo.

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