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22 maggio 2018

Tutti contro tutti | Ucraina


Secondo il filosofo olandese Baruch Spinoza, è compito della democrazia «contenere gli uomini per quanto è possibile entro i limiti della ragione, affinché vivano nella concordia e nella pace». L’acuto Spinoza vede un nesso tra democrazia, ragione e pace. Invece, è una tecnica collaudata degli autocrati quella di soffiare sul fuoco delle passioni – soprattutto impulsi negativi come odio, paura e indignazione. Niente di meglio di una guerra contro un nemico esterno o interno per salvare un trono.

Numeri enormi di disoccupati e di persone svantaggiate in Ucraina si sono trasformate in attivisti civili. In tre anni s’è formata una categoria di persone “separate”, tutte alla ricerca di un manuale per litigare, hanno creato sugli schermi televisivi un’ondata rivoluzionaria e, mentre fieramente si definiscono attivisti, sono diventati un aggressivo branco di urlatori.

Dove stanno andando?
Per le loro pubbliche relazioni questi pseudo-attivisti s’aggrappano a qualsiasi scusa, i funzionari flirtano con loro, i media ripropongono le loro storie a mo’ di timbri, mentre la vita reale, ciò che conta davvero per i cittadini ucraini, viene negata e messa da parte. Intorno agli argomenti “vuoti” c’è troppo rumore di informazioni, che distraggono e inducono all’errore.

L’ultimo punto di concentrazione degli intraprendenti personaggi è l’omicidio dell’avvocato Irina Nozdrovskaya. Una terribile tragedia! Molti disegnano parallelismi con Vradievka (un brutale stupro di gruppo e percosse ad una giovane donna effettuata dai miliziani nell’estate del 2013), ma in questa storia tutto è diverso. In questo caso ci sono molte questioni con risposte che non sono così ovvie come nel caso Vradievka. I canali televisivi però, diffondono notizie di proteste e gonfiano l’odio nella società ucraina, dividendola in “noi” – persone comuni oneste – e “loro” – funzionari criminali.

Gli attivisti professionisti sfruttano l’opportunità per essere al centro dello scontro con le autorità. I canali TV utilizzano ogni occasione per promuovere lo scandalo. E ora il conflitto è arrivato alla Verkhovna Rada, sui tavoli dei giornalisti onesti e altri fan di pubbliche relazioni. È più facile chiedere a gran voce giustizia e cambiamento di potere piuttosto che compiere quotidianamente uno scrupoloso lavoro di routine che non da fama. La giustizia esigente è diventata vantaggiosa: se urli più forte di tutti, puoi ottenere determinate preferenze o “diritti” statali!

Per qualunque cosa successa, le “teste parlanti” sono già in TV, stanno istruendo di essere più corretti e onesti. Si esprimono sempre a fin di bene, e non importa che molti di loro sono già tre anni e mezzo che sono al potere senza aver fatto nulla di concreto. Ciò che conta è gridare forte, e riuscire ad essere ripresi dalla Tv mentre la faccia è stata impostata sofferente e triste.

Sono mesi che il cane da guardia della democrazia, trasformato ormai in un umile servo della politica dell’odio, non tace più. Abbaiando, continua a diffondere semi dell’odio che come tali arrivano dovunque, preparando terreni di paura e inimicizia. I terreni di domani.

Terreni pericolosi. Per colpa di una popolazione che sta crescendo e “ragiona” con gli unici strumenti che gli vengono dati dalla stessa tv: odio alimentato dalla paura.
Sono ormai diventati inconsapevolmente i personaggi televisivi del momento, amplificati e moltiplicati dai mezzi d’informazione che si nutrono della paura smisurata del diverso, invece di cercare di far emergere il lato umano delle intollerabili usanze. Usanze e cultura ridotte ad una sbiadita traccia di memoria: ciò che resta quando la civiltà e l’umanità si trovano in mezzo al mare. Quando la paura va in TV, nella vita non resta spazio per molto altro.

Sarebbe meglio se gridassero a favore delle agevolazioni fiscali per le piccole e medie imprese e l’abolizione della moratoria sulla vendita di terreni agricoli, perché ciò migliorerebbe davvero la qualità della vita dei cittadini di tutta l’Ucraina; invece, c’è un accenno di antipatia domestica per il bene delle pubbliche relazioni personali.

La società vive in un’immagine televisiva, in una falsità.
La verità è che i sistemi giudiziari e di contrasto dell’Ucraina stanno funzionando in modo disgustoso. Ma questo è solo un “dolore crescente”. Il sistema statale si sta trasformando, diventando più moderno e trasparente, sia che l’élite oligarchica lo voglia o no. I cambiamenti potrebbero godere di più spazi e approvazioni se si muovessero su una ideologia di sviluppo; ma in Ucraina manca il concetto di sviluppo. Pertanto, il paese si muove caoticamente, a volte ciecamente, e si aggrappa al “manico” del FMI come se fosse una guida.

Una regola televisiva sostiene che i moderatori non possono dare o togliere la parola a loro piacimento. I dibattiti sulle tv sono spettacoli per un pubblico indifferente al fair play e alla pacatezza di cui l’intelligenza ha bisogno per capire chi ha ragione e chi ha torto.
Servono ad accendere le passioni. L’indignazione è la più politica delle passioni.

Oggi il “Pocket Manual of Rules of Order for Deliberative Assemblies” è l’autorità indiscussa in materia e le sue regole sono seguite in tutte le assemblee degli Stati Uniti, dalle associazioni sportive alle società per azioni. Se avete mai partecipato ad una assemblea, anche quella condominiale, saprete che per procedere con ordine e fare in modo che tutti si sentano trattati con equità, non si può fare di testa propria: bisogna seguire regole prestabilite e accettate da tutti. Di sicuro avrete sentito la mancanza di uno strumento di questo tipo, poiché in Ucraina non esiste niente del genere.

Ci sono paesi in cui si seguono le regole e paesi in cui non si seguono. Perché la differenza? Forse nei primi si possono seguire le regole perché ci sono meno mascalzoni che le violano, mentre i secondi sono afflitti da livelli di mascalzonaggine così alti che è impossibile affrontarli in politica indossando i guanti? O è vero invece il contrario e proprio quando le regole esistono e molta gente per bene cerca di farle rispettare ci sono meno mascalzoni in giro? Non so rispondere, ma sono sicuro che là dove le regole sono rispettate si vive meglio.

Inversamente, quando si assume di default che gli avversari politici siano in malafede e si soffia sul fuoco dell’indignazione, può succedere come in Olanda nel 1672. Johan de Witt, un bravo matematico che per vent’anni aveva governato il paese con moderazione, fu linciato insieme al fratello dalla folla aizzata dagli orangisti, massacrato, appeso a testa in giù, squartato. Le sue viscere arrostite furono divorate dalla folla. Spinoza ha commentato l’esecuzione come “gli ultimi dei barbari!”. Che sia vero?

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Una Risposta “Tutti contro tutti | Ucraina”

  1. 6 gennaio 2018 a 9:08

    Si dimostra qui che la democrazia nasce ed evolve nell’ educare ad essa, non nell’ istruire. È lenta a crescere e percorre una strada difficile e spesso dolorosa tra i popoli.

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