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23 giugno 2018

Il centenario della diplomazia ucraina | Ucraina


L’Ucraina ha iniziato a celebrare una serie di anniversari legati alla Rivoluzione ucraina del 1917-21, un evento che con le sue innate istituzioni – il parlamento, il governo e l’esercito – ha segnato nel secolo scorso l’inizio della conformazione del primo Stato ucraino.

È estremamente importante segnare i centenari di queste strutture, perché in questo modo si dimostra continuità con le tradizioni della nascita dello Stato ucraino e si respingono le affermazioni della propaganda russa secondo cui l’Ucraina indipendente è emersa abbastanza casualmente nel 1991. In particolare, quest’anno è il centenario della moderna diplomazia ucraina.

È un evento di primaria importanza nazionale e internazionale.
Il 22 dicembre 1917, Volodymyr Vynnychenko e Oleksandr Shulhin firmarono un atto per istituire il Segretariato Generale degli Affari Internazionali – il primo ministero degli esteri dell’Ucraina nel XX secolo.

Questa data abbraccia un ampio spazio storico. Si tratta dell’inizio dell’attività professionale di molte generazioni di diplomatici ucraini e della sacra memoria dei patrioti ucraini, politici, artisti e figure culturali che hanno assistito per oltre un secolo, in patria e al di fuori della loro terra natale, la presenza dell’Ucraina nella carta geografica del mondo. Coinvolge il rispetto ai cittadini stessi.

Il centenario della diplomazia ucraina non deve passare in modo banale e inespressivo. Lo Stato non può permettersi tali errori di memoria.
Onorare questa data al più alto livello governativo è un messaggio distinto sia per la società ucraina che per il mondo: l’Ucraina non è nata ieri e le sue azioni si basano su una grande tradizione che merita di essere conosciuta ed amata.
E, indubbiamente, un onesto sguardo agli alti e bassi del passato dovrebbe dimostrare che le sfide vitali per l’Ucraina e l’Europa sono di fatto rimaste le stesse. Di conseguenza, la reazione congiunta del mondo alle sfide dell’aggressione russa e della “Realpolitik” non devono ripetere gli errori di leggerezza e vigliaccheria che hanno portato agli sconvolgimenti del secolo scorso.

Nei giorni che hanno preceduto l’evento i diplomatici ucraini erano tutti in fermento; tuttavia, richiamare alla memoria il centenario della diplomazia moderna va oltre i limiti della professione, è un componente importante per l’intero Stato, la società, i media e la leadership politica.
Il presidente Petro Poroshenko, colui che plasma le politiche del paese, ha colto l’opportunità per enunciare i principi fondamentali, le linee guida e gli obiettivi più importanti della politica estera: resistere all’aggressore, consolidare gli sforzi proteggere la legge internazionale e l’ordine mondiale civilizzato, ottenere garanzie collettive di sicurezza per l’Ucraina e aprire la sua cultura al mondo – riportandola nella “mappa mentale” del mondo.

Il 22 dicembre 2017, con la partecipazione alle celebrazioni dei membri dell’Accademia diplomatica, tutti i vertici, rappresentanti del corpo diplomatico nazionale e straniero, tra cui i ministri degli esteri dei paesi confinanti, è stato considerato non una data finale, ma l’inizio della celebrazione della diplomazia nazionale: gli amici stranieri e i cittadini devono conoscere la storia nazionale.

Il festeggiamento del centenario della diplomazia ucraina, così come il ricordo della rivoluzione nazionale e l’istituzione della moderna statualità hanno voluto rammentare che Kyiv non vuole affondare in una monotona e indistinta mediocrità. Oggi l’Ucraina non ha il diritto di commettere questo errore. Il suo dovere è di perseguire una diplomazia e una politica estera maestose, di talento e di successo. Rispettando se stessa e la sua storia aiuta a farsi rispettare nel mondo.

Durante la riunione diplomatica il ministro degli esteri ucraino Pavlo Klimkin, ha avuto l’occasione per fare un piccolo sunto dei risultati dell’anno, in particolare per quanto riguarda la soluzione pacifica e la deterrenza internazionale della Russia. L’incontro è apparso come la naturale prosecuzione e un buon collegamento con il Giorno dell’Indipendenza e la visita dei ministri della Difesa.

Durante il brindisi del centenario, il ministro degli esteri ha espresso il desiderio di mettere una targa commemorativa sulla facciata del suo ministero, come un segno di memoria del centenario della fondazione della prima agenzia di politica estera dell’Ucraina e per rendere un omaggio a tutti i patrioti ucraini che cullavano il sogno dell’indipendenza, si preoccupavano della presenza dell’Ucraina nell’arena internazionale e per mantenere un’ininterrotta continuità della diplomazia nazionale.

Nel corso degli anni, è diventato sempre più evidente il rapporto tra la diplomazia ucraina del 1917-1920 e quella corrente, in realtà sono molto vicine, più di quanto possa sembrare ad uno sguardo superficiale. L’impressione è che in questo caso il tempo abbia perso la sua linearità e abbia descritto un cerchio secolare. La somiglianza dei compiti e delle sfide che i passati eroi ucraini hanno risolto e che oggi si stanno riproponendo sono semplicemente impressionanti.

E allora come ora, i diplomatici hanno dovuto applicarsi ad una missione altamente complessa ed estremamente onorevole: ottenere un ampio riconoscimento internazionale del nuovo Stato sovrano, un aspetto di cui nessuno in Europa e nel mondo s’aspettava.
Nel 1991-1992, la Repubblica Ucraina ha ripetuto i risultati dei diplomatici di UPR. L’Ucraina ha tenuto una parata per il riconoscimento; ma solo nel dicembre del 1991, l’Ucraina è stata riconosciuta come stato indipendente in 75 paesi, e nell’anno successivo in altri 60. È stato un vero trionfo, una grande festa di un giovane Stato. La festa è stata un tributo all’opera colossale della diplomazia del paese.

Eppure, nel nostro tempo il percoroso è più facile di quello dei diplomatici di cento anni fa, perché oggi l’Ucraina sta proseguendo su una strada già imboccata. Il riconoscimento internazionale di UPR ha fornito al paese 70 anni di legittima aspirazione per crearsi come uno Stato nazionale, e ha riservato alla futura sovrana Ucraina un proprio posto in Europa e nel mondo.
Ora, come un secolo fa, l’Ucraina è costretta a difendere la sua indipendenza e la scelta europea dalle angherie dello stesso nemico – l’impero russo.

Ora, come allora, i diplomatici ucraini stanno mobilitando la comunità internazionale per aiutare il paese nella lotta contro la potente forza del male che minaccia l’intera civiltà europea.
Anche in questo caso, non sembra così difficile come lo era in passato. La storia ancora non va in cerchio, ma si sviluppa in una spirale. Oggi i diplomatici sono più esperti e preparati, più uniti e motivati e il paese sta crescendo forte come la sua coscienza nazionale.

Oggi una diplomazia nazionale più matura con l’aiuto di quella internazionale può portare l’Ucraina a non commettere gli errori passati e forte del loro insegnamento andare sempre avanti.
La profondità e la complessità dei problemi che il paese deve affrontare sono scoraggianti. Per quanto possa essere arduo capire da dove cominciare, cosa fare o come continuare nessuno deve mai cadere nel cinismo o nella paralisi.
“Ogni cittadino deve iniziare ad agire nella direzione che ritiene giusta. Dobbiamo resistere alla tentazione di adattarci alle attuali circostanze e intraprendere invece la sfida di creare una nuova realtà, per dimostrare che noi siamo alla pari dei nostri antenati”, ha sottolineato Klimkin.

Volodymyr Vynnychenko e Oleksandr Shulhinpro con la loro firma hanno chiarito che lo spirito umano è dotato della capacità di trasformare anche le situazioni più difficili, creando valore e producendo sempre più ricchi significati.

Quando ogni persona preposta porterà a piena fioritura la propria illimitata potenzialità, e quando i comuni cittadini si uniranno nell’impegno di generare un cambiamento positivo, si consoliderà la nazione impostata cento anni fa sulla cultura della pace, della sovranità e libertà. La gente comune è la protagonista di questa grandiosa avventura.

La diplomazia continuerà a promuovere la piena realizzazione – della gente, tra la gente e per la gente – con energia e impegno sempre più intensi. Attraverso il dialogo e la collaborazione su larga scala, i nuovi diplomatici ucraini si sono dichiarati decisi ad aprire un nuovo sentiero verso la pace e la speranza negli anni futuri.
Gloria all’Ucraina!

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