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18 settembre 2018

“La Commissione non ha un biscotto per tutti” | Russia


La Commissione Centrale elettorale si è rifiutata d’iscrivere Aleksei Navalny a candidato alla presidenza della Federazione Russa.

Al capo del Fondo anticorruzione (FBK), Aleksei Navalny, è stato ufficialmente negato di registrarsi a candidato alla presidenza della Federazione Russa per aver ricevuto una condanna a 5 anni perché ritenuto colpevole di malversazione [La sentenza, avvenuta a febbraio 2017 è stata vista da molti come un sotterfugio del Cremlino per eliminare la candidatura di Navalny ancor prima che iniziasse la campagna presidenziale, dal momento che il codice penale russo impedisce a chiunque che è stato condannato per tali crimini di partecipare alla corsa presidenziale].

Il signor Navalny ha definito la motivazione della Commissione elettorale centrale (CEC), un “pizzo legale”, ed ha esortato la Commissione a tener conto del “contesto della situazione” e della decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) per il suo caso [Nel dicembre 2014 Navalny ha ricevuto una condanna a 3 anni e mezzo di pena detentiva, poi sospesa, e suo fratello Oleg è stato condannato con la stessa pena, ma senza sospensione, perché ritenuti colpevoli di frode e riciclaggio di denaro. Entrambi gli uomini nel gennaio 2015 hanno presentato una denuncia alla Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo, in Francia, affermando che la decisione fosse basata su “termini ampi e ambigui” e che la legge russa fosse stata applicata in modo “errato”. I giudici della CEDU hanno concordato all’unanimità questa interpretazione e hanno ordinato al governo russo di pagare ai due uomini 98.000 dollari a titolo di risarcimento per essere stati condannati a 3 anni e mezzo di pena detentiva].

Il capo di CEC, Ella Pamfilova, ha accusato l’oppositore di “ingannare i giovani” e lo ha raffrontato al fondatore di Yabloko, Grigory Yavlinsky, che critica le autorità “più istruite”. Aleksei Navalny ha annunciato uno “sciopero degli elettori”.

I documenti presentati da Alekesy Navalny sono stati gli ultimi presi in considerazione dalla CEC. Prima di lui è stata respinta la richiesta dell’uomo d’affari Sergey Polonsky (perché ha presentato una lista di sostenitori inferiore a 500 persone) e del giornalista Oleg Lurie. Quest’ultimo è stato rigettato per la stessa ragione del signor Navalny: esistenza di una condanna in sospeso per un grave articolo del Codice Penale della Federazione Russa. Oleg Lurie è stato condannato a quattro anni per estorsione ed è stato rilasciato nel 2011. Aleksey Navalny è stato condannato a titolo condizionale nel caso “Kirovless” a cinque anni di reclusione.

Il membro di CEC, Boris Ebzeev, ha sostenuto che la Commissione ha “il dovere di ricusare le candidature di Oleg Lurie e Alexei Navalny”. Il capo di FBK invece, nel momento i cui ha presentato il suo caso alla Commissione, ha sottolineato che la Costituzione gli garantisce il diritto di partecipare alle elezioni, infatti “solo i cittadini inabili e i cittadini in carcere sono privati ​del diritto ad ​un loro suffragio”. Ebzeev ha ribattuto che il rifiuto a registrare i candidati non costituisce una violazione della Legge fondamentale, infatti è una questione che la Corte costituzionale russa ha già preso in considerazione. Il signor Navalny ha obiettato che la Corte costituzionale ha considerato la legge “sulle garanzie fondamentali dei diritti elettorali e il diritto a partecipare ad un referendum dei cittadini russi”, mentre le elezioni presidenziali sono regolate da una legge separata.

L’oppositore ha poi affermato che l’essenza della CEC non è cambiata con l’arrivo di Ella Pamfilova. “Come con il signor Churov, in questo luogo si tesse una specie di pizzo legale”. “Quando Boris Ebzeev ha espresso il suo pensiero, sono stato ascoltato come un avvocato, una persona che si esprime correttamente e che porta molti riferimenti della Convenzione europea sui diritti umani! – ha insistito il signor Navalny, che è anche avvocato – In CEDU ho dimostrato che i verdetti erano falsificati. Voglio farvi notare, cari amici, che qui in questa sala nessuno ha il diritto di pronunciare le parole Convenzione europea. Nel febbraio 2016 CEDU ha obbligato la Federazione Russa a pagare agli imputati un compenso per il ​​caso “Kirovless” per violazione del diritto ad un equo processo”. Nel frattempo gli avvocati del signor Navalny, riferendosi al parere di CEDU, hanno chiesto una revisione del caso.

“La commissione non ha biscotti per accontentare tutti – ha furiosamente inveito in risposta il capo della CEC, Ella Pamfilova – Ogni persona che presenta i suoi documenti alla CEC deve avere una biografia seria. La Commissione controlla le situazioni, spesso complesse, e prende le sue decisioni in base alla legge! Se un signore presenta dei precedenti penali è colpa della CEC?!”. “Durante il litigio, Aleksei Navalny ha chiesto al capo della Commissione Centrale elettorale “di premere un pulsante “e di rispondergli alla domanda, non di divagare. “Ti riferisci ai fatti eroici della tua biografia? Congratulazioni! Ricordati che noi ti paghiamo uno stipendio. Siete persone sedute sul mio collo e io, come contribuente, vorrei che voi eseguiste il vostro lavoro. Voi siete funzionari, ed è vostro dovere tener conto del contesto di ogni situazione: il verdetto contro di me è stato abolito”, ha inveito Navalny, togliendo di mezzo Ella Pamfilova.
“Ho lavorato per 12 anni sotto il dominio sovietico, e tu riscuoti denaro illegalmente e inganni la sfortunata gioventù!”, ha gridato di ribatto Pamfilova.

Mentre ironicamente Alexei Navalny le si inchinava davanti e la ringraziava per “aver finalmente rivelato il vero atteggiamento nei suoi confronti”.
Dopo essersi un poco calmata, e aver sorseggiato un bicchiere d’acqua, Pamfilova ha esortato Navalny a non “monopolizzare la protesta”. “Sei l’unico e solo politico che parla di corruzione? E Slabunova (Emilia Slabunova, leader di Yabloko – NdA)? E Grigory Yavlinsky (il fondatore di Yabloko – NdA)? Loro hanno rischiato la vita e le autorità che hanno confutato le loro tesi l’hanno fatto con competenza e chiarezza! Loro non sono meno opposizione di te”, ha sostenuto la signora Pamfilova.
Secondo il vicepresidente della Commissione Centrale elettorale Nikolai Bulayev, è errato pensare che senza la partecipazione di Aleksei Navalny ci possa essere meno affluenza alle urne. “Tu [Navalny] hai partecipato alla campagna elettorale per il sindaco di Mosca – l’affluenza è stata del 30%. La tua partecipazione non ha influenzato l’aspetto della gara! Gli esperti sostengono che l’affluenza a marzo sarà piuttosto alta”, ha continuato Bulayev sempre rivolto verso l’oppositore, definendo la sua “corsa presidenziale basata sulla coscienza di persone che non hanno esperienza di vita”.

Bulaev in questo caso intendeva l’attiva partecipazione di studenti e scolari alle riunioni di Navalny. Il membro della CEC, Yevgeny Shevchenko, ha osservato che CEDU non ha il diritto di annullare le decisioni di un tribunale nazionale, e quindi “tale argomento” di Alexei Navalny “lo ha ulteriormente convinto della correttezza” della decisione di CEC.

Subito dopo che CEC ha ufficialmente deciso di rifiutare la registrazione di Alexei Navalny come candidato alla presidenza, il capo di FBK ha annunciato lo “sciopero degli elettori”, esortando i suoi sostenitori ad unirsi per boicottare le elezioni. “La procedura a cui siamo invitati a partecipare non è un’elezione!, ha affermato Navalny, spiegando che d’ora in poi tutte le sue sedi elettorali diventeranno “un quartier generale dello sciopero”: i volontari controlleranno l’afflusso degli elettori e anche instaureranno una campagna contro le prossime elezioni.
Navalny, durante un’intervista prima della decisione di CEC ha affermato che l’eventuale decisione negativa della commissione per la sua partecipazione alla campagna presidenziale sarebbe stato un voto “non contro di me, ma contro 16.000 persone che mi hanno nominato, contro 200.000 volontari che hanno fatto propaganda per me”.

E, mentre Putin è quasi certo di una facile vittoria, il Cremlino vuole che la performance del suo attuale capo sia la più forte possibile ed è preoccupato della crescente apatia degli elettori.
L’appello di Navalny per il boicottaggio potrebbe compromettere le speranze del Cremlino di far aumentare la partecipazione.
Il coinvolgimento di Ksenia Sobchak, una conduttrice televisiva di 36 anni, potrebbe suscitare l’interesse del pubblico per la gara. Sobchak ha negato la collusione con il Cremlino, e lei potrebbe attirare alcuni sostenitori di Navalny e contribuire ad aumentare la partecipazione.

Lunedì, Sobchak ha criticato l’appello di Navalny di boicottare il voto, sottolineando che “l’elezione è l’unico modo per cambiare qualcosa, e boicottarla è inefficiente e dannosa”. Lei ha anche proposto a Navalny di unirsi a lei per competere.
Alla gara ci saranno anche altri veterani di precedenti elezioni – il liberale Grigory Yavlinsky e l’ultranazionalista Vladimir Zhirinovsky. I comunisti hanno nominato un volto nuovo, Pavel Grudinin, il direttore di una grande fattoria di fragole appena fuori Mosca.

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