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14 dicembre 2018

Il racconto dei fatti | Russia


L’organo preposto alla tutela dell’imparzialità e della qualità dei contenuti di BBC (British Broadcasting Corporation, è la società concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo nel Regno Unito ed è il più grande e autorevole editore radiotelevisivo del Regno Unito) è il “BBC Trust”, che si conforma al motto dell’azienda, “Nation Shall Speak Peace Unto Nation” (“La nazione parlerà di pace verso la nazione”).

I canoni moderni per giudicare l’obiettività: “distacco e neutralità verso l’oggetto dell’informazione (cioè assenza di soggettività e di coinvolgimento personale); imparzialità (non schierarsi in questioni controverse o mostrare preconcetti); fedeltà all’esattezza e agli altri criteri di verità come la rilevanza e la completezza; e assenza di secondi fini o di favoritismi”. Su questi capisaldi BBC ha costruito la sua fama e credibilità.

C’è una vignetta di Quino, l’autore di Mafalda, che risale a più di quarant’anni fa, che è più attuale che mai.
“I giornali parlano sempre più dell’inquinamento dell’aria”, esordisce Mafalda. E la sua amica Libertad risponde: “I giornali! I giornali inventano la metà di quel che dicono! E se a questo sommiamo che non dicono la metà di quel che succede, il risultato è che i giornali non esistono!”. È una vignetta che trovo significativa sia nel contenuto che nell’atteggiamento dei personaggi. Questa vignetta è significativa perché ci dice due cose: la prima è che la percezione che i giornali omettano o inventino notizie non è recente; la seconda è un tantino più complessa, ma si potrebbe riassumere in una caccia costante alle migliori assurdità che possano generare click.

Eh, si. Succede anche nelle migliori famiglie. BBC in Russia sta in modo selvaggio e deliberatamente travisando la cosiddetta campagna elettorale presidenziale del paese, affermando costantemente che Vladimir Putin è incredibilmente popolare, che il suo messaggio di “forza e stabilità dovrebbe essere sufficiente a persuadere gli elettori a dargli un altro termine” e che Alexei Navalny non è stato ammesso alla gara a causa di “precedenti condanne per corruzione”.

Solo in qualche nota i giornalisti e i presentatori della BBC si preoccupano vagamente di suggerire che le cosiddette “condanne per corruzione” di Navalny poggiano su accuse inventate ed esplicitamente destinate a metterlo in difficoltà e a disabilitarlo durante la campagna presidenziale, quando al contrario, lui rappresenta letteralmente l’unica persona in Russia che ha messo in piedi un’organizzazione politica ed ha strutturato una strategia in grado d’infliggere una seria ammaccatura al mito della popolarità di Putin.

Sì, si tratta veramente di un mito. In un’elezione libera ed equa – dopo una campagna condotta senza l’assistenza delle cosiddette “agenzie delle forze dell’ordine” (sembra che ora si stiano preparando per bloccare Navalny per aver incitato “lo sciopero elettorale”), in mancanza degli altri teppisti assortiti che durante lo scorso anno hanno regolarmente arrestato e aggredito molti addetti e volontari della campagna di Navalny in tutta la Russia, priva del gigante aiuto dei media tradizionali, in particolare i canali televisivi nazionali, il cui contegno ci dà un’idea di come sarebbe stata la televisione se l’avessero avuta a disposizione i nazisti – ci sarebbero stati risultati sorprendenti per tutti i giornalisti pigri e gli “esperti russi” che, perpetuando il mito della popolarità Putin in tutti questi diciassette anni, hanno criticato e screditato i sondaggisti di Levada-VTsIOM-FOM.

La via è stata imboccata nel momento in cui la “Famiglia” ha scelto come successore di Yeltsin l’incredibilmente corrotto ex vice-sindaco di San Pietroburgo, da allora, per cementare la successione nel sangue, sono state perpetrate azioni veramente terribili, per le quali molte persone avrebbero dovuto essere state messe dietro le sbarre a vita.

Dopo di allora è stata solo una discesa, compreso il periodo in cui i prezzi del petrolio erano elevati, perché hanno scoraggiato gli impulsi di riforma che Putin avrebbe potuto avere (anche se non ci sono prove che effettivamente potesse “soffrire” di tali aspirazioni).

Non c’è nessuno motivo, per nessun russo per cui Putin debba piacere, a meno che uno non sia un membro della sua ristretta cerchia. Infatti l’economia reale è finita molti anni fa, la corruzione dilagante è diventata il principio su cui si basa il governo supremo, e i servizi di sicurezza hanno lanciato una selettiva “Большо́й терро́р” mirata a ricordare a chiunque usa il cervello che cosa significa in realtà, “stabilità” : Putin e la sua cricca criminale sono determinati a rimanere al potere fino alla morte per cause naturali.

Questo straordinario piano avrà conseguenze terribili per la Russia e il mondo intero. Le organizzazioni di giornalismo che si suppone siano dedite ad un giornalismo obiettivo ed equilibrato potrebbero descrivere l’intera storia e analisi della mia breve protesta, piuttosto che ripetere pedissequamente pericolose schermaglie e vere menzogne generate dallo stesso Cremlino.

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